I disturbi alimentari negli uomini: insoddisfazione del proprio corpo, fattori predisponenti e fattori protettivi

I disturbi alimentari negli uomini
I disturbi alimentari negli uomini

I disturbi alimentari negli uomini: insoddisfazione del proprio corpo, fattori predisponenti e fattori protettivi.

I disturbi alimentari, di cui l’anoressia e la bulimia costituiscono gli esempi più classici e noti, per lungo tempo sono stati ritenuti tipici e quasi esclusivi del genere femminile. Tuttavia anche gli uomini possono presentare nel corso della loro vita la sintomatologia di un disturbo alimentare, fino a sviluppare il disturbo stesso  come l’anoressia o la bulimia. L’osservazione dei dati epidemiologici documenta come dei casi totali di anoressia nervosa quelli maschili rappresentino circa il 10% mentre dei casi totali di bulimia circa il 15% (Pawluck & Gorey, 1998).

Gli studi che si sono occupati di analizzare questi disturbi negli uomini hanno evidenziato che l’insoddisfazione per il proprio corpo è tra i fattori principali, determinanti per lo sviluppo di una sintomatologia tipica dei disturbi alimentari. Tuttavia, non tutti gli uomini insoddisfatti del proprio corpo sviluppano un disturbo alimentare. Qual è il motivo? Sembrerebbero entrare in gioco numerosi altri fattori che modulano la relazione insoddisfazione corporea/disturbi alimentari, aumentando o diminuendo il rischio che uomini poco soddisfatti della propria forma fisica possano sviluppare i sintomi tipici del disturbo alimentare.

Un recente studio di Dakanilis et al. (2015) ha individuato e approfondito il ruolo di cinque di questi fattori:

  1. Il “perfezionismo“, in quanto è stato ipotizzato che tra gli uomini insoddisfatti del proprio corpo, quelli con tendenze al perfezionismo potrebbero essere più orientati a impegnarsi strenuamente in comportamenti volti al modellamento del proprio fisico, per avvicinarsi al corpo muscolare ideale (Cooper & Fairburn, 2011);
  2. La “disregolazione emotiva“, ovvero la capacità di regolare il proprio stato emotivo a seguito di eventi negativi. Gli uomini con un’alta disregolazione emotiva potrebbero reagire in maniera più negativa alla propria percezione di inadeguatezza del corpo e, di conseguenza, potrebbero impegnarsi maggiormente in comportamenti maladattivi volti al raggiungimento di una determinata forma fisica per far fronte ai loro sentimenti negativi (Dakanalis et al., 2013);
  3. La “scarsa autostima” , condizione che può aumentare la probabilità per un uomo non soddisfatto del proprio corpo di sviluppare dei sintomi tipici dei disturbi alimentari. In particolare, gli uomini che non sono soddisfatti del proprio corpo, ma che invece hanno dei sentimenti positivi su se stessi, sono più capaci di concentrarsi su altri punti di forza, riducendo così il bisogno di raggiungere il fisico ideale come mezzo per aumentare la propria autostima complessiva (Brannan & Petrie, 2011);
  4. L’attaccamento insicuro-ansioso“: può influire negativamente, in quanto gli uomini che hanno questo stile di attaccamento, oltre alla sensazione di inadeguatezza del proprio corpo, sono maggiormente sensibili alle aspettative di bellezza culturali e della società (Abbate-Daga et al., 2010). Avere un aspetto piacevole ed attraente è ritenuta da loro una caratteristica importante per evitare il rifiuto dell’altro, pertanto potrebbero mettere maggiormente in atto strategie disfunzionali per il raggiungimento di una migliore forma fisica, sviluppando così un disturbo alimentare;
  5. Infine, anche il continuo “controllo del corpo” potrebbe essere una variabile importante nella relazione tra insoddisfazione del proprio corpo e sintomatologia di disturbi alimentari (Walker et al., 2012). Tra i comportamenti di controllo del corpo rientrano i tentativi di esaminare continuamente il proprio aspetto, come guardarsi spesso allo specchio, pizzicarsi il grasso sulla pancia e sui fianchi, verificare la dimensione dei muscoli, fare continui confronti sociali, cercare rassicurazione da parte degli altri sulla forma del proprio corpo, ecc.

Cosa ci suggeriscono questi risultati? In prima istanza che non è sufficiente lavorare sulla percezione della propria insoddisfazione corporea per ridurre negli uomini il rischio di sviluppare disturbi alimentari. Interventi più efficaci dovrebbero volgere al potenziamento di fattori protettivi come l’autostima e una buona autoregolazione emotiva, nonché al controllo di fattori di rischio quali un attaccamento insicuro ansioso, un alto perfezionismo e numerosi comportamenti volti al controllo del corpo.

Marco Salvati

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Riferimenti

  • Abbate-Daga, G., Gramaglia, C., Amianto, F., Marzola, E., & Fassino, S. (2010). Attachment insecurity, personality, and body dissatisfaction in eating disorders. Journal of Nervous & Mental Disease, 198, 520–524.
  • Brannan, M. E., & Petrie, T. A. (2011). Psychological well-being and the body dissatisfaction–bulimic symptomatology relationship: An examination of moderators. Eating Behaviors, 12, 233–241.
  • Cooper, Z., & Fairburn, C. G. (2011). The evolution of “Enhanced” Cognitive Behavior Therapy for eating disorders: Learning from treatment nonresponse. Cognitive and Behavioral Practice, 18, 394–402.
  • Dakanalis, A., Favagrossa, L., Clerici, M., Prunas, A., Colmegna, F., Zanetti, M. A., & Riva, G. (2015). Body dissatisfaction and eating disorder symptomatology: a latent structural equation modeling analysis of moderating variables in 18-to-28-year-old males. The Journal of Psychology, 149(1), 85-112.
  • Dakanalis, A., Timko, A. C., Madeddu, F., Volpato, C., Clerici, M., Riva, G., & Zanetti, A. M. (2013). Are the Male Body Dissatisfaction and Drive for Muscularity Scales reliable and valid instruments? Journal of Health Psychology.
  • Gorey, K. M. (1998). Secular trends in the incidence of anorexia nervosa: integrative review of population-based studies. International Journal of Eating Disorders, 23(4), 347.
  • Ricciardelli, L. A., & McCabe, M. P. (2004). A biopsychosocial model of disordered eating and the pursuit of muscularity in adolescent boys. Psychological Bulletin, 130(2), 179.
  • Walker, D. C., Murray, A. D., Lavender, J. M., & Anderson, D. A. (2012). The direct effects of manipulating body checking in men. Body image, 9(4), 462-468.
  • Woodside, D. B., Garfinkel, P. E., Lin, E., Goering, P., Kaplan, A. S., Goldbloom, D. S., & Kennedy, S. H. (2001). Comparisons of men with full or partial eating disorders, men without eating disorders, and women with eating disorders in the community. American Journal of Psychiatry158(4), 570-574.