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Adolescenti nello spettro autistico – consigli pratici per la convivenza durante la quarantena

In questo momento storico così particolare, in cui molti di noi si trovano a dover modificare le proprie abitudini in modo radicale, perdendo così i principali punti di riferimento quotidiani, un’attenzione particolare va rivolta alle famiglie in cui uno o più figli si trovano nello spettro dell’autismo.

Indipendentemente dai livelli di funzionamento, si pongono per la famiglia alcune sfide importanti:

  1. Innanzitutto, i ragazzi, come i loro genitori, si trovano a perdere la loro routine, fatta di scuola, sport, e contatti con la rete sociale. Se già per le persone neurotipiche questo rappresenta una difficoltà, per i ragazzi nello spettro ciò può significare avere il proprio mondo completamente stravolto: la routine permette ai ragazzi di comprendere il mondo che li circonda, e per quanto possibile anticipare ciò che accadrà, riuscendo così a mantenere il controllo sul proprio ambiente. Come possiamo gestire questa problematica? Il consiglio in questo caso è quello di creare una nuova routine, il più possibile realistica, che includa le diverse attività ora parte della giornata dei ragazzi. Visto il cambiamento improvviso e non graduale, un aiuto in più può arrivare dai supporti visivi: se anche i ragazzi di solito non hanno necessità di usarli, in questa situazione particolare essi possono dare supporto e rendere più comprensibile il cambiamento. E allora possono essere utilizzate agende visive, con foto o semplicemente parole che si riferiscono alle diverse attività, in modo che sia sempre presente un riferimento. Per rendere la cosa più divertente e coinvolgente, si può pensare di creare questi strumenti insieme ai ragazzi (si può andare da cartelloni colorati con i più giovani, fino alle classiche agende e calendari per i più grandi).
  2. Un altro importante accorgimento è quello di variare le attività: in una situazione come questa, molti adolescenti, e quelli nello spettro non fanno eccezione, tendono a isolarsi ulteriormente con giochi online e social, dedicandosi praticamente solo a quelli per l’intera giornata: se all’inizio questo può sembrare un bene, perché gli consente di svolgere la loro attività preferita, a lungo andare i ragazzi tenderanno a saturarsi: l’attività diventerà noiosa, ed essendosi dedicati solo a quella non avranno alternative interessanti. Preparare una ampia varietà di giochi e attività consente di ovviare al problema, e di salvaguardare il carattere stimolante dell’attività preferita. Le attività da includere nella lista, e quindi anche nei programmi visivi, possono includere anche qualche lavoretto domestico, con lo scopo di mantenere il senso di appartenenza ed efficacia all’interno della famiglia.
  3. È molto importante creare uno spazio in casa in cui il ragazzo possa dare sfogo alla propria emotività/iperattività: l’ideale, naturalmente adattato alle esigenze di ogni famiglia e alle possibilità concrete date dall’ambiente domestico, è avere un angolo dedicato al ragazzo, con cuscini, coperte, in cui lui possa ritirarsi quando ne sente la necessità: materiali come i cuscini possono essere presi a pugni in caso di forte rabbia, incanalando in questo modo l’aggressività che diversamente potrebbe essere rivolta contro i famigliari o il ragazzo stesso. Possono essere presenti attività calmanti come la musica preferita, o al contrario possono essere posizionate qui le cuffie antirumore, se il ragazzo ne fa uso, in modo che sappia che in questo angolo potrà avere un certo sollievo dalla stimolazione sensoriale eccessiva.
  4. Se il ragazzo presenta delle stereotipie, cioè dei movimenti particolari delle mani, degli arti o del corpo, la raccomandazione è quella di non bloccarle in questo periodo: spesso esse rappresentano il tentativo della persona di auto regolarsi in situazioni emotivamente stressanti, e possono dunque essere una risorsa per il ragazzo. Naturalmente, il consiglio è valido per quelle circostanze in cui le stereotipie non siano pericolose per il ragazzo o per le persone intorno a lui, e non lo assorbano completamente impedendogli di dedicarsi a qualsiasi altra attività.
  5. Infine, così come per tutti i ragazzi, anche per quelli nello spettro autistico è importante incoraggiare il mantenimento delle relazioni attraverso internet: per esempio i rapporti con i compagni di classe, o la partecipazione alle lezioni online, danno la possibilità al ragazzo di tenere in allenamento, almeno in parte, quelle abilità sociali che spesso nell’autismo sono deficitarie, e che necessitano di una continua pratica per consentire al ragazzo di essere parte della scena sociale in modo attivo e consapevole.
  6. Un’ultima considerazione riguarda i genitori e il loro benessere psicologico: nonostante tutti questi accorgimenti, la situazione può diventare comunque pesante, e la sensazione può essere quella di non riuscire a gestirla, con conseguenti sentimenti di inefficacia, inadeguatezza eccetera. O ancora, il genitore, dopo essersi dedicato all’organizzazione della giornata dei figli, può avvertire il bisogno di ritagliarsi uno spazio personale, in cui prendersi cura di sé: in entrambi i casi, ricordate che è sempre possibile ottenere supporto psicologico online, e che numerosi professionisti offrono oggi questo tipo di servizio. La regola d’oro, rispetto a questo, è che se i genitori sono sereni e sentono di avere un ruolo attivo nella gestione della quotidianità, piuttosto che sentirsi spinti passivamente dagli eventi, il benessere dei figli e i rapporti famigliari ne trarranno beneficio.
Dott.ssa Roberta Bacchio - Psicologa, terapista specializzata nell’ambito dell’autismo, specializzanda in terapia cognitivo-comportamentale presso l’Istituto A.T. Beck.
Roberta Bacchio

Autore del contenuto

Psicologa, Psicoterapeuta iscritta all’Ordine degli Psicologi della regione Lazio dal 23/02/2015 n. 21589.

Possiede esperienza clinica in ambito adulto e dell’età evolutiva, e si occupa prevalentemente di disturbi dello Spettro autistico, rispetto ai procedimenti di diagnosi e psicoterapia sia per adulti sia per bambini e a percorsi di parent training per genitori e famiglie.

Tratta inoltre disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi sessuali, e ha conseguito il primo livello di formazione in EMDR.

La dott.ssa Bacchio tiene alcuni seminari a carattere divulgativo sul tema dell’autismo all’interno dell’Istituto A.T. Beck.

È possibile svolgere la terapia in lingua inglese.

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