Depressione post partum, sintomi, cause e trattamento

depressione post partum babybluesFacciamo chiarezza sulla depressione post partum!

Il parto è un’esperienza meravigliosa connessa ad un’attesa di nove mesi fonte di gioia, ma anche di comprensibili ansie.
Stanchezza, dubbi, insicurezze appaiano spesso nei primi giorni di una mamma.
Tutto questo non ha nulla a che vedere con la depressione post-partum (o depressione puerperale) vera e propria: la stanchezza non è depressione!

E’ importante fare chiarezza: una breve e lieve alterazione dello stato emotivo può manifestarsi nelle prime 48 ore dal parto, mentre la depressione post partum vera e propria compare, in genere, dal secondo al terzo mese dalla nascita del bambino e presenta una varietà di sintomi ben più complessi.

Distinguiamo diverse situazioni emotive.

Baby blues

Con questo termine si indica una condizione di estrema stanchezza fisica della neo- mamma legata sia alle fatiche del parto, sia al repentino cambiamento ormonale, sia allo stress vissuto nel travaglio e nel momento proprio del parto che predispone ad uno stato di stanchezza e di difficoltà nel relazionarsi con il proprio partner e con i familiari.

Nel baby blues il tono dell’umore è altalenante con crisi di pianto non motivate, può presentarsi una difficoltà nella concentrazione e nel ritmo sonno – veglia con frequenti risvegli e può comparire il disturbo alimentare caratterizzato o da inappetenza o da desiderio di mangiare molto e di tutto.

Fra le neo mamme una percentuale compresa fra il 30 e l’80 % attraversa questa esperienza che fortunatamente è temporanea e regredisce nell’arco di 7 – 10 giorni senza lasciare conseguenze alla madre o al bambino. Solo una minima percentuale di casi può evolvere in una depressione post partum.

Depressione post partum

Con questo termine viene indicata la vera forma depressiva del dopo parto che può mantenersi per circa 6-7 mesi inalterata se non si interviene in modo appropriato.

Si stima che tra le neo mamme il 10 – 20% può andare incontro a questo disagio psichico e il 3 – 6% può andare incontro ad un quadro di depressione maggiore.

L’intensità di questa sintomatologia può variare da un lieve disagio nel gestire i rapporti all’interno del proprio nucleo familiare ad una totale difficoltà nell’affrontare gli eventi più banali legati o no alla maternità.

In questi casi la madre va seguita attentamente sia dal medico sia dai familiari in quanto i mesi dopo il parto sono molto delicati per la madre e per il bambino come ha sottolineato J. Bowlby nei suoi studi sull’attaccamento evidenziando la necessità di una madre che sorrida, parli, accarezzi e soprattutto sia in grado di trasmettere serenità al proprio bambino.

Psicosi puerperale

È la manifestazione più grave della depressione post partum non più legata al campo della depressione reattiva bensì a quello della più grave sintomatologia psichiatrica; si tratta, infatti, di una forma grave di psicosi con un’incidenza stimata intorno all’ 0.2%.

I sintomi compaiono nell’arco di 15 – 20 giorni in tutta la loro gravità e fra i principali citiamole allucinazioni visive ed uditive associate ad uno stato delirante e più volte di tipo maniacale. Le neo mamme in questi casi sono totalmente incapaci di affrontare la vita quotidiana e di accudire il proprio bambino/i.

In questi casi è necessario l’intervento di uno psichiatra affinché vengano iniziate le terapie psico – farmacologiche e psicoterapeutiche appropriate.

Quali sono i sintomi più comuni della depressione post partum?

