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Alcolici in adolescenza? Tre volte più alto il rischio di cancro alla prostata:

Alcolici in adolescenza

Gli studi provano che il consumo di alcolici è associato a un rischio maggiore di sviluppare tumori in generale e una nuova ricerca (Michale & al., 2018) ha cercato di approfondire la sua associazione con il tumore alla prostata.

La prostata è una ghiandola maschile, della grandezza circa di una castagna, le cui funzioni includono la

produzione e la secrezione del liquido seminale. La tipologia di cancro più frequente nella popolazione maschile occidentale è proprio quella che interessa questa ghiandola e il livello di aggressività della malattia viene giudicato in base ad una biopsia: più le cellule prelevate appaiono alterate rispetto a normali cellule prostatiche, maggiore sarà il grado di classificazione del tumore (basso, medio, alto).
Lo sviluppo della prostata, dietro l’effetto degli ormoni, è maggiore e molto rapido durante la pubertà, età in cui potrebbe quindi essere soggetta agli agenti carcinogenici. Questi ricercatori hanno dunque voluto investigare se un certo consumo di alcool durante l’adolescenza possa caratterizzarsi come fattore di rischio.

La ricerca ha coinvolto 650 uomini (età compresa tra 49 e 89 anni, di diversa etnia, senza precedente diagnosi di cancro alla prostata) che si sono sottoposti a una biopsia della ghiandola prostatica. Ai partecipanti è stato anche somministrato un questionario per comprendere le abitudini al consumo di alcool durante l’intero periodo della loro vita: lo scopo era di analizzare le abitudini decade per decade per capirne il peso dal punto di vista del rischio e l’eventuale effetto cumulativo nel tempo.

I risultati hanno evidenziato che coloro i quali avevano consumato tra i 15 e i 19 anni di età almeno sette drink alla settimana avevano una probabilità 3,2 volte maggiore di avere una diagnosi di cancro di alto grado alla prostata.
Maggiore rischio di simile entità è stato trovato tra coloro che avevano assunto settimanalmente almeno 7 alcolici nelle decadi 20-29, 30-39 e 40-49, mentre un consumo abituale di alcool nel periodo della biopsia non era associato a tumore di alto grado.
Lo stesso rischio 3.2 volte maggiore è stato trovato anche negli uomini con un elevato consumo di alcool durante tutta la loro vita, confermando l’ipotesi dell’effetto cumulativo.

Questa ricerca, con le dovute limitazioni segnalate dai ricercatori, spiega quindi che il consumo di alcolici ha il suo peso negativo sullo sviluppo di cancro alla prostata sia nel corso dell’intera vita di un forte bevitore sia nei periodi di vita precedenti al momento in cui la diagnosi di cancro viene emessa.

Questi risultati vanno quindi a confermare le linee guida alimentari, sia per la popolazione generale che per evitare il cancro alla prostata, che raccomandano un moderato consumo di alcolici nella propria dieta.

Riferimenti:

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