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I Disturbi del sonno legati al Trauma

L’esposizione a un evento traumatico determina una marcata compromissione della qualità del sonno e l’insorgenza di vari disturbi:

  • insonnia;
  • incubi ricorrenti;
  • disturbi associati al sonno REM;
  • apnea ostruttiva del sonno.

Lo studio di Noll e collaboratori (2006) ha mostrato che la presenza di disturbi del sonno rappresenta una delle conseguenze a lungo-termine di un abuso sessuale subìto durante l’infanzia, poiché ha riscontrato un’associazione tra l’abuso sessuale precoce e la presenza di problemi del sonno (indipendente dalla comorbilità con altri disturbi psichiatrici come PTSD e depressione).

Il termine disturbi del sonno comprende un’ampia tipologia di problemi riscontrabili mediante l’utilizzo di questionari e/o la polisonnografia. La ricerca ha mostrato che i disturbi del sonno maggiormente presenti nei sopravvissuti a un evento traumatico sono l’insonnia e gli incubi, la cui presenza aggrava notevolmente la sintomatologia presentata (PTSD, ansia, depressione, ecc.), mantiene le risposte maladattive allo stress e al trauma, produce effetti negativi sulla salute, interferisce con il recupero della vittima (p.e., Babson & Feldner, 2010).

L'insonnia

L’insonnia rappresenta il principale disturbo conseguente l’esposizione a un trauma (Hall Brown et al., 2015). Il disturbo di insonnia è definito dalla presenza di una o tutte le seguenti tipologie di problemi:

  • difficoltà di addormentamento;
  • difficoltà di mantenimento del sonno durante la notte;
  • risveglio precoce al mattino.

L’insonnia è associata all’attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e all’aumento di secrezione del cortisolo, quindi a una generale incrementata attività del sistema di risposta allo stress. L’attivazione cronica del sistema dello stress spiega perché gli insonni possono sviluppare molti problemi medici associati tipicamente allo stress a lungo termine:

  • ipertensione;
  • diabete da steroidi;
  • danneggiamento del tessuto muscolare;
  • disturbi psichiatrici;
  • depressione del sistema immunitario.

Inoltre, è ormai ben documentata l’associazione tra la riduzione di ore di sonno notturno e l’obesità o la presenza di sovrappeso. La deprivazione di sonno, aumentando i livelli di ormoni dell’appetito, causa un maggiore introito calorico e, dunque, un aumento di peso.

L’insonnia determina la diminuzione dei livelli di funzionalità diurna e un peggioramento dello svolgimento di compiti complessi che richiedono il reclutamento di attenzione e memoria. Negli insonni è stata riscontrata l’ipoattivazione della corteccia prefrontale durante l’esecuzione di compiti, che rappresenta una diretta conseguenza delle alterazioni nell’attività a onde lente (l’attività elettroencefalografica di sonno che garantisce la ri-organizzazione sinaptica necessaria per l’ottimale funzionamento cellulare e che consente un “guadagno” nella prestazione dopo una notte di sonno) che caratterizzano gli insonni.

La ricerca ha mostrato che una delle conseguenze diurne dell’insonnia è la maggiore probabilità di coinvolgimento in incidenti stradali degli insonni (da due a quattro volte di più rispetto ai soggetti senza insonnia). Tra gli importanti deterioramenti nel funzionamento della vita quotidiana degli insonni si rintraccia anche la compromissione della produttività lavorativa, stante il maggior assenteismo sul posto di lavoro, la diminuita concentrazione e la difficoltà di eseguire i compiti richiesti.

L’insonnia è quasi sempre associata a stanchezza, disturbi dell’umore e disforia. Gli insonni, infatti, si sentono più irritabili, arrabbiati e confusi, e sperimentano marcata perdita di interesse, motivazione ed energia.

 

Gli incubi (Parassonie)

Gli incubi rientrano nella categoria delle Parasonnie e, nello specifico contesto delle vittime di esperienze traumatiche, vengono descritti come la ri-sperimentazione di vari aspetti legati all’evento traumatico. Nelle persone che hanno vissuto un evento traumatico, infatti, gli incubi rappresentano una delle modalità (oltre ai flashback e alle memorie indesiderate) in cui, per mesi e anni, viene rivissuto il trauma. L’elevato iperarousal associato alla presenza degli incubi determina difficoltà di addormentamento e di mantenimento del sonno, in quanto la vittima può sperimentare molta paura e preoccupazione che nuovi incubi si possano ripresentare durante la notte.  

Lo studio di Steine e collaboratori (2012) ha riscontrato che l’abuso sessuale (con penetrazione orale, genitale o anale) è correlato allo sviluppo di sintomi d’insonnia e a un maggior grado di sofferenza sperimentata durante gli incubi, mentre una maggiore durata dell’abuso sessuale e delle minacce messe in atto dal persecutore è correlata a una maggiore frequenza degli incubi. Questo studio ha mostrato, inoltre, che il supporto sociale percepito dalle vittime di abuso sessuale influisce positivamente sulla natura dei problemi del sonno, poiché alti livelli di supporto sociale percepito sono correlati a più bassi punteggi in tutte le misure relative ai problemi di sonno.

I disturbi del sonno costituiscono un fattore di rischio su cui intervenire con dei trattamenti mirati per accelerare il recupero delle vittime. La Terapia Cognitivo Comportamentale rappresenta l’intervento più adeguato per trattare la maggior parte dei problemi del sonno e risulta efficace nel 70-80% dei pazienti, al pari dei trattamenti farmacologici (Morin, 2004).

Lo studio di Krakow e collaboratori (2001) ha mostrato che gli effetti positivi ottenuti mediante un trattamento per l’insonnia (educazione all’igiene del sonno, controllo dello stimolo e restrizione del sonno) e per gli incubi ricorrenti (tecniche immaginative) sono associati a miglioramenti nei sintomi di PTSD, ansia e depressione nelle vittime.


Riferimenti

Babson, K.A. & Feldner, M.T. (2010). Temporal relations between sleep problems and both traumatic event exposure and PTSD: a critical review of the empirical literature. Journal of Anxiety Disorders, 24(1): 1-15.

Germain, A. (2013). Sleep disturbances as the hallmark of PTSD: where are we now? The American Journal of Psychiatry, 170(4): 372-382.

Hall Brown, T.S., Akeeb, A. & Mellman, T.A. (2015). The role of trauma in the risk for insomnia. Journal of Clinical Sleep Medicine. [jc-00322-14].

Krakow, B., Johnston, L., Melendrez, D., Hollifield, M., Warner, T.D., Chavez-Kennedy, D. & Herlan, M.J. (2001). An open-label trial of evidence-based cognitive behavior therapy for nightmares and insomnia in crime victims with PTSD. The American Journal of Psychiatry, 158(12): 2043-2047.

Morin, C.M. (2004). Cognitive-behavioral approaches to the treatment of insomnia. Journal of Clinical Psychiatry, 65: 33-40.

Noll, J.G., Trickett, P.K., Susman, E.J. & Putnam, F.W. (2006). Sleep disturbances and childhood sexual abuse. Journal of Pediatric Psychology, 31(5): 469-480.

Steine, I.M., Krystal, J.H., Nordhus, I.H., Bjorvatn, B., Harvey, A.G., Eid, J., Gronli, J., Milde, A.M. & Pallesen, S. (2012). Insomnia, nightmare frequency, and nightmare distress in victims of sexual abuse: the role of perceived social support and abuse characteristics. Journal of Interpersonal Violence, 27(9):1827-1843.