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FAQ dipendenza internet

Come si diventa dipendenti da Internet?

Cadere nella dipendenza da internet può essere i risultato dell’interazione di cause complesse e diverse tra di loro che agiscono in concomitanza di periodi nei quali si può sperimentare un senso di solitudine, stress intenso, difficoltà relazionali. In questi periodi sperimentare delle esperienze capaci di dare piacere su internet può portare a ripetere questo comportamento in maniera sempre più frequente fino a divenire un abuso vero e proprio.

Spesso chi abusa di internet sperimenta senso di colpa e vergogna per il proprio comportamento. Questi sentimenti possono servire come stimolo a prendere coscienza del problema e cercare un aiuto adeguato.

Alcuni segnali devono mettere in allarme perché sono la spia di un uso patologico della rete che supera i limiti di un utilizzo sano.

  • La necessità incontenibile di trascorrere sempre più tempo in rete con comportamenti ossessivi come il controllo eccessivo, a livello di frequenza e lunghezza, della posta elettronica durante la giornata, non legato a motivi di utilità o reale bisogno, oppure periodi prolungati trascorsi in chat 
  • L’insorgenza di sintomi da astinenza, come ansia, agitazione, quando si è offline
  • Questi sintomi devono incidere in maniera negativa sulla vita sociale della persona,  sottrarre tempo alle attività quotidiane e vitali per l’individuo, come famiglia, amici, lavoro e avere effetti negativi sulla salute fisica (mal di schiena, affaticamento della vista, disturbi del sonno,  scarsa igiene personale, fino ad arrivare all’isolamento sociale). Accade spesso che l’abuso della rete avvenga nelle ore lavorative con il rischio di essere scoperti, o di notte rinunciando al sonno 
  • L’impossibilità di smettere nonostante le conseguenze negative sulla vita personale, familiare, sociale e lavorativa, da cui la natura della dipendenza, che priva la libertà di scelta di soluzioni di vita più salutari e costringe ad azioni ripetitive e dannose 

Quali sono le persone più a rischio?

In più del 50% dei casi nelle persone sofferenti di dipendenza da internet si rilevano altre dipendenze (alcol, droga, sesso, tabacco ecc.). Molti internet-dipendenti soffrono di depressione e disturbi ansiosi e spesso utilizzano internet come strategia di fuga dai propri problemi emotivi e relazionali.

I casi più classici di dipendenza da Internet riguardano fondamentalmente tre tipologie di persone. I giovani, che sono praticamente nati nella tecnologia digitale, i cosiddetti "nativi digitali”, che non hanno un metro di paragone tra l’utilizzo prima e dopo l’avvento di questa tecnologia, e che eccedono nel suo utilizzo per tutte le opportunità che mette a disposizione, soprattutto per i giochi e i social network.

Le persone oltre i 45/50 anni che sono nate e per tanto tempo hanno vissuto al di fuori della tecnologia digitale, i cosiddetti "immigrati digitali”, per i quali il mondo virtuale è divenuto un fantastico parco giochi da esplorare e nel quale si sono persi.

Le persone insicure e con disagi relazionali che hanno utilizzato il mondo virtuale per compensare l’isolamento e la difficoltà a intessere e mantenere relazioni, o che non riescono a mostrare liberamente la propria identità. Nel mondo virtuale ci riescono, ma non al punto da acquisire realmente queste abilità, motivo per cui continuano ad aver bisogno di questo "ambiente” per sentirsi adeguate e in relazione.

Quante persone soffrono di internet addiction?

Le ultime ricerche stimano che tra il 5 e il 10 per cento della popolazione soffra di una qualche forma di dipendenza da internet.

Come si può prevenire la dipendenza da internet?

La miglior prevenzione è un utilizzo consapevole di internet. Per evitare episodi di abuso è importante conoscere i propri scopi quando ci si mette di fronte al computer e monitorare le proprie emozioni quando si è in rete in modo da riconoscere quando si sta abusando del mezzo. Non è facile per chi è "dentro” il mondo virtuale fermarsi prima di varcare il limite della patologia; fortunatamente la rete stessa offre strumenti che possono essere usati per valutare il problema prima che si aggravi. 

