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Mangi velocemente o lentamente? Ecco come influenza il tuo peso

velocità di mangiare
Velocità di mangiare e connessione col peso

Mangi velocemente o lentamente? Ecco come influenza il tuo peso

Probabilmente non ce ne rendiamo conto ma, dopo il primo boccone, spesso strappato al cibo con i morsi della fame, smettiamo di pensare a quello che stiamo mangiando e ci immergiamo in altre attività, siano esse guardare la televisione, controllare email, Facebook o Instagram sullo smartphone. Quello a cui non stiamo più facendo attenzione è l’atto del mangiare, che comunque va avanti come fosse un’azione meccanica al pari di respirare. Tra le molte cose che stanno sfuggendo alla nostra consapevolezza, oltre al gusto, alla consistenza e al profumo del cibo, vi è anche quanto velocemente lo stiamo masticando.

Dovremmo, invece, fare attenzione a questo, perché sembra che vi sia una correlazione tra velocità con cui mangiamo e obesità. Questi risultati sono particolarmente importanti in quanto sovrappeso e obesità possono aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, alcune forme di tumore e diabete. La Kyushu University (Giappone) ha realizzato uno studio longitudinale di sei anni utilizzando un largo campione di persone che si sono sottoposte a un check up della salute non direttamente legato all’obesità. Duranti questi controlli, ai soggetti è stata somministrata una intervista e raccolte alcune informazioni relative alla ricerca. Prima di tutto, la velocità con cui mangiavano e i dati forniti sono stati poi suddivisi in tre categorie: veloce, normale, lento. Inoltre è stato chiesto se fosse loro capitato almeno tre volte alla settimana di: saltare la colazione, cenare entro due ore prima di andare a dormire, fare uno spuntino dopo cena.

Dai dati riportati emerge che la maggior parte delle persone si considerava un mangiatore a velocità normale, mentre quasi il 37% usava divorare il proprio cibo; il restante 7% riportava infine di mangiare lentamente. Ebbene, i mangiatori lenti tendevano ad avere uno stile di vita più sano e anche essere più sani, mostrando una probabilità di non essere obesi del 42% rispetto ai mangiatori voraci; i mangiatori a velocità normale avevano questa probabilità al 29%.

I ricercatori hanno, inoltre, esaminato come i cambiamenti nella velocità con cui si mangia e le altre abitudini di vita hanno influenzato obesità e indice di massa corporea (in inglese Body Mass Index, BMI) nei sei anni di studio. Sono arrivati alla conclusione che la riduzione nella velocità con cui si mangia potrebbe portare a una conseguente riduzione di obesità e BMI e risultati simili si hanno smettendo di mangiare dopo cena o nelle due ore prima di andare a letto. L’abitudine di saltare la colazione, invece, non mostrava questa correlazione.

Mangiare troppo velocemente è risultato essere un fattore di rischio per il diabete, oltre a essere associato a insulinoresistenza e alterata intolleranza al glucosio e, come conferma questo studio e altri precedenti, un BMI maggiore. La ragione va probabilmente cercata nel fatto che mangiare velocemente ritarda il momento in cui ci si sente sazi: il senso di sazietà, infatti, non avviene in un momento preciso, non esiste un interruttore della sazietà ma è il risultato di un processo fisiologico che include ormoni, livelli ematici e pienezza dello stomaco. Può quindi succedere che, nonostante si sia già assunta un’adeguata quantità di calorie, il senso di sazietà non è stato ancora raggiunto e si tende a mangiare in eccesso.

Al contrario, mangiare lentamente accompagna verso il senso di sazietà, anche grazie al fatto che ci si prende il tempo di masticare, assaporare, sentire la consistenza dei diversi cibi e, dunque, si raggiunge più velocemente un senso di appagamento sensoriale. Mangiare con calma, pertanto, è vantaggioso sia per il piacere stesso di mangiare che per la propria salute, favorendo un rapporto più sano col cibo.

Riferimenti:

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