  • predisposizione al pianto;
  • irritabilità che può presentarsi con un’aggressività espressa sia con le parole sia con i comportamenti che raramente porta alla violenza;
  • insofferenza verso chiunque stimoli una richiesta di attenzioni;
  • disturbi del sonno caratterizzati da difficoltà nell’addormentamento o da un risveglio precoce o da sogni angosciosi che provocano un brusco risveglio;
  • stanchezza fisica legata all’insufficiente recupero che provoca l’accudire un bambino e psicologica che porta a difficoltà di concentrazione;
  • psicosomatizzazioni caratterizzate da disturbi dell’appetito (inappetenza con conseguente perdita di peso o bisogno esagerato di cibo) o, più raramente, palpitazioni e vertigini;
  • sentimenti di inadeguatezza nell’accudire il bambino (allattarlo, cambiarlo…);
  • pensieri di tipo ossessivo legati al benessere del bambino come la preoccupazione di rispettare, con eccessiva precisione, gli orari dell’allattamento o del sonno;
  • senso di colpa esperito nel non sentirsi la “mamma modello” che si era immaginata in gravidanza;
  • perdita di desiderio sessuale che si associa alla condizione di maternage in cui la mamma vive solo per il bambino (questa situazione di solito si risolve entro i primi mesi, mentre in questo cosa si protrae a lungo, circa 8 – 9 mesi).

Quali sono le cause della depressione puerperale? 

  • CAUSE / FATTORI DI RISCHIO ORMONALI: durante la gravidanza si producono grandi quantità di estrogeni e progesterone in un perfetto equilibrio a seconda della fase della gravidanza. Poco prima del parto si verifica una riduzione di progesterone e un aumento di estrogeni e prolattina, mentre dopo il parto diminuiscono sia gli estrogeni sia il progesterone.  Questi cambiamenti incidono sul tono dell’umore e possono avere un collegamento diretto anche con l’insorgenza della depressione post partum. Altri ormoni interessati sono il cortisolo e l’estradiolo che diminuiscono in concentrazione dopo il parto. Inoltre è stata individuata una correlazione fra disturbi della tiroide durante la gravidanza (in particolare l’aumento di anticorpi anti – TPO nei primi mesi di gestazione) e lo sviluppo del disagio psichico.
  • CAUSE / FATTORI DI RISCHIO PSICHICI E SOCIALI: non esiste un profilo di donna candidata a sviluppare forme depressive, ma alcune variabili possono facilitare l’insorgenza della malattia, fra cui:
    • cause / variabili personali:
      • le donne che hanno sofferto in precedenza dei disturbi psichici
      • le donne la cui madre ha sofferto o soffre di depressione
      • una situazione conflittuale con la propria madre
      • una storia di disagio o tensione premestruale
      • eventi traumatici recenti e complicanze ostetriche del parto
      • caratteristiche di personalità con sintomatologia più o meno manifesta di tipo fobico- ossessivo
    • cause / variabili demografiche:
      • madri adolescenti
      • donne primipare
    • cause / variabili psicosociali
      • relazione conflittuale  con il proprio coniuge
      • mancanza di sostegno sociale da parte della famiglia e degli amici

L’allattamento non c’entra con la depressione post partum

L’allattamento al seno può svolgere un ruolo positivo, la suzione stimola la produzione dell’ormone della prolattina che è in grado di svolgere una funzione protettiva della sintomatologia depressiva.

Le difficoltà che si registrano durante l’allattamento (insufficiente produzione di latte, ingorgo mammario, etc.), dovuti nella maggior parte dei casi ad una difficoltà di attaccamento del piccolo e superabili con un aiuto competente, possono essere fonte di stress e fare insorgere un sentimento di inadeguatezza. Questo sentimento è tanto più forte quanto più la mamma desidera allattare.

Prevenzione della depressione post partum e della depressione puerperale

Le mamme che hanno sofferto di depressione nel passato hanno una possibilità del 25% di presentare una ricaduta della sintomatologia. E’ bene che il proprio medico di fiducia sia messo al corrente perché in questo caso è corretto ed ipotizzabile insistere sulla prevenzione, considerato che un intervento preventivo evita il disagio legato alla sintomatologia depressiva.

