Il trattamento della dipendenza da internet secondo il modello cognitivo-comportamentale

curare dipendenza da internet

Il modello Cognitivo Comportamentale della Dipendenza da Internet (o più correttamente dell’ Uso patologico di internet – PIU) definisce l’uso sano di Internet come un modo di utilizzare Internet per uno scopo chiaro, per un periodo di tempo che può essere considerato ragionevole nelle condizioni specifiche per l’utente e nel riconoscimento delle differenze tra la comunicazione reale e la comunicazione attraverso Internet senza assumere una personalità diversa (Davis 2001).

Come per altri disturbi psicologici, anche per il PIU il modello cognitivo comportamentale pone i pensieri disfunzionali al centro dell’eziologia del disturbo, anche se riconosce cause più distali nel quadro di un modello diatesi-stress.

La diatesi (ovvero la suscettibilità o la predisposizione costituzionale a sviluppare un certo disturbo) è rappresentata nel PIU da una pre-esistente psicopatologia, che è ritenuta necessaria per lo sviluppo dei sintomi.

Il fattore di stress è rappresentato invece dall’incontro con Internet o con alcune nuove tecnologie di Internet, ad esempio la scoperta della pornografia in rete, la prima e-chat, il primo shopping on line o l’e-trading in borsa. Se la risposta psicologica alla sperimentazione di una nuova funzione di Internet è positiva, essa rafforza la continuità dell’attività per un meccanismo di condizionamento operante. Dopo qualche tempo anche stimoli associati come il suono di un computer che si connette a Internet, la sensazione tattile quando si digita sulla tastiera e l’ambiente in cui è posizionato il computer possono produrre la stessa soddisfazione attraverso risposte condizionate.

Le cause più prossimali e più squisitamente cognitive del PIU sono state rinvenute nei pensieri disfunzionali tipici dei dipendenti da internet. Questi pazienti hanno un punto di vista negativo riguardo loro stessi ed usano Internet per ottenere giudizi positivi da altre persone senza correre rischi. Essi hanno generalmente distorsioni di pensiero quali ‘eccessiva generalizzazione’ o ‘pensiero tutto o nulla’ riguardo loro stessi ed il mondo esterno.

Tendono ad avere pensieri automatici (Davis 2001) su loro stessi e sul mondo esterno come:

  • Vado bene solo su Internet’ 
  • ‘Sono inutile quando non sono su Internet, ma sono una persona importante su Internet’
  • ‘Sono un fallimento quando non sono su Internet
  • L’unico posto dove vengo rispettato è su Internet’ 
  • ‘Non piaccio a nessuno quando non sto su Internet’ 
  • ‘Internet è il mio unico amico’ 
  • ‘La gente mi tratta male al di fuori dell’ambiente di Internet

Gli internet-dipendenti sono più inclini al catastrofismo e all’ansia rispetto alle altre persone. La fuga dalla realtà e dalle conseguenze percepite del catastrofismo rappresentano così ulteriori motivazioni all’uso compulsivo della rete (Young 2007).

Un modello concettuale ancora più recente è quello di Douglas (2008) che può essere approfondito scaricando liberamente l’articolo ” Internet addiction: Meta-synthesis of qualitative research for the decade 1996–2006”

Secondo questo modello l’uso eccessivo di Internet è determinato da una serie di fattori:

  • FATTORI ANTECEDENTI (come il trovarsi in ambienti che permettono l’utilizzo di Internet, l’uso di Internet per molti anni, la sensazione di essere fraintesi dagli altri, la poca vita sociale e/o la scarsa autostima)
  • FATTORI MOTIVAZIONALI (Push Factors) quali il sollievo dallo stress, l’effetto relax e la soddisfazione di bisogni sociali
  • FATTORI DI ATTRATTIVITA’ (Pull factors) rappresentati dalla disponibilità di applicazioni attrattive come il gioco d’azzardo online, i giochi e le chat, nonché il facile accesso alle informazioni, la facilità dell’ interazione sociale e dello scambio di idee su Internet se paragonata ad altri media

Il Trattamento

Considerato che i computer hanno un’importante funzione nella vita quotidiana, i modelli di trattamento che richiedono un’assenza completa di Internet non sono realistici. Diversamente dalle altre dipendenze, la terapia qui dovrebbe comprendere tecniche ed obiettivi che incoraggino un uso ordinato e controllato di Internet e attività alternative che tengano la persona lontana dalla rete (Young 2007; Young 2004).

