Cosa causa la depressione

causa depressioneÈ importante comprendere che la depressione non ha solo una causa, ma è la combinazione di fattori che interagiscono tra loro e che varia da persona a persona. Questi fattori possono essere raggruppati in due categorie principali: i fattori biologici e i fattori psicologici.

Fattori biologici: fattori genetici, neurotrasmettitori e ormoni 
Le evidenze empiriche indicano che la tendenza a sviluppare la depressione è una caratteristica ereditaria e che il sesso femminile è più a rischio.

  • FATTORI GENETICI: la depressione, spesso si presenta nei membri della stessa famiglia, suggerendo l’implicazione di alcuni geni (come quello per il trasportatore della serotonina) nella vulnerabilità allo sviluppo della depressione. È però importante tenere presente che essere vulnerabili a un disturbo non vuol dire necessariamente svilupparlo.
  • I NEUROTRASMETTITORI: la maggior parte della comunicazione fra le cellule del sistema nervoso è  opera di sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori. La depressione sarebbe dovuta all’insufficiente attività di alcuni sistemi di neurotrasmettitori (per esempio, quelli monoaminergici) e alla conseguente diversa funzionalità di specifiche aree cerebrali che regolano il sonno, l’appetito, il desiderio sessuale e l’umore.
  • FATTORI ORMONALI: sono state riscontrate, alcune modificazioni ormonali associate alla depressione nella fase precedente e durante l’episodio depressivo. L’azione dei farmaci antidepressivi, di conseguenza, è proprio quella di aumentare l’attività di alcuni specifici neurotrasmettitori e di modulare alcune modificazioni ormonali nel cervello.

 

Vissuti psicologici di determinati eventi scatenanti

Il contenuto dei pensieri associati alla depressione, come aveva già osservato lo stesso Beck, è tipicamente caratterizzato da una visione negativa dell’individuo stesso, del suo futuro e del mondo.
I temi principali sono di fallimento, incapacità e mancanza di speranza.
In un appunto, datato 11 gennaio 1965, Beck configurava per la prima volta sotto forma di triangolo la presenza di tre schemi cognitivi depressogeni i cui temi principali erano: la perdita (loss), la disperazione (hopeless) e l’autocritica (self-blame).
Più tardi Beck chiamerà questi temi “aspettative negative su di sé, sul mondo e sul futuro”, concetti che diverranno noti come “triade cognitiva” della depressione.
Le persone depresse tendono anche ad assumersi tutta la responsabilità degli eventi negativi, ma non di quelli positivi, che si verificano nella loro vita.
Molto spesso, inoltre, si nota la presenza di regole inflessibili su come dovrebbero andare le cose, come se tutte le esperienze venissero classificate in categorie del tipo “bianco-nero”.
Per quanto riguarda gli altri poi si tende a credere, ad esempio, di sapere cosa stiano pensando e che ci sia una loro valutazione negativa, nonostante non vi siano elementi che giustifichino tale attribuzione.
La depressione può essere causata da un singolo evento o da una serie di eventi stressanti che possono indurre un senso di sconforto, come ad esempio:

  • povertà
  • malattie gravi come il cancro
  • abuso di alcool o droghe
  • problemi finanziari
  • disoccupazione
  • assenza di una buona rete di supporto sociale (amicale e/o parentale)
  • difficoltà familiari

Anche la presenza di esperienze traumatiche infantili poi può generare una sofferenza emotiva che porterà a un umore depresso, con disperazione e senso di impotenza.

Infine, un concetto centrale nella depressione è quello della “perdita”. Spesso le persone diventano depresse per la perdita di una persona amata o di altri lutti significativi, oppure per la perdita di un lavoro o di una promozione. La perdita può essere già avvenuta o può esserci anche solo la convinzione che si verificherà.
Scaricando l’opuscolo in pdf, troverai le immagini esplicative dei processi biochimici alla base della depressione.

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