Il rischio di suicidio

ansiaNella depressione gli eventi della vita vengono valutati come inaccettabili e irreversibili, non si lascia spazio alla speranza di poter riacquistare serenità, tanto da arrivare a pensare, al suicidio.

Spesso, quindi, in molte delle persone depresse si riscontrano pensieri di morte.
In alcuni casi viene riferita la presenza di un vago desiderio di “farla finita”, ma in altri si va a delineare una vera e propria pianificazione precisa e dettagliata del suicidio, che può essere o meno seguita dall’attuazione del tentativo.

Perché accade questo?
Certamente la disperazione è un fattore di rischio importante.
Il pessimismo e la perdita di speranza che accompagnano il depresso, infatti, non gli consentono di visualizzare possibili vie di uscita dalla sofferenza sperimentata ogni giorno.
La vita diventa in questo modo, giorno dopo giorno, difficile e insostenibile, e ciò può portare a concepire il suicidio come unica forma di liberazione.
Inoltre, durante il suo percorso di sofferenza, il depresso si sente solo, incompreso e impotente, quindi non in grado di modificare gli eventi; si aspetta anche che gli altri non lo aiutino e questo alimenta la sua ideazione suicidaria.
Le persone depresse possono anche credere di essere un peso per i loro cari, tanto che pensieri ricorrenti possono essere quelli del tipo “sono convinto che starebbero meglio senza di me”.
In casi estremi, possono anche arrivare ad accusarsi di essere la causa della rovina dei propri familiari, colpevolizzandosi del fatto stesso di essere depressi e di non aver fatto abbastanza per non esserlo, arrivando anche in questo caso a vedere nel suicidio l’unico modo per porre fine alle proprie colpe.

Per quanto riguarda i suicidi, gli uomini risultano maggiormente a rischio rispetto alle donne, i tassi di mortalità di genere si attestano a 12,15 ogni 100mila uomini contro 3 ogni 100mila donne.
Nel 78,1% dei casi, quindi, il suicida è un uomo. Nel biennio 2008-2009, il tasso medio annuo di mortalità per suicidio era pari a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su, mentre nel biennio successivo, 2009-2010, si scende leggermente a 7,21.
Dal confronto dei tassi specifici per età negli ultimi due bienni considerati, il Rapporto rileva per gli uomini un aumento della mortalità per suicidio nella fascia di età lavorativa tra i 30-69 anni del 10,21%, mentre vi è una riduzione del 14,3% tra i più giovani (maschi di 15-19 anni) e una riduzione del 4,46% tra gli anziani di 70 anni ed oltre.
Per le donne dai 15-29 anni vi è una riduzione del 6,93%; per quelle di 30-69 anni la diminuzione registrata è del 2,53%; mentre per le donne anziane di 70 anni ed oltre si registra una riduzione del 2,47%.

Tra i fattori di rischio di suicidio specifici per la depressione possiamo annoverare:

  • Storia familiare di disturbi mentali
  • Storia di precedenti tentativi di suicidio (compresi i gesti autolesionistici)
  • Depressione grave
  • Ansia
  • Sentimenti di impotenza
  • Disturbi di personalità
  • Abuso di alcool o droghe
  • Genere maschile

Altri fattori di rischio  di suicidio da tenere in debita considerazione sono:

  • Storia familiare di suicidi o autolesionismo
  • Malattia fisica (soprattutto se diagnosticata di recente, cronica e/o dolorosa)
  • Esposizione a comportamenti suicidari di altri, direttamente o attraverso i media
  • Recente dimissione da reparto psichiatrico
  • Accessibilità ad armi potenzialmente letali di suicidio o autolesionismo.

Se hai pensato o stai pensando al suicidio è importante rivolgerti subito a degli specialisti psichiatri o psicoterapeuti che ti potranno aiutare.

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