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Mindfulness based stress reduction per le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono le patologie che colpiscono il cuore e/o i vasi sanguigni.

 

Quando, in una parte del corpo, non giunge una quantità di sangue adeguata alle esigenze, le cellule di questa parte vanno rapidamente incontro a una carenza di ossigeno.

 

Tale carenza di ossigeno è detta ischemia. Se è prolungata nel tempo, può causare la morte di una parte dell’organo (infarto). 

 

Le malattie cardiovascolari costituiscono la principale causa di morte nel mondo e la loro incidenza è in crescita.

Un articolo pubblicato su Lancet nel 2011 (Anand, Yusuf) paragonava l’espansione di queste patologie a uno tsunami globale.

 

Le malattie cardio-vascolari si possono prevenire. Imparare a gestire lo stress, senza ricorrere a strategie compensative come fumo, iper-lavoro, iper-alimentazione, ma anzi adottando delle sane abitudini alimentari, di sonno, di esercizio fisico regolare, può fare una differenza enorme in termini di rischio per queste patologie.

 

Il protocollo MBSR insegna appunto queste abilità, aiutando le persone ad affrontare lo stress  e/o l’ansia che caratterizza e scandisce le loro giornate.

 

Il protocollo si è anche dimostrato un promettente trattamento non-famacologico per la fatica mentale dei pazienti dopo un infarto o un danno traumatico al cervello (Johansson  et al., 2012).

 

 

 


Mindfulness based stress reduction per gli affetti da virus HIV

 

Gli studi in questo campo sono sono agli inizi, tuttavia vi sono alcuni promettenti segnali che il protocollo MBSR può essere di grande aiuto come complemento della terapia farmacologica.

 

È stato dimostrato che lo stress accelera la patogenesi dell’HIV-1 (Cohen et al., 2007; Cole et al., 2001; Ironson et al., 2005).

 

Negli anni passati, alcuni studi hanno indicato che gli interventi comportamentali di gestione dello stress possono migliorare gli indicatori biologici della patogenesi dell’HIV-1 (Antoni et al., 2006; Petrie et al., 2004, Crepaz et al., 2008).

 

In accordo con tali scoperte, nel 2003 Robinson et al., in un primo studio pilota, hanno mostrato come l’MBSR possa avere un’incidenza sulla funzione del sistema immunitario in pazienti affetti da HIV-1.

 

Nel 2009 Creswell et al. hanno confermato questa ipotesi su un campione di 48 adulti affetti da HIV-1.

Hanno, inoltre, dimostrato quanto il programma MBSR possa tamponare la diminuzione del linfocita T CD4.

Questa scoperta è stata poi supportata nel 2010 su un campione di 10 pazienti, dimostrando che l’MBSR aveva avuto un impatto positivo sullo status psicologico e sul numero dei CD4 (Jam et al., 2010).

 

 

Inoltre il protocollo MBSR si è dimostrato efficace nel mitigare gli effetti collaterali dei trattamenti anti-virali (Duncan et al., 2011).

 

Si rendono ancora necessari studi di verifica su campioni più ampi, anche se le scoperte attuali forniscono una prima promettente indicazione in merito al fatto che il programma MBSR possa essere vantaggioso come trattamento complementare per l’HIV-1.