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La Somatizzazione nel Trauma

La Somatizzazione è molto comune tra i sopravvissuti a un trauma che molto spesso, infatti, sviluppano dei sintomi fisici inspiegabili e non riconducibili a delle cause organiche. Il DSM-5 (APA, 2013) afferma che tutti i disturbi di somatizzazione hanno una caratteristica comune, cioè la rilevanza di sintomi somatici associati a disagio e compromissione significativi. Infatti, la caratteristica distintiva non sono i sintomi somatici di per sé, ma il modo in cui le persone li presentano e li interpretano. Pertanto non devono essere valutati solo i sintomi somatici ma anche la componente affettiva, cognitiva e comportamentale del quadro clinico presentato.

L’ampia costellazione che viene solitamente riferite appartiene a 4 grandi categorie:

  1. sintomi dolorosi: cefalea, mal di schiena, dolori muscolari, dolore alle anche e agli arti, ecc.;
  2. sintomi gastrointestinali: gastrite, colite, diarrea, nausea, ulcera, sindrome dell’intestino irritabile, intolleranze alimentari, ecc.;
  3. sintomi sessuali: ridotto interesse per l’attività sessuale, dolore durante il rapporto sessuale, dolore pelvico cronico, disturbo dell’erezione, disturbi dell’orgasmo, ecc.;
  4. sintomi pseudo-neurologici: come vertigini, capogiri, problemi nell’equilibrio e nella coordinazione, debolezza, amnesia, spasmi, tremori, paralisi, intorpidimento in alcune parti del corpo, riduzione del volume della corteccia visiva bilaterale, cecità temporanea, perdita del gusto e dell’olfatto, afonia, ecc.

In molti casi la somatizzazione è associata alla presenza di altre conseguenze psicologiche tipiche del trauma come la depressione, i disturbi d’ansia (come gli attacchi di panico ), la dissociazione  e il PTSD .

E’ stato mostrato che l’abuso sessuale infantile è un importante fattore nell’eziopatogenesi della somatizzazione e che molti pazienti con somatizzazione provengono da un ambiente familiare freddo, distante, non supportivo e caratterizzato da conflitti, poca coesione, abuso emotivo e fisico (Spitzer et al., 2008; Brown et al., 2005).

L’esposizione all’evento traumatico determina, quindi, una vera e propria “vulnerabilità somatica” nella vittima, poiché il costante stato di minaccia/allerta alla sua incolumità induce una serie di sintomi nel proprio corpo.

Inoltre, secondo alcuni autori, i sintomi fisici potrebbero rappresentare una forma inconsapevole di comunicazione del dolore e della sofferenza emotiva subita, poiché molte vittime non sono in grado di descrivere a parole le esperienze traumatiche. Molti sopravvissuti, infatti, non hanno consapevolezza della loro sofferenza psicologica, ma solo del disagio e del malessere fisico. Il sintomo fisico, quindi, consentirebbe alla persona di preoccuparsi di qualcosa di reale e concreto piuttosto che della sofferenza emotiva, più difficile da raccontare, gestire e accettare.

Molti autori hanno ipotizzato che l’attaccamento insicuro medi la relazione tra il trauma infantile e i numerosi sintomi somatici riportati in età adulta.  Secondo questa ipotesi, infatti, il trauma infantile alimenta lo sviluppo dell’attaccamento insicuro e l’aspettativa che gli altri non risponderanno ai bisogni affettivi e di accudimento e che non sarà fornito alcun aiuto per lenire la sofferenza. Il bambino, così, inizierà a ricercare l’aiuto di cui ha bisogno richiedendo attenzione sui propri sintomi fisici (Waldinger et al., 2006).

Nella maggior parte dei casi i trattamenti medici e farmacologici tradizionali non sono efficaci per questi sintomi, la cui origine è di natura psicologica/traumatica. Interventi psicologici efficaci in questo ambito sono gli approcci di Trauma-Sensitive Yoga, di Terapia Senso-Motoria, di TCC e basati sulla Mindfulness (p.e.,  Jackson et al., 2009; Fjorback et al., 2013 Emerson, 2015).


Riferimenti

American Psychiatric Association, (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders: DSM-5. Washington, D.C: American Psychiatric Association.

Brown, R.J., Schrag, A. & Trimble, M.R. (2005). Dissociation, Childhood Interpersonal Trauma, and Family Functioning in Patients With Somatization Disorder. American Journal of Psychiatry, 162: 899-905.

Fjorback, L.O., Arendt, M., Ornbøl, E., Walach, H., Rehfeld, E., Schröder, A. & Fink, P. (2013). Mindfulness therapy for somatization disorder and functional somatic syndromes: randomized trial with one-year follow-up. Journal of Psychosomatic Research, 74(1): 31-40.

Jackson, J.L., George, S. & Hinchey, S. (2009). Medically unexplained physical symptoms. Journal of General Internal Medicine, 24(4): 540-542.

Spitzer, C., Barnowa, S., Gau, K., Freybergera, H.J. & Grabea, H.J. (2008). Childhood maltreatment in patients with somatization disorder. Australian and New Zealand Journal of Psychiatry, 42(4): 335-341.

Waldinger, R.J., Schulz, M.S., Barsky, A.J. & Ahern, D.K. (2006). Mapping the Road From Childhood Trauma to Adult Somatization: The Role of Attachment. Psychosomatic Medicine, 68: 129-135.