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Diagnosticare l’autismo

Ad oggi risulta sempre più importante identificare precocemente i sintomi dell’autismo, in modo da agire sui processi di sviluppo in fase di formazione. Le ricerche attuali supportano l’importanza della diagnosi precoce (intorno ai 18 mesi) ai fini di ottenere risultati migliori nell’intervento. Diversi studi riportano che gli interventi che hanno inizio prima dei 4 anni di età sono associati a miglioramenti nell’area cognitiva, del linguaggio, del comportamento adattivo, delle abilità di vita quotidiana e della comunicazione sociale. Tuttavia, attualmente la diagnosi di autismo viene effettuata ancora relativamente tardi (intorno ai 3-4 anni).

La diagnosi può essere posta, al momento attuale, solo in base alla presenza dei sintomi comportamentali, che sono stati definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, a qualunque età, se i sintomi sono stati presenti fin dall’infanzia, e, nei casi con un funzionamento migliore, può essere posta anche in età adulta.

Nel fare diagnosi di autismo, è importante realizzare una valutazione completa, che fornisca un quadro esaustivo delle condizioni del bambino. Le valutazioni che devono essere effettuate in questo senso sono:

  • Valutazione diagnostica: attraverso gli strumenti dell’ADOS-2 o della CARS2/CARS2-HF, è possibile valutare la presenza o meno dei sintomi necessari ad apporre la diagnosi
  • Valutazione funzionale: consente di conoscere i punti di forza e le difficoltà del bambino e di tarare l’intervento sulle sue necessità specifiche
  • Valutazione normativa: ha lo scopo di analizzare il livello intellettivo del bambino (QI), in base al confronto con i valori medi del gruppo dei pari

Considerata la variabilità delle caratteristiche dell’autismo e la somiglianza di alcune di queste con altre condizioni (ritardo nello sviluppo, ritardo nel linguaggio, disprassia, cioè una difficoltà o un ritardo nello sviluppo della coordinazione motoria, iperattività, depressione, ecc.) è necessario che la diagnosi venga effettuata da una équipe di persone con una specifica formazione ed esperienza (psicologi, neuropsichiatri, logopedisti, neuropsicomotricisti, insegnanti di ruolo e assistenti all’educazione).

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