skip to Main Content

Quando l’amore diventa “DOC”: il confine tra amore e ossessione

amore e ossessione

Photo by Renee Fisher on Unspash

“Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio amore”.                                                                                        (William Shakespeare)

In questo articolo non parleremo di “amore ossessivo” o di “ossessioni amorose” come si potrebbe verificare tra amici per indicare quando l’amore diventa “ossessione”. Ma si parlerà di vere e proprie ossessioni a livello clinico, ovvero una sintomatologia che caratterizza i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo.

Molto spesso capita di avere dei dubbi sui sentimenti provati all’interno di una relazione e/o sul proprio partner; tuttavia, quando questi dubbi e le relative preoccupazioni diventano eccessive e provocano un evidente disagio personale e di coppia, invalidando di conseguenza i diversi ambiti di vita sociale, allora siamo con molta probabilità di fronte a un Disturbo Ossessivo Compulsivo da Relazione.

Il fatto di essere cresciuti con il mito dell’amore, del principe e della principessa e del “vissero felici e contenti” è solo uno dei condizionamenti del DOC, e sono proprio questi aspetti, tra gli altri, a generare nella persona il terrore di compiere la scelta sbagliata, non perfetta.

Fino a qualche anno fa era possibile ricavare qualche informazione sul DOC da relazione (ROCD) attraverso le testimonianze di persone interessate. Attualmente il ROCD è una peculiare forma di disturbo ossessivo compulsivo (APA, 2013), recentemente individuata e studiata da Doron e Derby, permettendo una comprensione più approfondita del disturbo.

Doron e collaboratori hanno individuato due differenti forme di ROCD (Doron et al., 2012a; 2012b; 2014):

  • La prima forma definita relationship-centered, centrata sulla relazione (Doron et al., 2012a), dove i dubbi e le preoccupazioni riguardano l’adeguatezza della relazione, i sentimenti provati per il partner e sentimenti provati dal partner: “la relazione è quella giusta?”, “amo davvero il mio partner?”, “il mio partner mi ama davvero?”
  • La seconda forma definita partner-focused, focalizzata sul partner (Doron et al., 2012b) dove, invece, i dubbi e le preoccupazioni si focalizzano su eventuali difetti del partner, che possono riguardare diversi aspetti, ad esempio il piano fisico, sociale, morale e cognitivo; “il mio partner è brillante?”, “mi piace davvero il mio partner?”

E’ chiaro che in entrambi casi le preoccupazioni e i dubbi sono vissuti in maniera egodistonica, e quindi non coerenti con il vissuto della persona che può trovare la relazione soddisfacente, pur non riuscendo a evitare tali pensieri. Di conseguenza queste intrusioni vengono percepite come inaccettabili, generando ansia, senso di colpa e vergogna. 

Fattori predisponenti e di mantenimento del disturbo ossessivo compulsivo da relazione (ROCD)

Negli ultimi anni il gruppo di ricerca israeliano Doron e Derby (2014) insieme a Melli (2018) hanno individuato i principali fattori che favoriscono l’insorgenza di tale disturbo, ma anche il suo mantenimento. Questi autori suggeriscono come l’essere esposti a rapporti estremamente conflittuali con i genitori, può favorire la creazione di credenze disadattive circa le relazioni, e quindi convinzioni fortemente distorte nell’ambito sentimentale. Gli elementi che favoriscono, invece, il mantenimento del disturbo riguardano le credenze relative agli esiti “catastrofici” nel trovarsi in una relazione sbagliata o “imperfetta”; credenze catastrofiche circa gli esiti della fine di un rapporto; e in particolare le credenze relative all’anticipazione del rimpianto “se dovessimo lasciarci e poi scoprissi che è la persona giusta non me lo perdonerei mai”. A tal proposito Doron e Derby suggeriscono la terapia cognitivo comportamentale per porre fine a questo circolo vizioso, aiutando la persona a sviluppare maggiore consapevolezza del disturbo e dei meccanismi in grado di alimentarlo (Doron e Derby, 2017)

 

Bibliografia

  • Doron G., Derby D., & Szepsenwol O. (2014). Relationship obsessive-compulsive disorder (ROCD): A conceptual framework. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 3, 169-180.
  • Doron, G. & Derdy, D. (2017) Assessment and treatment of relationship-related OCD symptoms (ROCD): A modular approach. In J. Abramowitz, D. McKay, & E. Storch (Eds.), The Wiley Handbook of obsessive compulsive disorders (pp 547-564). Hoboken, NJ: Wiley.
  • Doron, G., Talmor, D., Szepsenwol, O., & Derby, S. D. (2012). Relationship-centered obsessive compulsive symptoms, Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 18, 79-90.
  • Melli, G., Bulli, F., Doron, G. & Carraresi, C. (2018). Maladaptive belief in relationship obsessive compulsive disorder (ROCD): Replication and extension in a clinical sample. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 18, 47-53.

Autore/i dell’articolo

Roberta Borzì
Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Vanta esperienza clinica in ambito adulto, e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, problematiche sessuali, disturbi di personalità con la Schema Therapy, in cui è formata attraverso training specifici e supervisione con esperti del settore. Ha anche conseguito entrambi i livelli della formazione in EMDR. Socio AIAMC (Associazione Italiana di analisi e modificazione del comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva.) e membro ISST (International Society of Schema Therapy).
Back To Top
Send this to a friend