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Accettazione e consapevolezza del momento presente in un’ottica transdiagnostica

accettazione del presente

Photo by David Clode in Unspalsh

Photo by David Clode in Unspalsh

La mindfulness comprende due dimensioni fondamentali: la consapevolezza del momento presente e l’accettazione non giudicante che rappresenta un atteggiamento aperto basato sull’accettazione radicale nei confronti di qualunque cosa insorga nella nostra, sia esso spiacevole o spiacevole (Bishop et al., 2004). Negli ultimi 30 anni, gli interventi basati sulla mindfulness sono stati sempre più utilizzati nel campo della salute mentale (Khoury et al., 2015) integrandola anche con teorie comportamentali che hanno dato vita, ad esempio, alla DBT della Linehan o l’ACT di Hayes. Nella DBT (Linehan, 2014), le abilità di accettazione vengono insegnate per aiutare le persone a tollerare in modo più efficace le esperienze negative, provando a non impegnarsi in comportamenti disregolati, mentre nel quadro ACT, l’accettazione è considerata l’opposto dell’evitamento esperienziale ed aiuta a permettere che i pensieri e le emozioni angoscianti possano andare e venire senza lottare contro di loro (Hayes et al., 2006).

Altri programmi pongono la pratica della mindfulness al centro del trattamento come la terapia MBCT di Teasdale e l’MBSR di Kabat-Zinn. Alcuni di questi interventi sono stati ideati per specifiche condizioni psichiatriche come la DBT per il disturbo borderline di personalità e l’MBCT, progettata per aiutare le persone con episodi depressivi ricorrenti. Altri programmi come l’MBSR, invece, non sono stati sviluppati per trattare una specifica condizione psichiatrica ma, piuttosto, per offrire un trattamento che possa essere applicato a popolazioni eterogenee affette da una vasta gamma di condizioni mentali e fisiche (Khoury et al., 2013).

La maggior parte degli interventi basati sulla mindfulness sono stati messi a punto per migliorare le due componenti precedentemente citate in quanto si ritiene che giochino un ruolo chiave nell’efficacia di questi trattamenti (Lindsay e Cruce, 2017). In un recente studio Kotsou et al. (2018) ha concluso che la non accettazione era il migliore predittore di psicopatologia rispetto ad altre variabili, tra cui la consapevolezza centrata sul presente e la regolazione delle emozioni. Inoltre la ricerca ha dimostrato un maggiore effetto positivo della consapevolezza e delle abilità di accettazione rispetto alle abilità attentive. Se questo è vero, allora possiamo meglio spiegare come mai i pazienti depressi, che sviluppano una serie di deficit attentivi, hanno notevoli problemi nel coltivare la consapevolezza del momento presente e l’accettazione radicale. Kohls et al. (2009), però, ha concluso che esiste una relazione negativa tra consapevolezza e depressione più forte rispetto alla variabile dell’accettazione mentre altri studi, invece, hanno riscontrato un’associazione inversa tra la consapevolezza e le condizioni psichiatriche, come nel disturbo borderline di personalità, nei disordini alimentari, nell’ abuso di sostanze (Elices et al., 2015).

Questi studi quindi identificano che deficit nelle capacità di stare nel momento presente in modo consapevole ed assumere un atteggiamento accettante giustificano alcune condizioni cliniche ma in modi differenti.

I sintomi depressivi sembrano influenzare i domini attenzionali e quindi intaccano la capacità di un individuo di stare nel momento presente e questo spiega come mai nell’MBCT si scoraggia l’allenamento della consapevolezza durante le fasi acute del disturbo mentre si rafforzano nelle fasi intermedie un episodio e l’altro. Tuttavia non è stata ancora studiata la relazione tra la consapevolezza centrata sul presente, l’accettazione ed i sintomi depressivi nelle popolazioni psichiatriche ed il fatto che i sintomi depressivi siano comunemente associati a disturbi mentali come abuso di sostanze, disturbi d’ansia e disturbo borderline di personalità solleva la questione se tali sintomi possano spiegare i deficit di consapevolezza, indipendentemente dalla specifica diagnosi clinica.

