I Disturbi di Personalità nel Trauma

I disturbi di personalità sono una classe di disturbi mentali caratterizzati da modelli maladattivi di comportamento, cognizione, ed esperienza interiore, che si manifestano in contesti differenti e che si allontanano da quelli usuali ed accettati dalla cultura e dello stesso singolo individuo. La personalità definisce e circoscrive l’insieme di tutti i tratti psicologici comportamentali e mentali che contraddistinguono gli esseri umani nella loro unicità dell’esperienza cosciente e collettiva. La società indica, infatti, questi tratti entro una norma di riferimento qualitativa e quantitativa. Le anomalie, in quanto esperienze e comportamenti che differiscono dalle norme e dalle aspettative della società, sono solitamente più riconoscibili rispetto alla norma stessa, perché più evidenti e spesso sanzionate. E’ il caso dei disturbi mentali in genere e di quelli di personalità nello specifico. Gli individui con diagnosi di un disturbo di personalità possono avere difficoltà nella cognizione, nell’emotività, nel funzionamento interpersonale o nel controllo degli impulsi.

Questi modelli si sviluppano precocemente, sono inflessibili e associati a un disagio significativo fino a una vera e propria disabilità funzionale. I disturbi di personalità sono una classe eterogenea al loro interno, quindi le cause sono ancora oggi oggetto di dibattito scientifico. Essi possono essere causati da fattori genetici, stili educativi, condizioni esistenziali estreme, esposizione a inquinanti ambientali; si è anche notato che spesso possono presentarsi, con un rapporto di causalità statisticamente validato, a seguito di traumi vissuti nella prima infanzia come l’abuso, la violenza, l’abbandono o genitori inadeguati. E’ noto, infatti, in letteratura che l’esposizione a traumi prolungati e gravi, in particolare quelli che si verificano nelle prime fasi del ciclo di vita, tenda a tradursi in una cronica incapacità di modulare le emozioni.

Molti disturbi di personalità tendono a recedere con il tempo o con la maturazione dell’individuo; tuttavia, nel frattempo, possono aver causato danni per comportamenti pericolosi o illegali, perdita di possibilità esistenziali o danneggiamento dei rapporti personali.

In generale, i disturbi di personalità vengono diagnosticati, in comorbidità, nel 40-60% dei pazienti psichiatrici, evenienza che li rende la più frequente di tutte le diagnosi psichiatriche. I criteri ufficiali per la diagnosi dei disturbi della personalità sono elencati nel DSM-5 pubblicato nel 2013 che li riporta, ora, nello stesso modo di altri disturbi mentali, piuttosto che su un ‘asse’ separato come in precedenza. Lo studio di questi disturbi è comunque in corso e lo stesso DSM-5 riporta modelli alternativi che sono oggetto di ricerche.

In questa sezione esploreremo i disturbi di personalità correlati con il trauma, evidenziandone i sintomi, l’iter diagnostico e i principali approcci terapeutici.

 

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