Mutismo selettivo

Mutismo selettivo

Che cos’è il Mutismo Selettivo?

Il mutismo selettivo è un quadro clinico complesso che rientra nella categoria dei disturbi d’ansia in età evolutiva. I bambini con mutismo selettivo mostrano una incapacità a parlare in determinate situazioni sociali in cui ci si aspetta che lo facciano, nonostante non presentino alcun tipo di difficoltà comunicativa.

Caratteristiche e sintomi del Mutismo Selettivo

Non tutti i bambini manifestano l’ansia con le stesse modalità, vediamo, tuttavia, alcune delle caratteristiche che più accomunano i bambini con mutismo selettivo.

  • Inibizione temperamentale: un aspetto che si esprime con la presenza di un’estrema timidezza soprattutto manifestata nelle situazioni nuove in cui è richiesta una prima familiarizzazione con l’ambiente. Spesso è associato ad ansia da separazione dalle figure di attaccamento
  • Ansia sociale: forte sensazione di disagio che si manifesta con il timore di essere presentato a persone sconosciute, di divenire oggetto di burla o critiche, di essere messo al centro dell’attenzione e/o si deve eseguire una prestazione
  • Desiderio di interazione sociale: la maggior parte dei bambini con mutismo selettivo cela una grande necessità di entrare in contatto con gli altri e di costruirsi delle amicizie. Questi bambini possiedono adeguate competenze sociali, ma necessitano di un maggiore supporto per attuarle
  • Lamentele somatiche: i bambini con mutismo selettivo, soffrendo d’ansia, sono facilmente soggetti a somatizzazioni quali mal di pancia, mal di testa, nausea, dispnea, faticabilità respiratoria, ecc.
  • Espressività e atteggiamento: i bambini con mutismo selettivo, come precedentemente accennato, assumono un volto inespressivo, una postura goffa, rigida e tendono a evitare il contatto visivo quando sperimentano una forte sensazione di ansia
  • Emotività: dal punto di vista emozionale il bambino con mutismo selettivo manifesta una vasta gamma di sentimenti disfunzionali, tipici di un comune quadro d’ansia. Tra questi: preoccupazione eccessiva, tristezza, scoramento, sfiducia nei confronti di se stesso, ecc.
  • Ritardo nello sviluppo: si è constatato che bambini affetti da mutismo selettivo sviluppano con maggiore probabilità ritardi nell’area motoria, comunicativa e nella sfera della socializzazione
  • Comportamento: i bambini con mutismo selettivo sono spesso inflessibili e testardi. Appaiono estremamente volubili, con sbalzi di umore che vanno da un atteggiamento prepotente e aggressivo a crisi di pianto e di profonda tristezza. Sul piano comportamentale, inoltre, ciò che più li caratterizza è la tendenza al ritiro, alla chiusura e all’evitamento di tutte quelle situazioni sociali che generano ansia. Questi bambini, inoltre, hanno un forte bisogno di controllo interno, ordine e struttura che li rende resistenti al cambiamento
  • Difficoltà comunicative e di socializzazione: per i bambini con mutismo selettivo l’incapacità di comunicare e di stabilire relazioni adeguate può manifestarsi con svariate modalità. Alcuni di essi sono totalmente incapaci di interloquire con chiunque si avvicini loro. Altri, invece, riescono a comunicare solo se si rivolgono a pochi eletti. Altri ancora appaiono estremamente rilassati e socializzano comunicando efficacemente con chi li circonda. Il nucleo del problema comunicativo è del tutto situazionale. Uno stesso bambino, infatti, può apparire tanto chiuso, ritirato, isolato in situazioni da lui stesso vissute come ansiogene (ad esempio a scuola), quanto chiacchierone, socievole e pieno di iniziativa in un ambiente per lui sicuro e prevedibile (ad esempio in famiglia).

Diffusione del Mutismo Selettivo

Essendo il mutismo selettivo un disturbo relativamente raro, non è stato incluso nelle categorie diagnostiche degli studi epidemiologici sulla prevalenza dei disturbi dell’età evolutiva. Utilizzando diversi campioni clinici o scolastici provenienti dagli Stati Uniti, Israele e Europa, la prevalenza può variare, oscillando tra lo 0,3% e l’1,9% a seconda del contesto e dell’età del campione considerato.

Il mutismo selettivo si manifesta maggiormente nei bambini piuttosto che negli adolescenti e negli adulti ed è più comune nelle ragazze rispetto ai ragazzi.

