Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) per il cancro

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Una diagnosi di cancro è traumatizzante per il paziente e per i suoi cari.

L’intero nucleo familiare deve affrontare un futuro di dubbi e paure, con grandi cambiamenti che derivano dalla malattia o dal trattamento, col conseguente carico di emozioni negative.

Tutto ciò ha un impatto estremamente angosciante sulla qualità della vita dell’intera famiglia.

Negli anni sono stati condotti diversi studi sull’efficacia del programma MBSR nel ridurre lo stress e nel migliorare i sintomi fisici e i disturbi dell’umore vissuti dai pazienti con cancro (Musial et al., 2011).

In uno studio del 2010 (Lengacher et al.) condotto su pazienti con tumore al seno, sono stati riscontrati miglioramenti significativi su diversi aspetti psicologici, come ansia e depressione, e un aumento generale della qualità della vita.

Il protocollo MBSR è stato introdotto come parte di un approccio integrato alla cura del cancro, che mira da un lato a curare la malattia con un approccio farmacologico, dall’altro a promuovere il benessere globale del paziente e a ridurne lo stress associato alla patologia.

Tuttavia diversi studi hanno mostrato risultati interessanti in termini di effetti biologici, che possono promuovere la salute e contribuire al controllo della malattia (Grossman et al., 2004; Gordon et al. 2001; Carlson et al. 2003, 2007;  Ott et al. 2006; Matousek et al. 2011 ).


Mindfulness based stress reduction (MBSR) e dolore cronico

Il dolore cronico affligge circa il 30% della popolazione italiana, rappresentando un serio ostacolo al benessere di questi individui e dei loro familiari, oltre che un costo sanitario non indifferente.

Il dolore cronico è associato alla depressione (Fishbain et al., 1997; Bair et al., 2003), a disturbi del sonno (Benca et al., 2004), a una gamma di conseguenze fisiche e psicologiche (Merkes, 2010), e a una diminuzione della qualità globale di vita (Cooper and Kohlmann,  2001).

I primi studi sui programmi basati sulla Mindfulness risalgono al 1982.

In quell’anno Jon Kabat-Zinn descrisse per la prima volta gli effetti del protocollo MBSR sull’auto-regolazione del dolore cronico su un campione di 51 pazienti.

I tipi più comuni di dolore includevano: dolori alla schiena, alle spalle, alla cervicale e alla testa.

Più del 50% dei pazienti riportò una riduzione del dolore superiore o uguale al 33%.

Gli studi di follow-up condotti su 225 pazienti, nel 1985 e nel 1986, confermarono che i pazienti mantenevano questo miglioramento nel tempo.

Oltre agli studi già citati sopra, ricerche recenti sul protocollo hanno confermato l’efficacia dell’MBSR sul dolore cronico.

Risultati di rilievo si sono riscontrati nel trattamento della fibromialgia (Creamer et al. 2000; Astin et al.2003), su una vasta gamma di disturbi relativi alla sclerosi multipla (Mills, Allen, 2000) e nel trattamento del dolore cronico muscolo-scheletrico (Margaret Plews-Ogan, 2005).

Nel 2006 e nel 2007, inoltre, McCracken e altri hanno notato una significativa diminuzione del dolore, dello stress emotivo, della disabilità e dell’uso dei farmaci e hanno mostrato come la mindfulness possa essere in grado di preservare il funzionamento del paziente.

Nel 2010 Rosenzweig e altri hanno riscontrato che, dopo la partecipazione al protocollo MBSR, i pazienti che soffrono di dolore cronico alla schiena e al collo e coloro che presentano una comorbidità nelle condizioni di dolore, avvertono un miglioramento di quest’ultimo e della relativa restrizione funzionale.

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