Depressione dopo il parto: parlarne senza vergogna

La consapevolezza del sentimento di solitudine, accompagnata ad una sensazione di disagio psichico dopo alcuni mesi dalla nascita del bambino, può costituire un segnale da non trascurare per un potenziale sviluppo della depressione post partum. Decidere di non parlarne, per timore di essere giudicate delle madri poco sensibili, non è di aiuto, in quanto il silenzio rende ancora più intensa la sofferenza legata al sentimento di negatività.

Il senso di colpa in questo situazione costituisce un’ulteriore difficoltà, specialmente quando ci si paragona con le capacità espresse dalle altre mamme.

L’aprirsi aiuta a comprendere che le proprie emozioni, il senso di colpa, la vergogna mostrata nell’incapacità di relazionarsi al proprio figlio sono modificabili da un comportamento “attivo” da parte della neo-mamma. Da sole non è possibile modificare situazioni al limite con una sintomatologia depressiva; è importante rendersi conto dell’importanza del supporto effettuato da uno specialista che insegni a gestire correttamente le proprie emozioni e conduca alla risoluzione delle difficoltà.

Trattamento / Cosa si può fare in caso di depressione puerperale o depressione post partum?

La quotidianità viene stravolta quando nasce un bambino contrariamente al tempo trascorso durante la gravidanza dove tutto era correlato con l’attesa e il riposo. Con un bambino le giornate passano più rapidamente, incentrate sul totale accudimento del piccolo.

Alcuni suggerimenti per affrontare la fatica richiesta dalla situazione sono:

  • ACCETTARE AIUTO: se qualcuno si offre e vuol dare una mano è doveroso accettare, il che non significa essere dipendenti da qualcuno, ma una buona occasione per organizzarsi meglio. L’intero nucleo familiare (madre, suocera, etc..) potrebbe essere entusiasta di prendersi cura della mamma e del bimbo nello svolgimento delle normali attività quotidiane;
  • DISTRARSI E SVAGARSI: trascorrere del tempo al di fuori delle mura domestiche aiuta a star bene, per queste ragioni è importante portare il bimbo a fare una passeggiata oppure dedicare del tempo a sé stesse;
  • NON RIMPROVERARSI: non essere eccessivamente severe con sé stesse nella gestione  dell’attività quotidiana;
  • GRATIFICARE IL PARTNER: la condivisione dei lavori casalinghi può rappresentare un valido strumento per condividere momenti di tranquillità con il compagno, senza essere troppo critiche e poco gratificanti.
  • ATTIVITA’ FISICA: l’esercizio fisico incentiva il benessere mentale, quindi svolgere abitualmente attività motoria migliorerà la propria stima e l’immagine corporea.

In cosa consiste il trattamento psicoterapeutico?

La diagnosi e il trattamento della depressione post partum sono di competenza dello specialista, per cui è importante rivolgersi con fiducia all’esperto senza timore di sentirsi una persona debole.

I rimedi terapeutici possibili in relazione alla intensità del sentimento depressivo sono la  psicoterapia eventualmente associata a un farmaco antidepressivo.

Per saperne di più sulla depressione dopo il parto

A. Rahman, F. Creed (2007). Outcome of prenatal depression and risk factors associated with persistence in the frist postnatal year: Prospective study from Rawalpindi, Pakistan. Journal of Affective Disorder 115-121.
Levi G., Bernabei P., Caffo E., Mazzoncini B., Militerni R., Tancredi R., Veneselli E. (2000): Psichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza, 67.
McKay D., Storch E.A. (2011): Handbook of Child and Adolescent Anxiety Disorders. Springer.
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Suezanne T. Orr, Sherman A. James, Cherly Blackmore Prince (2002). Maternal Prenatal Depressive Symptoms and Spontaneous Preterm Births among African-American women in Baltimore, Maryland. America Journal of Epidemiology.
Victor J. M. Pop, Gerard G. M. Essed, Cees A. de Geus, Maarten M. van Son and Ivan H. Komproe (1993): Prevalence of post partum depression: or is it post-puerperium depression? Vol. 72, No. 5 , Pages 354-358

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