Nella Terapia Cognitivo Comportamentale sviluppata da Young, la terapia è limitata nel tempo e di solito dura 3 mesi o 12 sessioni (Young 2007).

Durante la terapia, viene fatta un’analisi comportamentale e viene formulato il caso. Come in altri tipi di dipendenza, il comportamento d’uso di Internet è completamente definito in tutti i suoi aspetti tenendo a mente la possibilità che l’individuo stia nascondendo e riducendo le sue lamentele (specialmente gli utenti di sesso online). Al fine di raccogliere informazioni riguardo le abitudini dell’uso di Internet dell’individuo, il terapeuta cerca risposte alle seguenti domande:

  • In quali giorni ti colleghi a Internet tipicamente?
  • A che ora del giorno di solito ti connetti?
  • Quanto rimani connesso generalmente in una sessione?
  • Dove usi di solito il computer?’.

Oltre a queste, si dovrebbe anche investigare se gli utenti sono dipendenti da una particolare funzione di Internet, poiché il costante e frequente uso di una particolare funzione può far scattare la dipendenza da Internet e può anche servire da indicatore per gli interventi che intendiamo compiere durante la terapia.

Per far ciò devono essere valutate le risposte alle seguenti domande:

  • Quali funzioni di Internet stai usando?
  • Quante ore a settimana dedichi in media ad ogni funzione?
  • Puoi elencare le funzioni che usi dalla più importante alla meno importante?
  • Quale aspetto di ogni funzione apprezzi di più?
  • Quale pensi sia esattamente il tuo problema, come lo interpreti?
  • Quali sono gli effetti della dipendenza da Internet sul tuo ambiente?
  • Cosa farai quando risolverai il tuo problema che non puoi fare ora? (motivi che spingono l’individuo al trattamento e agli obiettivi di trattamento)
  • Perché sei venuto per farti aiutare in questo momento? (per sua volontà, indirizzato da parenti, cambiamenti di ruoli sociali, coincidenza)
  • Per quanto tempo puoi rimanere lontano da una connessione a Internet quando ne senti il desiderio o la necessità? (quanto può tollerare l’astinenza)
  • Com’è cominciato il tuo problema di dipendenza da Internet? (può essere iniziato dopo una perdita)
  • Quali sono i fattori che incidono sul proseguire della tua dipendenza da Internet? (alcool, abuso di sostanze, presenza di altri).

Intervento

Nel trattamento del PIU gli interventi comportamentali hanno la precedenza sugli interventi cognitivi. Si comincia con il regolare l’ uso incontrollato di Internet, per esempio, un uso settimanale di 40 ore viene dapprima ridotto a 20. Questo periodo di 20 ore può essere organizzato dividendolo in periodi di tempo specifici, per esempio tra le 20:00 e le 22:00 durante la settimana e tra le 13:00 e le 18:00 durante il weekend. Un programma da 10 ore può essere impiegato tra le 20:00 e le 23:00 per due sere la settimana e tra le 8:30 e le 12:30 alla Domenica. Un’organizzazione logica farà sentire al paziente di avere il controllo su Internet, non viceversa (Young 1999).

L’utilizzo di Internet può essere regolato attraverso ‘la pratica dell’opposto’ per aiutare l’individuo a rompere la routine giornaliera ed abbandonare le sue abitudini virtuali. Se la persona come prima cosa che fa al mattino si connette su Internet, i clinici possono proporre che essa prima faccia una doccia; se si connette ad Internet immediatamente dopo essere tornato/a a casa la sera, può essere proposto di fare sport dopo il lavoro e aspettare fino a cena o al telegiornale serale; se usa Internet durante la settimana, si può proporre di usarlo nel weekend e viceversa; se lo usa senza sosta, può essere proposto di fare intervalli da 30 minuti; se la persona si connette ad Internet in un certo punto dell’appartamento, può essere proposto di cambiare l’ubicazione al computer.

