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Il Trattamento a più fasi della Dissociazione Strutturale

Il trattamento a più fasi (phase-oriented) è un intervento rivolto alla dissociazione strutturale  che spesso si manifesta nelle persone con trauma complesso (Steele et al., 2005). Le fasi del trattamento non sono lineari ma ricorsive (perché, quando necessario, si può ritornare alle fasi precedenti) dal momento che sono state delineate proprio per consentire un confronto progressivo (quindi meno diretto rispetto agli approcci di trattamento consigliati per il PTSD) con le memorie traumatiche. L’obiettivo è ridurre la dissociazione strutturale per aiutare le persone a sviluppare gradualmente le azioni mentali (pianificare, predire, pensare, sentire, fantasticare, sperare) e comportamentali (una sintesi delle azioni mentali e motorie) più adattive (van der Hart et al., 2011).

FASE 1: è preparatoria ed è finalizzata a stabilizzare e ridurre i sintomi. Questa fase è dedicata a innalzare il livello mentale e le azioni adattive di ANP ed EP (rispettivamente Apparently Normal Personality ed Emotional Personality) dominanti, per raggiungere un funzionamento più efficace nella vita quotidiana. Le persone imparano delle abilità per identificare e poi tollerare le emozioni, le sensazioni e i pensieri fonte di sofferenza a cui di solito cercano di sfuggire.

FASE 2: è rivolta al trattamento delle memorie traumatiche (quindi specialmente alla personalità emotiva) e delle emozioni e convinzioni a loro associate. Questa fase consente alle persone di acquisire maggior controllo delle esperienze e di costruire una migliore comprensione della propria storia personale e del senso di sé. L’obiettivo è risolvere la fobia delle memorie traumatiche fra le varie parti della personalità, cosicché la dissociazione strutturale non sia più necessaria (van der Hart et al., 2011).

FASE 3: è finalizzata all’integrazione delle esperienze traumatiche passate per consentire la riabilitazione della persona. Si concentra sul superamento delle paure che si manifestano nella vita di tutti i giorni, sul raggiungimento di interazioni più “sane” con il mondo esterno e sull’aumento dei livelli di intimità con gli altri. Rappresenta indubbiamente la fase più difficile del trattamento, perché finalizzata alla dolorosa elaborazione del lutto (per le diverse perdite subite a causa della traumatizzazione), all’abbandono delle convinzioni che sono state tenacemente mantenute nel tempo e all’utilizzo di nuove capacità di coping che richiedono alti e sostenuti livelli di efficienza e di energia mentale (van der Hart et al., 2011).


Riferimenti

Steele, K., van der Hart, O. & Nijenhuis, E.R. (2005). Phase-oriented treatment of structural dissociation in complex traumatization: overcoming trauma-related phobias. Journal of Trauma & Dissociation, 6(3): 11-53.

van der Hart, O., Nijenhuis, E.R.S. & Steele, K. (2011). Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale. Milano: Raffaello Cortina.