Vi è, inoltre, un maggior rischio di sviluppare il disturbo nei bambini che devono parlare in una lingua diversa da quella della madre, sebbene non vi siano variazioni della prevalenza legate all’etnia.

Comorbidità del Mutismo Selettivo

Il mutismo selettivo è spesso associato ad altri disturbi d’ansia, quali il disturbo d’ansia sociale, il disturbo d’ansia da separazione e la fobia specifica. In alcuni casi i bambini con mutismo selettivo possono presentare ritardi dello sviluppo, disturbi della comunicazione o ancora comportamenti oppositivi.

Diagnosi del Mutismo Selettivo

I criteri che permettono di formulare una diagnosi di Mutismo Selettivo sono:

  • Costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche in cui ci si aspetta che si parli (per es. a scuola), nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni
  • La condizione interferisce con i risultati scolastici e con la comunicazione sociale
  • La durata della condizione è di almeno 1 mese (non limitato al primo mese di scuola)
  • L’incapacità di parlare non è dovuta al fatto che non si conosce, o non si è a proprio agio con, il tipo di linguaggio richiesto dalla situazione sociale
  • La condizione non è meglio spiegata da un disturbo della comunicazione e non si manifesta esclusivamente durante il decorso di disturbi dello spettro dell’autismo, schizofrenia o altri disturbi psicotici

L’esordio del mutismo clinico avviene solitamente prima dei 5 anni di età, ma viene messo in luce più frequentemente all’inizio della scuola quando il bambino si trova ad affrontare un maggior numero di interazioni sociali e nuovi compiti come la lettura ad alta voce.

  1. Alterazioni del sonno
  2. L’ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, scolastico o in altre aree importanti
  3. La condizione non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o di un’altra condizione medica
  4. Il disturbo non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale

Cause e fattori di rischio

Fra i fattori di rischio per il mutismo selettivo possono giocare un ruolo importante l’affettività negativa, l’inibizione comportamentale o una storia genitoriale di timidezza, ansia sociale e isolamento sociale.

L’inibizione sociale del genitore può fungere, infatti, da modello per il bambino sia per il mutismo selettivo sia per la riluttanza verso situazioni sociali. I genitori dei bambini con mutismo selettivo possono essere descritti come iperprotettivi e controllanti.

È possibile che vi siano fattori genetici in comune fra il mutismo selettivo e il disturbo d’ansia sociale, a causa della significativa sovrapposizione fra i seguenti disturbi.

Ci sono, inoltre, evidenze circa un aumento delle anomalie nell’attività neurale efferente delle vie acustiche durante la vocalizzazione negli individui con mutismo selettivo. Questo potrebbe causare alterazioni nella percezione della propria voce, con conseguente resistenza a parlare.

Trattamento del Mutismo Selettivo

Il trattamento cognitivo-comportamentale del mutismo selettivo si propone di agire in modo multidimensionale, favorendo interventi con stimoli naturali d’interazione da applicare nel contesto familiare e scolastico: vicinanza fisica dell’insegnante, richieste contenute da presentare al bambino, modalità di lavoro cooperativo dove non è richiesta obbligatoriamente una comunicazione verbale, stimolazione delle interazioni con i compagni più sensibili, ecc.

Una delle priorità è quella di far sentire il bambino compreso e accolto nonostante il suo vissuto ansioso. Lo si inviterà gradualmente a introdursi in ambienti sociali dapprima ristretti e, dopo che avrà acquisito maggiore sicurezza, in contesti via via più estesi. Si introdurranno, infine, procedure di rinforzo positivo (premio in seguito a piccoli successi) e verbalizzazione delle proprie emozioni.

Vediamo ora alcuni degli obiettivi che la terapia si propone di raggiungere:

  • Ridurre la frequenza e l’intensità della risposta d’ansia
  • Ottenere una condizione di sufficiente tranquillità nel contesto sociale problematico per il bambino
  • Fornire strategie per stabilire e mantenere relazioni interpersonali
  • Stimolare l’espressione (non necessariamente in modo verbale) di pensieri, emozioni e bisogni
  • Elevare l’autostima e i sentimenti di sicurezza

Bibliografia e sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Di Pietro M., Salviato C. (2022). Il mutismo selettivo. Una guida pratica. Carocci Editore
  • Rezzonico G., Iacchia E., Monticelli M. (2022). Mutismo selettivo. Sviluppo, diagnosi e trattamento multisituazionale. Franco Angeli Editore
  • https://aimuse.it/cose-il-mutismo-selettivo/
  • https://www.abct.org/fact-sheets/selective-mutism/

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