Sono sempre più diffusi test e questionari online di autovalutazione del proprio rapporto con la rete, che possono essere usati come punto di partenza per aumentare la consapevolezza del problema.

Spesso i sintomi di malessere tipo l’astinenza si manifestano quando già il rapporto con la realtà è alterato e l’isolamento fisico e sociale è un meccanismo consolidato per fuggire dalla realtà con i suoi limiti e responsabilità; quindi prima il disagio si rileva prima si può intervenire.

Il passo successivo alla consapevolezza può essere un aiuto professionale individuale o, qualora si disponga di strutture adeguate, incontri di gruppo e condivisione del problema; 

L’obiettivo è individuare le vere motivazioni che rischiano di provocare una dipendenza, il senso di solitudine o la bassa autostima, ad esempio. 

Fondamentale e auspicabile resta innanzitutto la prevenzione e, in merito, ecco alcune indicazioni per un corretto utilizzo di Internet. 

  • Limitare la quantità di tempo trascorso quotidianamente online (non più di una o due ore), escludendo le ore dedicate al lavoro, ed evitando che l’uso della rete diventi un’abitudine cui non si può rinunciare 
  • Alternare momenti online con attività sociali, in modo che la rete non diventi l’unico modo per svagarsi e sentirsi bene con se stessi: il contatto virtuale non potrà mai sostituire quello umano

Come si può combattere la dipendenza?

Non esistono farmaci specifici per combattere la dipendenza da internet. Occorre cercare l’aiuto di un professionista esperto nel trattamento di disturbi correlati all’utilizzo delle nuove tecnologie. Questo vorrà dire sottoporsi ad un programma di trattamento che potrà prevedere a seconda dei casi un percorso individuale o di gruppo durante il quale si imparerà a fronteggiare il problema.

Presso l'Istituto Beck, nella prima fase della terapia, mentre cerchiamo di comprendere a fondo quanto il problema sia radicato, e quante conseguenze negative abbia già causato, cominciamo ad aiutare il paziente a essere sempre più consapevole della gravità del problema. 

Successivamente elaboriamo insieme a lui un piano comportamentale per arginare l’uso di Internet e per ricominciare, o cominciare per la prima volta, a mettere in atto tutta una serie di comportamenti e attività fino a quel momento trascurati.

In seguito ci dedichiamo ad affrontare le dinamiche cognitive ed emotive, interiori alla persona, che l’hanno portata a sviluppare la dipendenza da Internet e che la mantengono.

Spesso, il soggetto va aiutato in questo processo attraverso delle terapie di gruppo, familiari e di coppia, in modo da sostenerlo nell’acquisizione delle abilità necessarie a sapersi relazionare con se stesso e con gli altri, per recuperare le relazioni importanti della sua vita e per creare un ambiente comprensivo e di sostegno. È molto difficile, infatti, riuscire a superare da soli una dipendenza.

I tempi di recupero, in genere, sono piuttosto lunghi perché non si tratta solo di controllare un comportamento, bensì di modificare dinamiche cognitive ed emotive molto radicate, che influenzano il modo con il quale la persona si relazione con se stessa e col mondo (e, quindi, non solo con Internet). 

Tra l’altro, spesso, la dipendenza da Internet, come le altre dipendenze da comportamenti, si presenta in collegamento con altre problematiche emotive (che hanno appunto favorito l’utilizzo patologico della Rete) e che vanno anch’esse trattate per prevenire o ridurre il rischio di ricadute

 

C’è differenza tra uomini e donne?

Generalmente uomini e donne differiscono principalmente nell’aplicaizone verso la quale sviluppano la dipendenza. Gli uomini tendono a dipendere dai giochi online, dal cyberporno e dal Gioco d’azzardo virtuale mentre le donne cadono più facilmente nella dipendenza dalle chat, instant messaging, ebay e dallo shopping online in generale. Queste ultime sembrano infatti essere più attratte dalla ricerca di relazioni in rete e prediligono la forma di comunicazione anonima dove se vogliono possono nascondere età e aspetto fisico.

