Le sette distorsioni cognitive nella depressione

depressione distosioni cognitiveAbbiamo spiegato che quando una persona prova un’emozione spiacevole come la tristezza, è sempre preceduta da alcuni pensieri.
Questi possono contenere alcuni errori chiamati distorsioni cognitive.
Ecco quelli tipici delle persone depresse (Beck, 2013):

1. PENSIERO “TUTTO O NULLA“: vediamo una situazione in soli due modi contrapposti, in due categorie, invece che in un continuum.
Gli eventi vengono visti come tutti bianchi o tutti neri, buoni o cattivi. Si ha un’insistenza su scelte e valutazioni estreme. Ci possiamo sentire perfetti o completamente imperfetti.
Siamo nella logica del “o, o”.
Esempi:

  • O farò tutto in maniera precisa o meticolosa o sarà tempo sprecato
  • Se non mi realizzo nel lavoro, la mia vita sarà un completo fallimento
  • O guarisco subito o sarò depresso per tutta la vita 

2. PENSIERO CATASTROFICO: Prediciamo il futuro in maniera negativa senza considerare altri possibili esiti o sviluppi. Ci si aspetta in continuazione che avvenga un disastro. Siamo sempre all’erta perché ci aspettiamo che arrivi da un momento all’altro la temuta tragedia.
Esempi:

  • Ho mal di testa, avrò qualcosa di grave 
  • Se all’ora di pranzo non è tornata a casa è perché sicuramente ha avuto un incidente 
  • Non ne uscirò più ​

3. RAGIONAMENTO EMOTIVO: pensiamo che qualcosa sia vera solo per il fatto che “sentiamo” (in realtà crediamo) fortemente che è così, ignorando, svalutando o minimizzando tutto ciò che prova il contrario.
Esempi

  • Sento che le cose non cambieranno.
  • Il fatto di sentire “qualcosa” non significa affatto che sia vero
  • Sento che non ce la farò a fare tutto
  • Sento di non valere ​

4. FILTRO MENTALE: cogliamo un unico dettaglio negativo e ci soffermiamo solo su quello, cosicché la nostra visione di tutta la realtà si oscura, diventa buia, come una goccia d’inchiostro che cade in un recipiente d’acqua e la colora.
Esempi:

  • Divento triste perché ho un solo voto basso nella mia valutazione (in cui ci sono però numerosi voti alti), “ho fatto un pessimo lavoro”
  • Ho fatto varie attività piacevoli, ma non sono riuscito a completarne una, “non valgo nulla”
  • Sono migliorato sulla maggior parte dei sintomi depressivi, ma dormo ancora poco, “è tutto inutile” ​

5. LETTURA DEL PENSIERO: crediamo di sapere quello che gli altri pensano e provano, o il motivo per cui agiscono in un certo modo evitando di considerare, più probabili, possibilità.
In particolare diventiamo abili a prevedere quello che una persona pensa di noi (palla di vetro).
Esempi:

  • Anche se mi sorride, so che non le piaccio
  • So che non mi considera capace, anche se non me lo dice
  • Dallo sguardo del terapeuta, ho capito che pensa che sono un caso disperato ​​

6. IPERGENERALIZZAZIONE: tendiamo ad arrivare a conclusioni di carattere generale in maniera affrettata, allontanandoci dalla situazione concreta e attuale, usando spesso avverbi come “sempre” o “mai”.
Esempi:

  • Il mio umore è sempre costante
  • Mi tratta sempre male
  • Dormo sempre male ​

7. PERSONALIZZAZIONE: crediamo che gli altri si comportino negativamente a causa nostra, senza prendere in considerazione spiegazioni più plausibili per il loro comportamento.
Esempi:

  • Se non mi hanno assunto è perché non valgo abbastanza
  • Se non mi aiutano è perché non me lo merito
  • Si è arrabbiato per colpa mia 

Nell’opuscolo in pdf trovi la scheda di lavoro ABC con l’aggiunta della sezione D che indica la “Discussione” delle evidenze che pensi confermino o meno i tuoi pensieri automatici che contengono una distorsione cognitiva, cioè un errore di pensiero. Vuoi provare?  Scaricalo

Share This

Se ti piace, condividi

Se ti piace il contenuto di questa pagina condividila, Grazie