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Un profumato stato di quiete: la lavanda come ansiolitico da inalare.

Ansiolitico

Photo by Alfonso Navarro on Unsplash

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha dimostrato come l’inalazione del linalolo, sostanza contenuta nella lavanda, avrebbe un potere ansiolitico analogo a quello dei farmaci a base di benzodiazepine.

La lavanda, pianta erbacea aromatica nota per il suo stupendo colore tra l’azzurro ed il lilla, è dotata di numerose proprietà benefiche che ne permettono l’utilizzo ai fini curativi ed in ambito culinario e cosmetico.

Per quanto riguarda l’impiego della lavanda nel campo del benessere psichico, un gruppo di ricercatori giapponesi della Kagoshima University, ha osservato come la pianta sia dotata di una sostanza chiamata linalolo che, se inalata, sarebbe capace di indurre uno stato di rilassamento e calma.

In passato vari studiosi si erano imbattuti nell’approfondimento degli effetti che il linalolo può produrre sulla nostra psiche, i ricercatori della Kagoshima University hanno attentamente analizzato questi studi condotti sui topi, evidenziando per la prima volta, in maniera precisa ed accurata, il meccanismo d’azione del linalolo.

Una prima ipotesi postulava che il linalolo legasse con i recettori cerebrali delle benzodiazepine, tuttavia nel momento in cui ai topi veniva iniettata la sostanza, che entrava così nel circolo ematico, non si verificava alcun effetto distensivo ed anzi si presentavano disturbi del movimento analoghi a quelli indotti dall’alcol e dall’iniezione di benzodiazepine. Qual era dunque la via di somministrazione utile ad ottenere effetti distensivi?

Gli studiosi giapponesi hanno notato che i topi privati dei neuroni olfattivi non raggiungevano alcuno stato di quiete inalando il linalolo ed hanno quindi concluso che l’effetto benefico è ottenibile grazie a questi, i quali avrebbero il merito di attivare i recettori del GABA (il principale neurotrasmettitore inibitorio).

Il coautore dello studio Hideki Kashiwadani non esclude come l’uso del linalolo possa essere utilizzato a livello medico laddove il ricorso ad ansiolitici sia dannoso. L’impiego del linalolo in contesti clinici sarebbe particolarmente indicato infatti nei casi di preanestesia, o con soggetti fragili come i bambini e gli anziani. Si stima che nei soggetti geriatrici i disturbi d’ansia siano particolarmente diffusi e l’impiego delle benzodiazepine nel loro caso sia da sconsigliare in quanto potrebbe indurre effetti collaterali quali sedazione eccessiva, tossicità, diminuzione delle prestazioni cognitive e motorie, ipotensione e vertigini.

Riferimenti:

 

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