Linee guida per terapeuti con clienti gay, lesbiche, bisessuali

Le persone gay, lesbiche e bisessuali seguono dei percorsi di crescita e sviluppo che sono allo stesso tempo simili e differenti rispetto ai  loro pari eterosessuali. Sono simili molte delle sfide che queste persone affrontano, come lo sviluppo di abilità sociali, le scelte riguardo il futuro personale e professionale, e il tentativo di inserirsi in un gruppo di pari.

Tuttavia le persone gay, lesbiche e bisessuali hanno anche delle sfide molto perse da sostenere, peculiari al loro orientamento: si trovano, infatti, a dover affrontare le credenze negative, gli atteggiamenti discriminatori, il pregiudizio, la violenza verbale o fisica non solo nella società, ma anche all’interno delle loro stesse famiglie, scuole e comunità, anche religiose.

Tali sfide sono molto spesso affrontate da soli, senza il sostegno di nessuno e, anzi, a volte sono combattute proprio in quegli stessi contesti familiari, sociali, amicali, da cui le persone si aspettano invece di ricevere supporto. Il senso di solitudine ed emarginazione che ne consegue ha un impatto estremamente negativo sulla salute fisica e mentale delle persone gay, lesbiche e bisessuali.

Nella scelta di uno psicoterapeuta, è dunque molto importante che il cliente sia attento a orientarsi verso un professionista consapevole della specificità delle tematiche che una persona omosessuale porta in terapia. Eventualmente il paziente potrebbe chiedere al terapeuta durante il primo colloquio se questi è a conoscenza delle linee guida dell’APA, se le applica, ecc.

All’Istituto Beck abbiamo da tempo fatto nostre le Linee guida pubblicate dall’American Psychological Association nel 2000 e poi riviste nel 2011. La nostra direttrice, la dott. Antonella Montano, nel 2000 aveva pubblicato Psicoterapia con clienti omosessuali, proprio per preparare i terapeuti ad affrontare al meglio le tematiche specifiche che questa popolazione porta in terapia.

Le linee guida seguenti sono la traduzione di quelle pubblicate dall’APA. Sono tese a fare da base alla pratica psicologica e psicoterapeutica con i clienti GLB (Gay, Lesbiche e Bisessuali). Su queste tematiche i professionisti sono incoraggiati a istruirsi il più approfonditamente possibile.

Atteggiamenti verso l’omosessualità e la bisessualità

1. Lo psicologo si sforza di comprendere gli effetti dello stigma (cioè pregiudizi, discriminazioni, violenze) e le sue varie manifestazioni contestuali nelle vite delle persone gay, lesbiche e bisessuali.

2. Lo psicologo comprende che l’orientamento omo e bisessuale non costituisce una malattia mentale.

3. Lo psicologo comprende che l’attrazione, i sentimenti e i comportamenti omosessuali sono varianti normali della sessualità umana e che i tentativi di cambiare l’orientamento sessuale non si sono dimostrati efficaci o sicuri.

4. Lo psicologo è incoraggiato a riconoscere in che modo i suoi atteggiamenti e la sua conoscenza delle tematiche GLB possa essere rilevante alla valutazione e al trattamento e a cercare aiuto o dare indicazioni appropriate quando opportuno.

5. Lo psicologo si sforza di riconoscere l’unicità dell’esperienza delle persone bisessuali.

6. Lo psicologo si sforza di distinguere le tematiche dell’orientamento sessuale da quelle dell’identità di genere quando lavora con clienti GLB.

Relazioni e famiglie

7. Lo psicologo si sforza di essere informato delle relazioni GLB e di rispettarne l’importanza.

8. Lo psicologo si sforza di comprendere le esperienze e le sfide che affrontano i genitori GLB.

9. Lo psicologo riconosce che le famiglie di inpidui GLB possono includere persone che non sono legate biologicamente né legalmente.

10. Lo psicologo si sforza di comprendere i modi in cui l’orientamento omo o bisessuale di un inpiduo può avere un impatto sulla sua famiglia di origine e sulla relazione con la famiglia di origine.

Problematiche di diversità

11. Lo psicologo si sforza di riconoscere le sfide relative ai persi e spesso conflittuali valori, norme, e credenze affrontate da gay, lesbiche e bisessuali appartenenti a minoranze razziali o etniche.

12. Lo psicologo è incoraggiato a considerare l’influenza delle religione e della spiritualità nella vita delle persone GLB.

13. Lo psicologo si sforza di riconoscere le differenze di gruppo e di età tra gli inpidui GLB.

14. Lo psicologo si sforza di comprendere i rischi e i problemi peculiari dei giovani GLB.

15. Lo psicologo è incoraggiato a riconoscere le difficoltà particolari che affrontano gli inpidui GLB con disabilità fisiche, sensoriali e emotivo-cognitive.

16. Lo psicologo si sforza di comprendere l’impatto dell’HIV/AIDS nelle vite degli inpidui e delle comunità GLB.

Problematiche economiche e lavorative

17. Lo psicologo è incoraggiato a considerare l’impatto dello status socioeconomico nel benessere psicologico dei clienti GLB.

18. Lo psicologo si sforza di comprendere le problematiche lavorative peculiari degli inpidui GLB.

Formazione e training

19. Lo psicologo si sforza di includere le problematiche GLB nella formazione e nel training professionale.

20. Lo psicologo è incoraggiato ad accrescere la sua conoscenza e comprensione dell’omosessualità e della bisessualità attraverso un processo costante di formazione, training, supervisione e consulenza.

Ricerca

21. Nell’utilizzo e nella diffusione di ricerche sull’orientamento sessuale e relative problematiche, lo psicologo si sforza di rappresentare i risultati con completezza e accuratezza e di essere consapevole del potenziale utilizzo o rappresentazione impropri dei risultati della ricerca.