Come posso accorgermi che sto uscendo dalla dipendenza?

Quando una persona riesce a liberarsi dalla dipendenza:

  • rispetta il programma strutturato e il numero di ore stabilite per la connessione;
  • partner, genitori, o altri cari affermano di notare la differenza nelle abitudini di Internet del paziente;
  • tiene un preciso rendiconto dei soldi spesi nei servizi online e non supera il proprio budget;
  • completa i propri impegni di lavoro in un modo puntuale che ricorda il suo comportamento prima dello sviluppo della dipendenza;
  • vengono riscoperti attività preferite e hobbies coltivati in precedenza;
  • investe più tempo nel comunicare con le persone nella sua vita reale che non con gente conosciuta online;
  • vede le persone ossessionate da internet sotto una luce diversa, con la consapevolezza che stanno creando dei problemi a se stessi e alle persone vicine a loro;
  • quando si collega per motivi legittimi avverte sempre meno la tentazione di riprendere le vecchie abitudini;
  • sperimenta maggior piacere nel condividere uscite e momenti di socializzazione con la propria famiglia e con gli amici;
  • guardando indietro al periodo di dipendenza vede una persona differente in un periodo molto diverso

5 consigli ai genitori per prevenire la dipendenza da internet

Fin da piccolo i genitori hanno permesso al loro bambino di giocare davanti al computer, vedere video, giocare con lo smartphone o con la console dei videogiochi, ma adesso il bambino è diventato un ragazzo e non riesce più a staccarsi dallo schermo. Questo preoccupa molto i genitori e così cominciano infinite trattative per diminuire le ore passate davanti al computer arrivando anche a minacciare di togliere la rete ADL a casa. Ma prima di arrivare a questo ci sono 5 segnali distintivi che possono aiutare i genitori a capire se il figlio sta sviluppando una dipendenza da internet:

ORE DAVANTI AL COMPUTER: non esiste un numero di ore precise ma è vero anche che non devono essere tali da interferire significativamente con le attività scolastiche e ricreative del figlio. Bisogna tener conto che quando si parla di uso del computer da parte di adolescenti non si parla di individui che usano la rete per lavoro ma per svago: per cui se le ore giornaliere cominciano a essere più di 3 o se il ritmo sonno veglia viene alterato cosi da poter giocare, per esempio,  ai giochi di ruolo in cui i partecipanti della propria squadra provengono dalla parte opposta de mondo, allora bisogna intervenire

HOBBIES E AMICI: l'adolescenza è una fase di transizione in cui anche gli interessi e le amicizie cambiano. Se però il tempo ricreativo è interamente assorbito da attività in rete bisogna assolutamente intervenire. Può succedere che i ragazzi non escano più di casa preferendo alla partita a calcetto con gli amici i giochi online o i videogiochi, dicendo che comunque hanno i loro nuovi amici sulla chat della piattaforma di gioco. É vero che internet può essere una grande risorsa di interessi ma è anche vero che non può e non deve soddisfare tutti i bisogni

AGGRESSIVITÀ: se è questa la reazione che il ragazzo ha al tentativo da parte dei genitori di staccarlo dal monitor bisogna intervenire. La reazione aggressiva può variare dalle urla di protesta, alle lacrime fino, nei casi più gravi, alla distruzione di oggetti e al ritiro sociale. Qualsiasi sia la gravità della risposta questa è comunque da interpretarsi come un eccessivo attaccamento nei confronti del computer

ERRORI DEI GENITORI: sono fondamentalmente due gli errori che possono compiere i genitori

  • pensare che in fondo oggi siamo tutti un po’ dipendenti da internet
  • preferire che il figlio stia a casa al sicuro, anche se davanti al computer, piuttosto che uscire e magari mettersi in condizioni di pericolo

HELP ME: molto spesso i ragazzi hanno bisogno di aiuto, ma non lo chiedono apertamente