I Disturbi Alimentari legati al Trauma

disturbi alimentari da traumaDati sperimentali hanno mostrato che quasi più della metà delle donne con disturbi dell’alimentazione ha riportato esperienze di abuso sessuale, nell’80% dei casi avvenute durante l’infanzia, e che nelle vittime di abuso sessuale infantile l’assenza di supporto interpersonale e la percezione di sé come vulnerabili e isolate sarebbero direttamente associate alla presenza dei sintomi del disturbo alimentare.

La Bulimia: l’incidenza della bulimia durante l’adolescenza sembra fortemente correlata al trauma, infatti la bulimia nervosa si è mostrata 2.5 volte maggiore tra le ragazze che avevano riportato un episodio di abuso sessuale infantile e ben 4.9 volte più alta in coloro che ne avevano riportato due o più rispetto alle ragazze che non avevano riferito alcun episodio (Sanci et al., 2008). Gli autori dello studio, dunque, hanno affermato con decisione che l’abuso sessuale infantile rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo della bulimia nervosa e che esso non sembra necessariamente mediato dalla presenza di una morbilità psichiatrica o di un regime alimentare rigido.

Il Binge-Eating: ben il 31% di donne con binge-eating, inoltre, è stato oggetto di abusi sessuali durante l’infanzia (Becker & Grilo, 2011). Secondo alcuni autori il binge-eating dopo il trauma è il prodotto del tentativo costante di regolare stati interni intollerabili e conflitti che emergono quando le persone cercano di appagare i propri bisogni interpersonali (che risultano estremamente elevati negli individui abusati). Il binge-eating, inoltre, consente di limitare la focalizzazione cognitiva e l’attenzione al presente, allo scopo di evitare pensieri e stati di ansia/depressione legati a problemi di vita importanti.

L’Anoressia Nervosa: lo studio di Carter e collaboratori (2006), condotto su persone affette da anoressia nervosa, ha mostrato che il 48% del campione esaminato riferiva una storia di abusi sessuali infantili precedenti l’esordio del disturbo alimentare.

L’ipotesi generale emergente è che l’abuso sessuale infantile rappresenti un fattore di rischio per l’intera categoria dei disturbi dell’alimentazione. Il trauma, infatti, produce dei cambiamenti significativi associati all’iper-arousal. Dopo il trauma si rintracciano delle alterazioni nei sistemi noradrenergico, serotoninergico e dopaminergico, che sono gli stessi coinvolti nella regolazione del comportamento alimentare. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda la serotonina, che agisce sul centro della sazietà. Inoltre, i risultati dello studio di Groleau e collaboratori (2012) hanno mostrato che, in presenza di esperienze traumatiche infantili, i geni che agiscono sul sistema dopaminergico possono contribuire sia direttamente che indirettamente ai sintomi bulimici.

L’associazione tra i disturbi alimentari, gli eventi traumatici e il PTSD è stata confermata da molti studi. Quello condotto da Reyes-Rodríguez e collaboratori (2011) su pazienti di sesso femminile con anoressia nervosa e PTSD ha mostrato che ben il 40.8% del campione aveva subìto abusi sessuali tra i 6 e i 17 anni.

Lo studio di Roenholt e collaboratori (2012) ha rivelato che la sintomatologia caratterizzante il PTSD e la presenza di abuso infantile erano associate a specifiche categorie di indice di massa corporea e, nello specifico, ai livelli di sottopeso e di sovrappeso/obesità. Più nel dettaglio, l’abuso emotivo era risultato associato in maniera più specifica alla categoria di sottopeso mentre l’abuso sessuale a quella di sovrappeso/obesità. L’ipotesi avanzata dagli autori è che per le vittime di abuso sessuale l’obesità potrebbe rappresentare un meccanismo di difesa, messo in atto allo scopo di ridurre il rischio di futuri abusi da parte degli uomini.

La presenza di altre patologie psichiatriche in comorbilità con i disturbi alimentari (quadro che si presenta molto frequentemente in casi di persone abusate sessualmente durante l’infanzia) può rendere difficile il trattamento. In questi casi, dunque, i protocolli rivolti al trattamento dei disturbi dell’alimentazione necessitano di alcune variazioni. Per esempio, prima dell’intervento specifico sul disturbo alimentare può essere opportuno iniziare dall’analisi e dal contenimento di sintomi come:

  • ansia;
  • elevato arousal fisiologico;
  • flashback legati all’esperienza traumatica;
  • comportamenti autodistruttivi;
  • abuso di sostanze.

  È necessario, quindi, prevedere degli interventi finalizzati a:

  • valutare le caratteristiche/conseguenze dell’abuso;
  • migliorare l’abilità di instaurare relazioni positive;
  • sviluppare la capacità di autoconsolazione;
  • far emergere i ricordi autobiografici;
  • modulare il senso di colpa e la vergogna;
  • interrompere il ciclo di vittimizzazione.

