Anoressia Nervosa in Adolescenza

Anoressia Nervosa in Adolescenza

Che cos’è l’Anoressia Nervosa?

L’anoressia nervosa è un disturbo alimentare caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per il peso corporeo, una paura intensa di ingrassare e un’alterata percezione del proprio corpo. Le persone affette da anoressia nervosa tendono a limitare drasticamente la quantità di cibo che assumono, causando un peso corporeo estremamente basso e problemi di salute correlati. Questo disturbo può portare a gravi complicazioni fisiche e psicologiche e richiede un intervento terapeutico specializzato per il recupero.

Caratteristiche e sintomi dell’Anoressia Nervosa

Si possono evidenziare diverse caratteristiche dell’anoressia nervosa tipiche dell’adolescenza:

  1. Perdita di peso eccessiva o rapida
  2. Paura di ingrassare nonostante il calo di peso
  3. Distorsione dell’immagine corporea
  4. Amenorrea (assenza di ciclo mestruale nelle ragazze)
  5. Isolamento sociale
  6. Irritabilità e cambiamenti d’umore
  7. Problemi di concentrazione e memoria
  8. Difficoltà a mantenere relazioni interpersonali
  9. Ossessione per il cibo, la dieta e l’esercizio fisico
  10. Comportamenti alimentari ritualizzati o eccessivamente controllati

Gli adolescenti con anoressia spesso hanno bisogno di un sostegno costante e amorevole da parte della famiglia per affrontare la malattia in modo efficace. I genitori, infatti, hanno un ruolo importante nel supportare l’adolescente durante il trattamento e nella fase di recupero. In particolare, è importante che i caregiver abbiano un atteggiamento flessibile nei confronti del cibo e che non lascino al/alla figlio/a eccessiva autonomia nella gestione dei pasti. Inoltre, durante i pasti è importante creare e mantenere un clima sereno, costituito da momenti di condivisione tra tutti i membri della famiglia, favorendo il dialogo. Un altro fattore che può avere un impatto significativo sullo sviluppo e il mantenimento del disturbo sono i social media: infatti, la pressione sociale, i messaggi distorti sull’alimentazione e la costante esposizione a corpi perfetti possono avere un impatto significativo sul comportamento alimentare degli adolescenti.

Diffusione dell’Anoressia Nervosa

Uno studio recente sulla diffusione dell’anoressia nervosa negli adolescenti ha evidenziato percentuali simili in entrambi i sessi, al contrario degli adulti in cui, invece, vi è una maggioranza femminile.

L’anoressia nervosa sembra essere più diffusa nei paesi post-industrializzati e ad alto reddito come negli Stati Uniti, in molti paesi europei, in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Sebbene la prevalenza dell’anoressia nervosa sia incerta nella maggior parte delle persone a basso e medio reddito, sembra essere in aumento in molti paesi del Sud del mondo, compresa l’Asia e il Medio Oriente.

Comorbidità dell’Anoressia Nervosa

Il disturbo bipolare, il disturbo depressivo e i disturbi d’ansia si verificano comunemente in concomitanza con l’anoressia nervosa. Molte persone con anoressia nervosa riferiscono la presenza di un disturbo d’ansia o di sintomi prima della comparsa del disturbo dell’alimentazione. Il disturbo ossessivo-compulsivo è descritto in alcune persone con anoressia nervosa, specialmente quelle con il tipo con restrizioni. Anche il disturbo da uso di alcol e altri disturbi da uso di sostanze possono essere in comorbilità con l’anoressia nervosa, specialmente tra le persone con abbuffate/condotte di eliminazione.

Diagnosi dell’Anoressia Nervosa

Per poter fare diagnosi di anoressia nervosa secondo il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali),  devono essere presenti i seguenti criteri:

  1. Restrizione nell’assunzione di calore in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso nel contesto di età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minimo previsto
  2. Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, anche se significativamente basso
  3. Alterazione del modo in cui viene vissuto dalla persona il peso o la forma del proprio corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima, oppure persistente mancanza di riconoscimento della gravità dell’attuale condizione di sottopeso

Inoltre, si possono differenziare due tipi di Anoressia Nervosa:

