Al mare per amare sé stessi

Al mare per amare sé stessi

amare sé stessi

Photo by Sean Oulashin on Unsplash

Nuove prove dei benefici della natura per la salute mentale

L’impatto dell’aumento delle temperature sulla salute mentale

Le temperature inusualmente elevate che ci accompagnano, a varie latitudini, oramai dal mese di giugno – senza contare le preoccupazioni per il riscaldamento globale – stanno mettendo a dura prova sia la nostra resistenza fisica che la nostra pazienza, già notevolmente provate da un biennio non proprio facile. Tanto per fare un esempio, la capacità di ragionare, il problem solving e l’attenzione, funzioni cui sono adibite le aree del nostro cervello evoluzionisticamente più recenti e che, se ci pensiamo, sono fondamentali in primo luogo per svolgere il nostro lavoro, risentono dello stress termico. Ma non sono solo queste e le colture ad essere a rischio: secondo uno studio di quest’anno, la situazione sarebbe ben più grave al punto che, al sopraggiungere del caldo intenso, anche gli accessi ai servizi di emergenza psichiatrica stanno aumentando[1]. Ciò in linea con quanto tristemente rilevato appena quattro anni fa da altri ricercatori della Stanford University: all’aumentare di solo 1°C delle temperature medie mensili, infatti, in Messico e Stati Uniti cresceva pure il tasso di suicidi.

I benefici della natura per il benessere

E allora cosa possiamo fare, individualmente, per resistere e sentirci meglio? Non accendere l’aria condizionata “stile Polo Nord” in ufficio, secondo i recenti emendamenti… né impropriamente in auto, a meno che non si voglia incorrere in una multa[2]. Una soluzione ce l’abbiamo, a portata di mano e in tutto il Bel Paese: si chiama mare e, in generale, natura. L’idea che immergersi nel verde giovi al benessere, converrete, non è nuova: è stato, ad esempio, dimostrato che due ore sole trascorse, nell’arco di una settimana, in qualsivoglia spazio verde – se non vivete vicino a un bosco non disperate, anche il parco vicino casa andrà benissimo! – sono associate a maggiori salute e felicità. Non sorprenderà che alcuni medici delle isole Shetland, nel Regno Unito, accanto alle terapie standard, sono soliti distribuire alcune prescrizioni non convenzionali ai pazienti con una serie di malattie fisiche e mentali, indicazioni quali: “costruire tane nei boschi” o “apprezzare le forme delle nuvole”[3]. Questa pratica va sotto il nome di eco-terapia, include la partecipazione ad attività all’aperto come il giardinaggio e viene utilizzata anche nell’ambito del trattamento della depressione: in una prima fase di intervento può rappresentare, per esempio, una forma di riattivazione comportamentale.

Mare batte foresta: le ricerche

Andrete al mare quest’estate? Dalle ultime evidenze scientifiche emerge che, se essere immersi nel verde è un elisir per la salute, ancor di più lo è la vicinanza all’acqua. Wallace J. Nichols, biologo marino, è talmente convinto della bontà della teoria da avervi dedicato un saggio dall’inequivocabile titolo Mente Blu: la scienza sorprendente che mostra come stare vicino, sopra, dentro o sotto l’acqua possa renderti più felice, più sano, più connesso e migliore in ciò che fai[4], in cui ne illustra meticolosamente le ragioni, di ordine fisico e psicologico: per quanto riguarda queste ultime, l’effetto rilassante della vista del colore blu sul nostro cervello e il legame ancestrale che abbiamo con l’acqua. In effetti, passeggiate brevi ma frequenti vicino a fonti d’acqua – anche qui, spiagge, laghi, fiumi o fontane è indifferente – hanno dimostrato di essere in grado di condurre a un miglioramento del benessere e dell’umore, rispetto al camminare in un ambiente urbano o al riposo. Da un ampio e innovativo studio di una decina di anni fa[5], allora innovativo e che coinvolse più di ventimila persone, emerse che le aree marine e costiere erano, tra gli ambienti naturali, i luoghi considerati più felici. Non soltanto per la maggiore produzione di vitamina D dovuta all’esposizione al sole, al miglioramento della circolazione sanguigna grazie ai piedi in ammollo e all’alimentazione più light e sana, a base di pesce e ricca di iodio: secondo Mathew White dell’università di Exeter, nel Regno Unito[6], vivere in riva al mare può persino attenuare, per le classi meno abbienti, l’effetto negativo sul benessere di fattori quali l’occupazione professionale (o meglio, la disoccupazione). Inoltre, il peculiare cambiamento degli stimoli sonori e luminosi – chi non ha in mente, in questo momento, lo sciabordio delle onde o il riverbero dell’acqua colpita dal sole? – provoca in noi una grande fascinazione in grado di distogliere l’attenzione da pensieri più specifici, compresi quelli negativi correlati alla depressione.

Riferimenti sito-bibliografici

 

  • Burke, M., González, F., Baylis, P. et al. Higher temperatures increase suicide rates in the United States and Mexico. Nature Clim Change 8, 723–729 (2018). https://doi.org/10.1038/s41558-018-0222-x.
  • George MacKerron, Susana Mourato, Happiness is greater in natural environments, Global Environmental Change, Volume 23, Issue 5, 2013, Pages 992-1000, ISSN 0959-3780, https://doi.org/10.1016/j.gloenvcha.2013.03.010.
  • Nori-Sarma A, Sun S, Sun Y, et al. Association Between Ambient Heat and Risk of Emergency Department Visits for Mental Health Among US Adults, 2010 to 2019. JAMA Psychiatry. 2022;79(4):341–349. doi:10.1001/jamapsychiatry.2021.4369.
  • Cristina Vert, Mireia Gascon, Otavio Ranzani, Sandra Márquez, Margarita Triguero-Mas, Glòria Carrasco-Turigas, Lourdes Arjona, Sarah Koch, Maria Llopis, David Donaire-Gonzalez, Lewis R. Elliott, Mark Nieuwenhuijsen. Physical and mental health effects of repeated short walks in a blue space environment: A randomised crossover study. https://doi.org/10.1016/j.envres.2020.109812.
  • 18_nature_prescriptions_calendar_4sep.pdf.
  • White, M.P., Alcock, I., Grellier, J. et al. Spending at least 120 minutes a week in nature is associated with good health and wellbeing. Sci Rep 9, 7730 (2019). https://doi.org/10.1038/s41598-019-44097-3.

 

 

[1] Per ulteriori approfondimenti sulla relazione tra clima e salute mentale, clicca qui: https://www.istitutobeck.com/beck-news/correlazione-tra-climi-caldi-ed-aggressivita,https://www.istitutobeck.com/beck-news/meteoropatia, https://www.istitutobeck.com/beck-news/risposte-umane-e-cambiamento-climatico.

[2] Si fa riferimento all’art. 157 del Codice della Strada, secondo cui “è fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria del veicolo stesso”.

[3] Per un esempio di queste “prescrizioni verdi”: https://www.healthyshetland.com/site/assets/files/1178/730-1309-17-18_nature_prescriptions_calendar_4sep.pdf.

[4] Se vuoi saperne di più: https://www.wallacejnichols.org/126/585/bluemind.html.

[5] L’app che mappa il livello di felicità dei britannici e che ha permesso il reperimento dei dati a cui si fa riferimento è scaricabile qui: http://www.mappiness.org.uk/.

[6] White contribuisce, tra gli altri, al progetto BlueHealth realizzato da un consorzio di ricercatori europei che, negli ultimi anni, sta promuovendo iniziative che prendono in considerazione una serie di spazi blu.

Autore/i dell’articolo

Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).

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