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Gli effetti dell’Abuso Sessuale lungo tutto l’arco della vita

Gli effetti a lungo termine del trauma nelle vittime di abuso sono gravi, invalidanti e causano sofferenza fisica e psicologica a breve, medio e lungo termine.

Molti sopravvissuti trascorrono anni prima di superare, accettare o addirittura prendere consapevolezza dell’abuso che hanno subìto quando erano bambini, alcuni purtroppo non riescono a farlo lungo tutto l’arco della loro vita. Inoltre, oltre alla sofferenza associata alla mancata elaborazione del trauma, molte delle esperienze di vita della persona che è stata abusata subiscono l’effetto negativo della precoce vittimizzazione (l’abuso infantile) innescando effetti negativi a cascata sulla vittima, come nei casi di successiva ri-vittimizzazione in età adulta (per un approfondimento consulta la pagina sul Trauma e l' Abuso Sessuale). Quando poi tutto ciò si somma all’assenza di altri significativi che possano aiutare e supportare la persona, gli effetti negativi del trauma vengono alimentati e mantenuti in un ciclo di sofferenza senza fine.

Le conseguenze dell’abuso sessuale infantile si protraggono fino alle ultime decadi della vita della persona e lo fanno in diversi modi. Per esempio, Draper e collaboratori (2008) hanno effettuato una ricerca su 21.000 adulti dai 60 anni di età in su. Le persone che da piccole avevano subìto abuso fisico o sessuale riportavano un maggior numero di problemi medici e di salute mentale rispetto a chi non era stato abusato; coloro che avevano subìto abuso sia sessuale che fisico presentavano un quadro sintomatologico più grave rispetto a chi aveva subito solo una delle due forme di abuso. Lo studio di Sachs-Ericsson e collaboratori (2009) ha riscontrato che la presenza di abuso infantile, in persone con età media attuale di 67 anni, era associata a un maggior numero di problemi medici, a un più alto grado di disabilità e a una più bassa auto-efficacia.

Lo studio di Savla e collaboratori (2013) ha messo a confronto due gruppi di persone che avevano subìto abuso emotivo durante l’infanzia, un gruppo di età compresa tra i 35 e i 49 anni e uno di età compresa tra i 50 e i 74 anni. I risultati hanno mostrato che entrambi i gruppi erano caratterizzati da marcata distanza emotiva e poca intimità rispetto ai membri della propria famiglia.

In età senile le persone, in molti casi, sono afflitte da una significativa sofferenza legata all’idea di non avere più il controllo della propria vita, dall’incapacità e dalla difficoltà di costruire e mantenere relazioni di mutuo-supporto con gli altri. Nei casi di istituzionalizzazione (p.e., ingresso in una casa di riposo) si trovano spesso ad affrontare un cambiamento di vita molto difficile perché sono costrette a lasciare la loro casa (quindi ad allontanarsi da un posto in cui si sentivano al sicuro), a perdere la propria privacy (che attiva percezioni di invasione del proprio spazio personale), a non potersi più concedere i propri rituali quotidiani come prendere il caffè o curare le piante (che conferivano struttura e coerenza alle giornate), a perdere gli amici di lunga data (con conseguente deterioramento delle relazioni sociali), ecc. Anche i problemi di mobilità e di deambulazione (la perdita della libertà di movimento e, quindi, dell’indipendenza) possono attivare pensieri, emozioni e sensazioni fisiche associati al ricordo dell’abuso e generare, quindi, irritabilità, ansia, agitazione e irrequietezza. Inoltre, quando la condizione mentale risulta compromessa, come in caso di demenza o delirio, le persone possono perdere il controllo delle memorie traumatiche represse, scontrandosi quotidianamente con esse.

Tutto ciò può pertanto risvegliare sentimenti di vulnerabilità legati al trauma e assenza di protezione, a cui conseguono innalzamenti dei livelli di stress e di sofferenza.

Interventi consigliati sono quelli di Terapia Cognitivo Comportamentale e basati sulla Mindfulness.                     


Riferimenti

Draper, B., Pfaff, J.J., Pirkis, J., Snowdon, J., Lautenschlager, N.T., Wilson, I. & Almeida, O.P. (2008). Long-Term Effects of Childhood Abuse on the Quality of Life and Health of Older People: Results from the DEPS-GP Project. Journal of the American Geriatrics Society, 56(2): 262-271.

Sachs-Ericsson, N., Medley, A.N., Kendall-Tackett, K. & Taylor, J. (2011). Childhood abuse and current health problems among older adults: The mediating role of self-efficacy. Psychology of Violence, 1(2): 106-120.

Savla, J.T., Roberto, K.A., Jaramillo-Sierra, A.L., Gambrel, L.E., Karimi, H.E, Butner, L.M. (2013). Childhood abuse affects emotional closeness with family in mid- and later life. Child Abuse & Neglect, 37: 388-399.