Per interferire con l’uso di Internet, possono essere usati ‘ostacoli esterni’ come una cosa che l’individuo deve fare in quel momento o un luogo dove deve andare. Per esempio, se la persona deve uscire da casa alle 7:30, viene proposto di connettersi ad Internet alle 6:30. In questo modo, essa avrà solo un’ora prima di disconnettersi.

Può essere proposto di puntare una sveglia vicino al computer per prevenire il rischio che la persona ignori i segnali naturali.

Le ‘carte promemoria’ possono essere usate per aiutare il paziente a raggiungere il suo obiettivo di ridurre l’uso di Internet. il paziente scrive sinceramente 5 problemi di base derivanti dall’uso di Internet e 5 benefici di base che otterrà lasciando l’uso di Internet in maniera dettagliata. Guarderanno a queste carte che possono portare in tasca, portafogli o borse per ricordare a loro stessi cosa desiderano evitare e cosa desiderano fare per loro stessi nel momento in cui devono decidere quando sono attratti ad usare Internet piuttosto che fare qualcosa di più produttivo e salutare (Young 1999).

Per regolare il proprio uso di Internet, i pazienti possono usare programmi di filtro che i genitori usano per proteggere i loro bambini dall’accesso a contenuti di natura sessuale su Internet o dagli impiegati per aumentare l’efficienza sul posto di lavoro. Un programma filtro può essere programmato in modo da chiudersi automaticamente nel momento in cui la persona ha accesso ad applicazioni come siti porno, chat online e siti di giochi.

Un altro punto importante da tenere in considerazione quando si prendono accordi comportamentali è di sostituire Internet con altre attività anche se potrebbero non essere ugualmente piacevoli mentre si riduce l’uso di Internet poiché questo è probabilmente l’aspetto più piacevole della vita del paziente al momento.

Il paziente potrebbe mostrare sintomi simili a reazioni da dolore e avere anche attacchi depressivi nei periodi successivi anche se il suo uso di Internet è diminuito. Per evitare questo bisogna identificare i lati forti del paziente durante la formulazione. Per esempio, ad un paziente a cui erano stati riconosciuti forti tratti sociali e la gioia di essere caritatevole potrebbe essere proposto di assumere un ruolo attivo in associazioni di carità facendo uso di questi tratti forti.

Le tecniche maggiori (Young 2007) usate nella terapia per la dipendenza da Internet sono:

  • esercizi comportamentali
  • prove comportamentali
  • desensibilizzazione
  • tecniche di rilassamento
  • tecniche di self-management
  • training di abilità sociali

Durante le sessioni seguenti viene assegnata maggiore importanza ad errori e distorsioni cognitive (Young 2007). La persona viene tenuta lontana da Internet per testare i suoi pensieri negativi e non-funzionali che vengono a galla a causa dell’astinenza. Vengono annotati gli stati d’animo prima e dopo la connessione a Internet. Viene fatta incontrare varie volte con Internet durante il processo per osservare le sue reazioni cognitive. Vengono registrati su base giornaliera su tabelle d’osservazione i suoi pensieri automatici, i cambiamenti negli stati d’animo e il progresso durante la terapia.

Come in tutte le dipendenze, le fasi di mantenimento e ricaduta sono critiche anche nella dipendenza da Internet. Può essere utile se verso la fine della terapia il paziente prende appunti sulle tecniche che sono state più efficaci per lui durante le sessioni di Terapia Cognitivo Comportamentale e si prepara delle carte promemoria per usarle in futuro quando ha il desiderio di usare Internet.

I gruppi di supporto a 12 passi danno un’opportunità di minimizzare il rischio di ricaduta. I gruppi di supporto aiutano il dipendente da Internet a rinforzare il suo sistema di supporto sociale, a migliorare i suoi rapporti al di fuori di Internet e a controllare l’attrazione per Internet durante il recupero (Young 2004).

Fonte e approfondimenti | Ömer Şenormancı, Ramazan Konkan and Mehmet Zihni Sungur ” Internet Addiction and Its Cognitive Behavioral Therapy” (.pdf)

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