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Ri-corde, musiche e ricordi dei malati di Alzheimer

Alzheimer

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che rappresenta da sola la metà di tutti i casi di demenza. Per renderci conto della sua prevalenza, riportiamo che in Italia le persone con varie forme di demenza sono oltre 1 milione e 200 mila, di cui 600 mila, appunto, affette da Alzheimer.

È una malattia subdola in quanto si manifesta nel lungo periodo: dall’età di rischio di esordio (55 anni) possono passare anche 20 o più anni perché si inizino a manifestare i sintomi conosciuti, come i disturbi della memoria, del comportamento e dell’orientamento. In questo intervallo di tempo, né il paziente né le persone intorno a lui si accorgono del lento progredire della malattia in quanto il cervello cerca di tamponare i danni, come un allenatore che sostituisce i giocatori contusi con quelli in panchina.

Ma la capacità del cervello di produrre nuove cellule e sinapsi è limitata, dunque è molto importante proteggere e coltivare la dote che ci viene data alla nascita. Qui entra in ballo uno stile di vita sano che includa attività fisica e attività cognitiva continua e quotidiana. Nei casi di concomitanza con altre patologie, è sempre importante il controllo della pressione arteriosa e della glicemia ed evitare che ci siano sorgenti di emboli continuative per i cardiopatici. Una dieta sana, che limita grassi saturi e alcolici, significa far arrivare al cervello sangue “di qualità”: ricordiamo che il cervello consuma una quantità enorme dell’energia prodotta dal nostro corpo. Inoltre, ogni trauma cranico grave seguito da perdita di coscienza o coma è una perdita di milioni di neuroni, una raccomandazione particolarmente importante per i giovani e per un uso consapevole del casco. Grazie allo stile di vita si può ridurre l’incidenza di demenza fino al 20% e ritardare l’età di esordio della malattia in modo significativo.

Per chi ha casi di Alzheimer o altre forme di demenza in famiglia, l’ereditarietà ci dovrebbe spingere a fare attenzione, come per qualsiasi altra patologia. In questo caso uno screening già a partire dall’età di rischio è fondamentale.

Carlo Casillo, musicista compositore, ha ideato un’opera molto particolare chiamata “Ri-corde”: 40 persone affette da Alzheimer hanno registrato la loro voce con uno smartphone mentre cantavano le loro canzoni preferite. Queste tracce sonore sono state poi accoppiate ad altrettanti riarrangiamenti strumentali realizzati da 21 musicisti. Le voci non sono state ritoccate e sono stati mantenuti anche errori e parole dimenticate, proprio perché l’opera potesse essere autentica. L’ascolto di queste canzoni è molto toccante e raffigura musicalmente il mondo e le memorie delle persone con questa forma di demenza.

Il progetto è stato presentato nella giornata mondiale dell’Alzheimer, il 21 settembre, a Vicenza, in occasione della rassegna “Vivere Sani, Vivere bene” organizzata da “Fondazione Zoé – Zambon Open Education” dal 14 al 21 ottobre con Alzheimer fest.

 

Riferimenti:

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