La Terapia Cognitivo Comportamentale è un trattamento di comprovata efficacia nei disturbi alimentari (Turner et al., 2015), in particolar modo il protocollo Cognitive Behavioral Therapy-Enhanced (CBT-E).

Dati sperimentali, inoltre, hanno suggerito che la Terapia Cognitivo Comportamentale possa essere particolarmente efficace se combinata a interventi di Schema Therapy, che consentono di chiarire come gli schemi maladattivi precoci contribuiscano allo sviluppo e al mantenimento del disturbo alimentare in sopravvissuti ad abuso sessuale (Pugh, 2015).

Dal momento che il disturbo alimentare rappresenta un tentativo per distrarsi e regolare le emozioni negative, approcci d’intervento come l’ACT, la DBT e i trattamenti basati sulla Mindfulness rappresentano dei protocolli estendibili anche sui pazienti con disturbi alimentari associati al trauma. Per esempio, gli studi sperimentali condotti per valutare l’efficacia degli skills training della DBT hanno riscontrato che:

1. pazienti con anoressia nervosa avevano presentato una riduzione nella rigidità mentale e migliorato la flessibilità nelle interazioni sociali;

2. l’89% delle donne che avevano partecipato al protocollo avevano eliminato i sintomi del binge-eating (con tasso di astinenza al follow-up di 6 mesi pari al 56%);

3. pazienti con bulimia nervosa avevano presentato ampi miglioramenti dopo il trattamento e anche al follow-up di 6 mesi (Chen et al., 2014; Chen et al., 2008; Telch et al., 2001).


Riferimenti

Becker, D.F. & Grilo, C.M. (2011). Childhood Maltreatment in Women with Binge-Eating Disorder: Associations with Psychiatric Comorbidity, Psychological Functioning, and Eating Pathology. Eating and Weight Disorders, 16(2): e113–e120.

Carter, J.C., Bewell, C., Blackmore, E. & Woodside, D.B. (2006). The impact of childhood sexual abuse in anorexia nervosa. Child Abuse & Neglect, 30: 257-269.

Chen, E.Y., Matthews, L., Allen, C., Kuo, J.R. & Linehan, M.M. (2008). Dialectical behavior therapy for clients with binge-eating disorder or bulimia nervosa and borderline personality disorder. International Journal of Eating Disorders, 41(6): 505-512.

Chen, E.Y., Segal, K., Weissman, J., Zeffiro, T.A., Gallop, R., Linehan, M.M., Bohus, M. & Lynch, T.R. (2015). Adapting dialectical behavior therapy for outpatient adult anorexia nervosa-a pilot study. International Journal of Eating Disorders, 48(1): 123-132.

Groleau, P., Steiger, H., Joober, R., Bruce, K.R., Israel, M., Badawi, G., Zeramdini, N. & Syez, L. (2012). Dopamine-system genes, childhood abuse, and clinical manifestations in women with Bulimia-Spectrum Disorders. Journal of Psychiatric Research, 46(9): 1139-1145.

Pugh, M. (2015). A narrative review of schemas and schema therapy outcomes in the eating disorders. Clinical Psychology Review, 39: 30-41.

Reyes-Rodríguez, M.L., Von Holle, A.,  Ulman, F.T., Thornton, L.M., Klump, K.L., Brandt, H., Crawford, S., Fichter, M.M., Halmi, K.A., Huber, T., Johnson, C., Jones, I., Kaplan, A.S., Mitchell, J.E., Strober, M., Treasure, J., Woodside, D.B.,  Berrettini, W.H., Kaye, W.H & Bulik, C.M. (2011). Post traumatic stress disorder in anorexia nervosa. Psychosomatic Medicine, 73(6): 491-497.

Roenholt, S., Beck, N.N., Karsberg, S.H. & Elklit, A. (2012). Post-traumatic stress symptoms and childhood abuse categories in a national representative sample for a specific age group: associations to body mass index. European Journal of Psychotraumatology, 3. doi: 10.3402/ejpt.v3i0.17188.

Sanci, L., Coffey, C., Olsson, C., Reid, S., Carlin, J.B. & Patton, G. (2008). Childhood sexual abuse and eating disorders in females: findings from the Victorian Adolescent Health Cohort Study. Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, 162(3): 261-267.

Telch, C., Agras, W.S. & Linehan, M.M. (2001). Dialectical behavior therapy for binge eating disorder. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 69(6): 1061-1065.

Turner, H., Marshall, E., Stopa, L. & Waller, G. (2015). Cognitive-behavioural therapy for outpatients with eating disorders: Effectiveness for a transdiagnostic group in a routine clinical setting. Behaviour Research and Therapy, 68: 70-75.

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