  • Tipo con restrizioni: negli ultimi 3 mesi la persona non ha presentato comportamenti di abbuffate o, al contrario, condotte di eliminazione (per esempio vomito autoindotto). La perdita di peso è perciò ottenuta attraverso una dieta, il digiuno o un’eccessiva attività fisica
  • Tipo con abbuffate/condotte di eliminazione: negli ultimi 3 mesi, la persona ha presentato spesso episodi di abbuffate, vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici o enteroclismi (clisteri)

Cause e fattori di rischio

I fattori di rischio per lo sviluppo dell’anoressia nervosa in adolescenza possono includere:

  • Fattori temperamentali: le persone che sviluppano disturbi d’ansia o mostrano tratti ossessivi nell’infanzia sono esposte a un maggior rischio di sviluppare l’anoressia nervosa
  • Fattori ambientali: la variabilità storica e cross-culturale nella prevalenza dell’anoressia nervosa supporta la sua associazione con culture e ambienti in cui la magrezza è considerata un valore. Anche professioni e occupazioni che incoraggiano la magrezza, come il lavoro di modella/o e l’atletica ai massimi livelli, sono associate a un maggiore rischio
  • Fattori genetici e fisiologici: è presente un maggiore rischio di anoressia nervosa tra parenti biologici di primo grado di persone con il disturbo. Una serie di anomalie cerebrali, molte delle quali suggeriscono un’elaborazione anormale della ricompensa, sono state descritte nell’anoressia nervosa utilizzando tecnologie di imaging funzionale

Trattamento dell’Anoressia Nervosa

La Terapia Cognitivo Comportamentale – Enhanced (CBT-E) è il trattamento di prima scelta per la cura dei Disturbi Alimentari, anche in età adolescenziale. E’ una terapia transdiagnostica e l’obiettivo è quello di insegnare a  liberarsi dalle preoccupazioni per il peso, la forma del corpo e il controllo dell’alimentazione, cambiando i meccanismi chiave che compongono il disturbo. Al termine della terapia la persona avrà imparato a distanziarsi dai vari meccanismi e dal nucleo psicopatologico del disturbo.

Le fasi della CBT-E includono:

  1. Valutazione iniziale: durante questa fase, il terapeuta raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica del paziente, sulle abitudini alimentari, sui pensieri e sulle emozioni legate all’alimentazione e sulle convinzioni distorte riguardo al peso e all’immagine corporea
  2. Obiettivi e pianificazione del trattamento: in questa fase, il terapeuta e il paziente collaborano per stabilire obiettivi realistici e individualizzati per il trattamento. Vengono definite inoltre le strategie e le tecniche che saranno utilizzate durante il percorso terapeutico
  3. Educazione e consapevolezza: il paziente viene educato sui meccanismi e sulle dinamiche dei disturbi alimentari, così come sui principi della CBT-E. Il focus è sull’aiutare il paziente a diventare consapevole dei propri pensieri distorsivi e delle emozioni che scatenano le disfunzioni alimentari
  4. Modifica dei comportamenti alimentari: questa fase si concentra nell’aiutare il paziente a modificare le abitudini alimentari disfunzionali attraverso l’introduzione di un piano alimentare regolare e bilanciato. Il terapeuta lavora con il paziente per identificare e affrontare i pensieri negativi legati all’alimentazione che possono ostacolare il progresso
  5. Modificazione dei pensieri e delle credenze disfunzionali: in questa fase, il terapeuta aiuta il paziente a identificare e a modificare i pensieri e le convinzioni distorte che sostengono il disturbo alimentare. Vengono utilizzate tecniche come la ristrutturazione cognitiva per sfidare e cambiare i pensieri irrazionali
  6. Prevenzione delle ricadute e consolidamento dei progressi: una volta che il paziente ha acquisito nuove abilità e ha apportato cambiamenti significativi nel comportamento alimentare e nei pensieri negativi, il terapeuta lavora con lui per consolidare i progressi e per prevenire eventuali ricadute. Vengono inoltre insegnate strategie di coping per gestire lo stress e le situazioni che possono scatenare una ricaduta

Queste fasi possono variare leggermente in base alle esigenze e alle specificità del paziente, ma rappresentano generalmente il percorso terapeutico tipico della CBT-E per i disturbi alimentari.

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