Mancanza del desiderio

Il desiderio sessuale

Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo consiste nell’inibizione della fase del desiderio del ciclo sessuale.

Il desiderio è una delle componenti del funzionamento erotico e è definibile come la fase che prefigura e rafforza il piacere sessuale. Il desiderio innesca l’eccitazione, è strettamente connesso al piacere erotico (un atto di norma è tanto più piacevole quanto più è desiderato) e è, come il piacere, un fenomeno prevalentemente psichico.

Il desiderio sessuale è caratterizzato dalla presenza di pensieri e fantasie sessuali e dalla voglia di intraprendere l’attività sessuale; esso è variabile da persona a persona e può dipendere anche dalle circostanze (fase del ciclo mestruale, gravidanza, menopausa, qualità del rapporto di coppia, insoddisfazione nei confronti del proprio corpo, ecc.)

Quando le difficoltà sessuali sono legate al desiderio, si parla di disturbi del desiderio. Questi si suddividono in disturbo da desiderio ipoattivo, descritto qui sotto, e disturbo da avversione sessuale.

Descrizione del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo

Chi soffre di disturbo da desiderio sessuale ipoattivo ha poche (o nulle) fantasie sessuali oppure poco (o nessun) interesse per l’attività sessuale.

La persona non ha voglia di iniziare l’attività sessuale e/o è lenta a rispondere alle richieste sessuali del partner anche se poi riesce ad avere un rapporto. La persona infatti non prende l’iniziativa sessuale, ma solitamente accetta l’invito sessuale solo se adeguatamente stimolato.

Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo colpisce sia gli uomini che le donne e può essere suddiviso in:

  • generalizzato: lo scarso desiderio sessuale è presente costantemente e al variare dei partner;
  • situazionale: lo scarso desiderio sessuale è presente con un solo partner o solo in determinate circostanze ambientali;
  • permanente: la persona ha sempre presentato un basso livello di libido;
  • acquisito: il grado di desiderio sessuale dipende dalle esperienze di vita e dalle aspettative che ciascuno possiede riguardo al comportamento sessuale (apprendimenti culturali ed esperienze personali negative possono condizionare il livello di desiderio sessuale).

Cause mediche e farmacologiche

Il calo del desiderio può essere secondario a:

  • malattie endocrine che causano insufficienze surrenali (Malattia di Addison),che comportano un’eccessiva attività della ghiandola surrenale (Sindrome di Cushing) oppure, negli uomini, che causano ipogonadismo;
  • malattie dell’ipofisi: ipopituitarismo;
  • malattie della tiroide: ipotiroidismo;
  • malattie psichiatriche: depressione, schizofrenia;
  • antipertensivi: Inderal (Propanolo), Hylorel (Guanetidina);
  • antinfiammatori steroidei;
  • antidepressivi triciclici:Anafranil (Clomipramina), Tofranil (Imipramina),
    Trittico (Trazodone), Laroxil (Amitritiptilina);
  • neurolettici tipici:Largactil (Clorpromazina), Prozin (Clorpromazina),
    Talofen (Promazina);
  • ipnotici:Halcion (Benzodiazepine), Roipnol (Benzodiazepine);
  • antiepilettici:Tegretol (Primidone), Depakin (Valproato);
  • metadone;
  • eroina, morfina, cocaina;
  • abuso di alcool.

Cause psicologiche

L’assenza di desiderio può riguardare sia l’individuo che la coppia.

