Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso e Disturbo da Stress Estremo non Altrimenti Specificato

Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso e Disturbo da Stress Estremo non Altrimenti Specificato

Tra i numerosi disturbi psichici che possono affliggere le persone che hanno subìto un trauma il più comune e direttamente collegato all’esperienza traumatica è il PTSD. Tuttavia, solo a un terzo delle persone che sono state abusate durante l’infanzia viene formulata una diagnosi di PTSD, perché questa categoria diagnostica non consente di descrivere pienamente i complessi e multisfaccettati sintomi di origine traumatica che si manifestano durante lo sviluppo e nell’arco della vita dei sopravvissuti.

I traumi interpersonali precoci (tra cui l’abuso sessuale) interferiscono, infatti, con il normale sviluppo della persona alterando 6 macro-aree, ciascuna delle quali risulta associata a delle manifestazioni sintomatologiche specifiche che, sommate tra loro, determinano un quadro psicopatologico complesso (van der Kolk et al., 2005):

  1. la regolazione delle emozioni e il controllo degli impulsi: le persone non riescono a gestire emozioni intense e improvvise (come la rabbia) e mettono in atto condotte auto-distruttive (auto-lesionismo, abuso di sostanze, ecc.) quando iniziano a percepire come intollerabili e opprimenti anche minimi fattori di stress;
  2. l’attenzione e la consapevolezza: presenza di episodi dissociativi, amnesia e incapacità di focalizzarsi su uno stimolo rilevante, che rappresentano delle risposte emesse dagli individui per sottrarsi ai pensieri/ricordi e sensazioni fisiche/emozioni legati alle esperienze traumatiche;
  3. la percezione di sé: le vittime di esperienze traumatiche sviluppano una visione di se stesse come indesiderate, deboli, impotenti, “danneggiate” e provano senso di colpa e vergogna cronici perché, nella maggior parte dei casi, si ritengono responsabili dell’abuso che hanno subìto;
  4. i rapporti interpersonali: incapacità di fidarsi o di entrare in intimità con gli altri, elevata sospettosità e isolamento sociale;
  5. i sistemi di significato: le persone iniziano a pensare che la vita non abbia più senso e che non saranno mai in grado di apportare dei cambiamenti positivi alla propria vita, come se osservassero se stessi, gli altri e il mondo attraverso delle “lenti di colore nero”;
  6. la somatizzazione: presenza di sintomi cronici a livello somatico (dolori addominali, nausea, vomito, mal di testa, ecc.) che non sono riconducibili a delle cause mediche, ma che sono il risultato di alterazioni neuro-biologiche causate dalle esperienze traumatiche (iper-attivazione del sistema nervoso centrale, eccessiva produzione delle catecolamine, bassi livelli di serotonina, ecc. spiegati nella sezione Neuroscienze e Trauma) e che sembrano rappresentare una modalità inconsapevole per comunicare il dolore emotivo (che i sopravvissuti a eventi traumatici non riescono a esprimere con le parole, né a se stesse né agli altri).

Tutti questi sintomi rientrano nel costrutto diagnostico chiamato CPTSD/DESNOS (Disturbo Post Traumatico da Stress Complesso/Disturbo da Stress Estremo non Altrimenti Specificato, dalla denominazione inglese Complex Post-Traumatic Stress Disorder / Disorder of Extreme Stress Not Otherwise Specified).

Alcuni studi (p.e., van der Kolk et al., 2005) hanno riscontrato che il 25-45% delle persone che avevano subìto un trauma e il 68% tra coloro che avevano subìto abusi sessuali mostravano sintomi di CPTSD/DESNOS.

Perché le vittime di abusi sessuali infantili presentano un quadro di sintomi così complesso?

La spiegazione va ricercata nella natura del trauma. I traumi, infatti, possono essere distinti in due macrocategorie:

Traumi con la T maiuscola o “grandi” traumi corrispondenti a “esperienze traumatiche di natura estrema” che comprendono la percezione di pericolo al corpo, attacco al sé, che portano alla morte o minaccia all’integrità fisica propria o delle persone care;

traumi con la t minuscola o “piccoli” traumi che corrispondono a “esperienze traumatiche non estreme” che implicano eventi di vita meno catastrofici, con una percezione intensa di pericolo ma non per questo meno traumatici se costanti e ripetitivi. Secondo Judith Herman (Emerson, 2015) il trauma che si verifica nel contesto delle relazioni e che si prolunga nel tempo, come nei casi di abusi sessuali infantili, rientra nel Trauma con la T maiuscola.

Le persone con storie di traumi interpersonali, eventi traumatici multipli e/o traumatica esposizione di lunga durata sono quelle che con maggiore probabilità presentano i sintomi di CPTSD/DESNOS (p.e., Jagodzinski, 2011).

Come stabilito dall’International Society for Traumatic Stress Studies Complex Trauma Task Force (Cloitre et al., 2011), il trattamento del CPTSD/DESNOS richiede un approccio combinato che si deve avvalere dei seguenti interventi: EMDR, TCC, DBT e Mindfulness (spiegati nella sezione Trattare il Trauma).


Riferimenti

Cloitre, M., Courtois, C.A., Charuvastra, A., Carapezza, R., Bradley C. Stolbach, B.C. & Green, B.L. (2011). Treatment of complex PTSD: Results of the ISTSS expert clinician survey on best practices. Journal of Traumatic Stress, 24(6): 615-627.

Emerson, D. (2015). Trauma-Sensitive Yoga in Therapy. Bringing the body into treatment. W.W. Norton & Company.

Jagodzinski, M. (2011). The Study of the Prevalence of Desnos Symptoms in Traumatized Children. Senior Honors Theses, 262.

van der Kolk, B., Roth, S., Pelcovitz, D. Sunday, S. & Spinazzola, J. (2005). Disorders of extreme stress: The empirical foundation of a complex adaptation to trauma. Journal of Traumatic Stress, 18(5): 389-399.

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