Autismo e psicopatologia: disturbi dell’umore

Autismo e psicopatologia: disturbi dell’umore

Sebbene delle stime precise non siano ancora disponibili e i risultati mostrino un certo grado di variabilità, numerose ricerche hanno mostrato un’elevata incidenza dei disturbi dell’umore in soggetti con diagnosi di autismo, in particolare in coloro che presentano una sintomatologia più lieve, in assenza di disabilità cognitiva.

Un fattore da tenere in considerazione, inoltre, è che la presenza di disturbi dell’umore può contribuire a un peggioramento della sintomatologia autistica, in particolare rispetto ad attivazione motoria, disturbi del sonno, comportamenti di tipo ossessivo o aggressivi. Un ulteriore elemento associato ai disturbi dell’umore in individui con autismo è il microbiota intestinale, che influenza lo sviluppo cerebrale e il comportamento, attraverso i sistemi neuroendocrino, neuroimmune e nervoso autonomo.

L’anormalità del microbiota, comune nelle persone con autismo, è associata alla presenza di disturbi dell’umore, oltre che di altre condizioni, come il colon irritabile.

Autismo e depressione

La probabilità di sviluppare un disturbo depressivo è stata stimata negli individui con autismo quattro volte più elevata rispetto a quella di soggetti neurotipici, e un fattore associato sembrerebbe essere la presenza di un QI elevato. Si è visto, infatti, che nelle forme di autismo ad alto funzionamento una maggiore abilità cognitiva è associata ad una più elevata probabilità di sviluppare depressione e/o ansia.

Non si ha ancora un quadro completo delle motivazioni alla base di questo fenomeno, ma alcune delle ragioni ipotizzate includono una maggiore consapevolezza delle proprie difficoltà e lo stress accumulato in seguito ad esperienze sociali negative del passato. È stato rilevato, inoltre, che l’alessitimia (ovvero, la limitata o assente capacità di riconoscere e descrivere gli stati emotivi propri e degli altri), in relazione alle capacità di regolazione emotiva, svolge un ruolo di mediazione nell’associazione tra tratti dell’autismo e depressione e ansia.

La presenza di depressione in concomitanza con un Disturbo dello spettro autistico ha significative conseguenze sul funzionamento dell’individuo, che si manifestano in particolare in un’esacerbazione della sintomatologia autistica; una scarsa qualità della vita, con conseguente aggravamento delle responsabilità del care giver; comorbilità più elevate di tipo fisico (es. disturbi gastrointestinali, convulsioni), emotivo (es. ansia) e comportamentale (es. aggressività, difficoltà attentive); aumentato rischio di ideazione e tentativi suicidari.

Per quanto riguarda le modalità di manifestazione dei sintomi, i soggetti autistici possono mostrare una sintomatologia depressiva “canonica”, ma anche alcune variazioni della stessa: in particolare possono esserci cambiamenti nell’investimento negli interessi speciali o comportamenti ripetitivi, e una diminuzione nelle abilità di adattamento e comportamenti di cura di sé.

Autismo e disturbo bipolare

L’incidenza del disturbo bipolare nella popolazione autistica è stimata al 7%. Le caratteristiche sintomatologiche non sono ancora chiare, in parte perché si ritiene che abbiano una manifestazione atipica o mista rispetto a quanto avviene nella popolazione neurotipica, rendendo quindi più complessa l’identificazione del disturbo.

Alcuni di questi tratti atipici comprenderebbero forte irritabilità, sbalzi d’umore, distimia e aggressività, in contrapposizione a euforia e attivazione motoria, e spesso vengono erroneamente inseriti all’interno di un quadro psicotico o di un disturbo di personalità. Inoltre, gli episodi depressivi possono durare a lungo e non essere riconosciuti come tali. Infine, i giovani con autismo e disturbo bipolare, se confrontati con la popolazione neurotipica, sembrano riportare maggiori difficoltà nel funzionamento quotidiano, un’età d’esordio più precoce e un tratto di grandiosità marcato.

Nei casi in cui sia presente una grave disabilità cognitiva, inoltre, possono essere presenti agitazione, insonnia, vocalizzi e urli; in situazioni di questo genere un elemento di fondamentale importanza per una diagnosi corretta è la familiarità per i disturbi dell’umore.

Autore/i

Dott.ssa Roberta Bacchio

Dott.ssa Roberta Bacchio

Psicoterapeuta. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.

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Dott.ssa Morena Salvati

Dott.ssa Morena Salvati

Psicologa, psicoterapeuta in formazione. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico e dei disturbi del comportamento. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.

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