Per quanto riguarda le cause individuali, frequentemente si riscontrano:

  • educazione familiare e/o religiosa rigida e sessuofobica: convinzioni che rendono difficoltoso il rapporto con il proprio corpo, con la propria sessualità e con il sesso in generale;
  • timore di perdere il controllo sotto la spinta degli impulsi sessuali: la paura di dire o fare cose non appropriate può inibire ogni propensione sessuale;
  • ansia e preoccupazione per le implicazioni di una malattia e/o paura di una ricaduta: in particolare con malattie quali infarto e tumore;
  • preoccupazione per il proprio invecchiamento: vedendosi invecchiare, la persona non si considera più attraente fisicamente (“Gli anziani non sono sessualmente desiderabili”) e si convince che il sesso non debba più costituire un fattore rilevante nella propria vita (“L’interesse per il sesso è anormale negli anziani”, “Gli anziani non provano desiderio sessuale e sono sessualmente incapaci”);
  • stress esterni: preoccupazioni di tipo economico, problemi di salute, preoccupazione per le implicazioni di una malattia (propria o di una persona cara) e/o paura di una ricaduta, dolore per la perdita di una persona cara, difficoltà sul lavoro, apprensione per i figli e i propri cari, ecc.;
  • stress interni: derivanti dal modo di pensare e di interpretare le situazioni, mancanza di problem- solving per trovare soluzioni adeguate, influenza dello stress sugli ormoni;
  • sindrome del vedovo/a: uomini o donne che, sentendosi in colpa nei confronti del/della partner defunto/a, presentano riscontrano dei problemi di desiderio e/o di erezione quando iniziano dei rapporti sessuali con un/una nuovo/a compagno/a;
  • paura della gravidanza: ambivalenza verso la possibilità di avere figli;
  • omofobia interiorizzata: persone che si impongono di amare una persona del sesso opposto, pur essendo attratti da persone dello stesso sesso, possono presentare un calo della libido;
  • personalità ossessivo – compulsiva: disinteresse per gli aspetti ludici della vita, difficoltà nei rapporti intimi o nel contatto con i liquidi corporei.

Per quanto riguarda le cause relazionali di frequente riscontro vi sono:

  • conflitti di coppia: risentimenti e rivendicazioni che, sorti in altri campi, si riversano nel campo sessuale;
  • mancanza di attrazione per il partner/coniuge;
  • scarse abilità sessuali del compagno/a;
  • difficoltà a fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale: succede che alcune persone scelgano partner che stimano ed amano, ma che non riescono ad apprezzare dal punto di vista sessuale.

Trattamento

Sebbene, nella maggior parte dei casi, esami medici e test di laboratorio non evidenzino una causa organica, è buona norma effettuare anche un controllo del livello di testosterone in quanto questo è l’ormone principalmente responsabile dell’insorgere del desiderio sessuale sia nell’uomo che nella donna.

Considerando che i fattori che determinano un disturbo del desiderio sono numerosi, complessi e di diversa origine (biologici, psicologici, interpersonali, ecc.), la terapia sessuale deve considerare tutti questi aspetti e fondare le sue basi sulla peculiarità della situazione

La terapia infatti in genere prevede:

  • Psicoeducazione: conoscenza dell’anatomia sessuale e del ciclo di risposta sessuale (fasi del funzionamento erotico), miglioramento della consapevolezza del proprio corpo (esplorazione visiva e cinestesica), comprensione dei fattori fisiologici e psicologici coinvolti nel rapporto sessuale, esame delle credenze e dei miti comuni inerenti il sesso, ecc.;
  • Tecniche di ristrutturazione cognitiva per la riduzione dell’ansia: ad esempio, la respirazione diaframmatica e il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson oppure la tecnica di rilassamento che il terapeuta ritiene maggiormente efficace per il paziente;
  • Insegnamento di abilità sessuali;
  • Trattamento psicoterapeutico cognitivo comportamentale individuale: affrontare eventuali esperienze sessuali traumatiche, superare insicurezze rispetto alla propria sessualità, gestire relazioni familiari disturbate, ristrutturare le convinzioni disfunzionali riguardo alla sessualità, ecc.;
  • Psicoterapia di coppia: apprendere o affinare le abilità per la risoluzione dei conflitti, ridurre o alleviare le aree di conflitto (ad esempio conflitto coniugale, depressione o altre disfunzioni sessuali, in particolare difficoltà di eccitazione o di orgasmo), ecc.

 

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