Fuoco amico: fratelli dai quali fuggire

Fuoco amico: fratelli dai quali fuggire

Abuso domestico

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Una delle situazioni familiari critiche più diffuse ma meno segnalate, è l’abuso (emotivo, sessuale) tra fratelli e le conseguenze che esso genera nell’età adulta sono analoghe a quelle indotte dalla violenza da genitori a figli. Si stima che fino all’80% dei giovani subisce qualche forma di abuso da parte dei fratelli e a volte i genitori minimizzano il problema, sottovalutandolo. La società stessa ha un atteggiamento negazionista verso tale fenomeno.

Origine e dinamica degli abusi

Più spesso l’abusante è un fratello più grande (ma può essere anche una sorella) e le ragazze hanno più probabilità di diventare vittime.

Gli aggressori sono di solito bambini che a loro volta hanno subito qualche forma di violenza e che sviluppano comportamenti aggressivi per non sentirsi vulnerabili.

L’abuso tra fratelli è un comportamento che crea un danno psicologico e/o fisico e che si ripete nel tempo andando a creare dei ruoli (vittima-carnefice). Alla base di questo fenomeno ritroviamo una difficoltà dei genitori ad utilizzare metodi disciplinari sani ed appropriati.

L’abuso può palesarsi anche attraverso condotte apparentemente giocose ma invadenti ed insistenti, come ad esempio manipolazioni, solletico. La violenza di tipo emotivo  include svalutazioni, minacce, intimidazioni, provocazioni, danneggiamento di beni del fratello molestato.  L’aggressore può ricorrere a strategie  manipolative, mentendo, corrompendo, facendo la vittima.

Più di un terzo dei reati sessuali contro i minori avviene per mano di altri minori. L’abuso sessuale può essere esercitato senza ricorrere alla forza, come nel caso in cui un fratello o sorella minore siano costretti ad osservare o compiere atti osceni.

La famiglia come modello disfunzionale

La famiglia all’interno della quale vi è un minore abusante, spesso presenta conflittualità, preoccupazioni economiche, disorganizzazione, può avere una struttura gerarchica in cui un adulto  ha potere sull’altro.

Purtroppo non è raro che nel momento in cui i genitori vengono a conoscenza dei maltrattamenti, non credano al figlio vittima, o addirittura appaiono non in grado di regolare le loro emozioni, quasi a indurre il minore abusato a farsi carico di tali stati d’animo, anziché difenderlo. Nei casi più gravi il genitore può arrivare ad incolpare la vittima.

Strategie tipiche che l’adulto mette in atto più o meno inconsapevolmente, sono la negazione e la minimizzazione per proteggere se stesso e l’abusante.

Conseguenze sulla vittima

I minori che subiscono violenza sviluppano una forte vergogna, unita a rabbia, paura, senso di colpa. Tipicamente avvertono sintomi di origine psicosomatica  (emicrania, problemi gastrointestinali, alimentari e relativi al sonno). Alcuni bambini vittime di abuso presentano disturbi nell’apprendimento, ritardi dello sviluppo, difficoltà nella socializzazione. Essere vittima espone inoltre al rischio di sviluppare tossicodipendenza, assumere condotte devianti, compiere atti di autolesionismo, più in generale manifestare i sintomi tipici del disturbo post-traumatico da stress.

Conclusioni

Le vittime di abusi da parte dei propri fratelli sono soggetti che vanno protetti; è fondamentale che le famiglie siano informate in merito a quelli che possono essere i possibili campanelli di allarme e acquisiscano strumenti utili per non aggravare il problema, ignorandolo o minimizzandolo.

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
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