Lo studio di Elices et al., del 2019, esamina le differenze nelle dimensioni della consapevolezza e dell’accettazione dei disturbi psichiatrici ed esplora la relazione tra questi aspetti ed i sintomi depressivi. I risultati suggeriscono che i deficit della consapevolezza sono correlati ai sintomi depressivi piuttosto che alla specifica diagnosi psichiatrica. Al contrario la presenza di sintomi depressivi è significativamente associata a deficit dell’accettazione. Questo potrebbe indicare che il deterioramento delle capacità attenzionali può essere più strettamente legato alle alterazioni dell’umore che alle caratteristiche del disturbo specifico e ciò supporta il framework dell’MBCT, che suggerisce che le alterazioni dell’umore acute riducono la capacità di un individuo di essere nel momento presente e che questo aspetto della consapevolezza potrebbe essere dipendente dall’umore. Questi risultati suggeriscono che l’accettazione è un processo transdiagnostico centrale e che pazienti con diverse diagnosi possono beneficiare di interventi orientati all’accettazione.

Una migliore comprensione di queste relazioni potrebbe avere un impatto rilevante sull’uso degli interventi basati sulla mindfulness in specifiche popolazioni cliniche, aiutando così gli operatori a personalizzare meglio i trattamenti. Sembra che almeno alcuni disturbi psichiatrici potrebbero trarre beneficio dalla mindfulness per migliorare le capacità legate all’accettazione piuttosto che le abilità legate all’attenzione ma sarebbe interessante notare se esista una differenza tra le abilità dello stare nel momento presente e le abilità di accettazione.

 

  • Bishop, S.R., Lau, M., Shapiro, S., Carlson, L., Anderson, N.D., Carmody, J., (2004). Mindfulness : a proposed operational definition. Psychol. Sci. Pract. 11, 230–241.
  • Elices, M., Pascual, J.C., Portella, M.J., Feliu-Soler, A., Martín-Blanco, A., Carmona, C., Soler, J. (2016). Impact of mindfulness training on borderline personality disorder: a randomized trial. Mindfulness 7, 584–595.
  • Elicesa, M.., Tejedorc, R., Pascuala, J.C., Carmonaa, C., Sorianoa, J., Solera, J. (2019). Acceptance and present-moment awareness in psychiatric disorders: Is mindfulness mood dependent? Psychiatry Research Volume 273, March 2019, Pages 363-368.
  • Hayes, S.C., Luoma, J.B., Bond, F.W., Masuda, A., Lillis, J. (2006). Acceptance and commitment therapy: model, processes and outcomes. Res.Ther. 44 (1), 1–25.
  • Khoury, B., Lecomte, T., Fortin, G., Masse, M., Therien, P., Bouchard, V., et al. (2013). Mindfulness-based therapy: a comprehensive meta-analysis. Psychol. Rev. 33 (6), 763–771.
  • Khoury, B., Sharma, M., Rush, S.E., Fournier, C. (2015). Mindfulness-based stress reduction for healthy individuals: a meta-analysis. Psychosom. Res. 78, 519–528.
  • Kohls, N., Sauer, S., Walach, M.H., (2009). Facets of mindfulness – results of an online study investigating the Freiburg mindfulness inventory. Individ. Dif. 46, 224–230.
  • Kotsou, I., Leys, C., Fossion, P., (2018). Acceptance alone is a better predictor of psychopathology and well-being than emotional competence, emotion regulation and mindfulness. Affect. Disord. 226, 142–145.
  • Lindsay, E.K., Creswell, J.D. (2017). Mechanisms of mindfulness training: Monitor and Acceptance Theory (MAT). Psychol. Rev. 51, 48–59.
  • Linehan, M. (2014). Skills Training Manual. Guilford Publications, New York.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Virginia Valentino

Psicoterapeuta. Tratta disturbi d’ansia, depressione, disturbi sessuali e disturbi della personalità applicando la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e si occupa di neuropsicologia dell’adulto, occupandosi di valutazione e riabilitazione cognitiva in pazienti con malattie neurodegenerative.È autrice di lavori divulgativi di carattere scientifico su riviste nazionali ed internazionali su temi riguardanti la neuropsicologia e la psicologia clinica.


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