Amnesia e Fuga nel Trauma

amnesia e fuga nel traumaEsperienze traumatiche avvenute nell’infanzia, in particolar modo l’abuso fisico e/o sessuale grave, frequente e a volte violento, possono causare l’amnesia dissociativa.

Il quadro sintomatologico mostra la presenza di un deficit nella memoria autobiografica che coinvolge principalmente gli eventi e gli elementi della storia di vita personale legati alle esperienze traumatiche e stressanti. E’ stato mostrato, comunque, che i sopravvissuti ad abuso sessuale infantile con amnesia dissociativa non solo non ricordano l’abuso ma anche altri periodi della loro vita.

In alcuni casi le informazioni possono essere temporaneamente disponibili al richiamo consapevole, ma poi tendono a essere nuovamente dimenticate e, a quel punto, si innesca spesso una successiva amnesia proprio sul periodo in cui la memoria era apparsa alla consapevolezza. Questo meccanismo si può manifestare sia nella vita di tutti i giorni che durante le sedute di psicoterapia (Spiegel et al., 2011).

Il disturbo è spesso associato ad altri sintomi psicologici come PTSD, depressione, disturbi d’ansia (come gli attacchi di panico), ecc.

Le ricerche cliniche hanno mostrato che le vittime di abuso sessuale infantile presentano frequentemente sintomi di amnesia (dal 19% al 62% dei casi) e che i bambini cronicamente abusati possono dimenticare interi periodi della loro infanzia, arrivando a non evocare ricordi fino ai 9 anni.

Le esperienze traumatiche croniche e gravi producono dei cambiamenti pervasivi nei meccanismi di elaborazione e immagazzinamento dell’informazione, ecco perché l’amnesia può abbracciare anche l’intero periodo dell’infanzia.

Il ricordo delle esperienze traumatiche è comunque presente e disponibile nella mente del sopravvissuto, solo che non è accessibile alla consapevolezza, a causa di un meccanismo (protettivo) di evitamento della sofferenza associata alla memoria traumatica. Tuttavia, le informazioni a cui la persona non ha accesso diretto influenzano comunque le sue reazioni emotive e i comportamenti della vita di tutti i giorni, perché “se il ricordo di un trauma è fuori dalla campo della consapevolezza non vuol dire che esso non ci sia nella mente”, e anche nel corpo, nelle emozioni e nelle sensazioni di un sopravvissuto (Spiegel et al., 2011).

L’approccio della dissociazione strutturale ritiene che nelle persone con amnesia dissociativa vi sia una personalità apparentemente normale (ANP) dominante e che, occasionalmente, vi siano delle intrusioni della personalità emotiva (EP), che giustificherebbero la presenza di aspetti di dissociazione più complessi che possono esserci oltre all’amnesia (come stati spontanei di trance e di regressione d’età, analgesia, autolesionismo, impulsi e gesti aggressivi o suicidari; van der Hart et al., 2011).

Molti sopravvissuti con amnesia dissociativa arrivano in terapia per qualsiasi motivo, senza capire la vera origine dei loro sintomi e, quindi, richiedono aiuto allo psicoterapeuta a causa dell’infelicità e della sofferenza che sperimentano rispetto a se stessi o che derivano dalle relazioni con gli altri, così il terapeuta deve cercare di capire quali, tra i diversi problemi che caratterizzano la loro vita quotidiana, hanno delle origini traumatiche.

Alcuni sopravvissuti, invece, chiedono aiuto perché iniziano a ricordare qualche frammento di esperienze traumatiche e si chiedono se la memoria sia reale e se l’abuso sia davvero accaduto. Le memorie che emergono, infatti, sono spesso ambigue, non chiare e poco dettagliate. Queste persone, inoltre, possono essere molto preoccupate e allarmate all’idea di poter accedere alle memorie residue che non sono emerse fino a quel momento (Wolf & Nochajski, 2013).

I trattamenti raccomandati per l’amnesia dissociativa sono l’EMDR, la TCC centrata sul trauma e la terapia a più fasi della dissociazione strutturale.


Riferimenti

Spiegel, D., Loewenstein, R.J., Lewis-Fernandez, R., Sar, V., Simeon, D., Vermetten, E., Etzel Cardena, E. & Dell, P.F. (2011). Dissociative disorders in DSM-5. Depression and Anxiety, 28: 824-852.

van der Hart, O., Nijenhuis, E.R.S. & Steele, K. (2011). Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale. Milano: Raffaello Cortina.

Wolf, M.R. &  Nochajski, T.H. (2013). Child Sexual Abuse Survivors with Dissociative Amnesia: What’s the Difference? Journal of Child Sexual Abuse, 22: 462-480.

Share This

Se ti piace, condividi

Se ti piace il contenuto di questa pagina condividila, Grazie