Un’app per identificare precocemente i sintomi dell’autismo

Un’app per identificare precocemente i sintomi dell’autismo

Un’app per identificare precocemente i sintomi dell’autismo

Photo by Torsten Dettlaff on Pexels

Sappiamo che i bambini con autismo prestano attenzione all’ambiente in modo diverso e non prestano molta attenzione alle persone (Geraldine Dawson).

Tra i sintomi più noti del disturbo dello spettro autistico vi è il contatto di sguardo atipico e non modulato: la persona con autismo può evitare di guardare l’interlocutore o guardare in maniera fissa chi è davanti a sé.

Date le numerose evidenze sull’argomento, i metodi di tracciamento oculare sono stati più volte impiegati nella ricerca sull’autismo, ma difficilmente vengono utilizzati come strumento di screening, a causa del fatto che richiedono attrezzature e competenze particolari.

Lo studio recente

Uno studio condotto recentemente (Chang et al. 2021) ha valutato l’utilizzo di un’app come strumento di screening per i sintomi precoci relativi ai disturbi dello spettro autistico. 

Per testare il dispositivo, i ricercatori hanno incluso 993 bambini di età compresa tra 16 e 38 mesi; l’età media era di 21 mesi, periodo in cui viene spesso identificata la presenza di un disturbo dello spettro autistico (ASD). A quaranta dei bambini è stata diagnosticato l’autismo utilizzando metodi diagnostici standard.

L’app utilizzata per lo studio ha impiegato la fotocamera frontale per registrare il comportamento del bambino durante la visione di brevi filmati progettati in maniera strategica, in modo tale da testare la direzione dello sguardo del bambino.

Risultati

I bambini che sono stati diagnosticati nello spettro dell’autismo hanno guardato in maniera più frequente gli oggetti presenti sullo schermo, rispetto ai bambini neurotipici, che al contrario hanno mostrato una predilezione verso volti umani.

In particolare, gli stimoli di natura sociale hanno attratto di meno i bambini nello spettro dell’autismo, che difficilmente coordinavano lo sguardo con i suoni del parlato.

Conclusioni

I risultati dello studio potrebbero avere il potenziale di aumentare lo sviluppo di strumenti di screening che siano pratici e utilizzabili in contesti naturali. Un maggiore accesso allo screening determina un passo essenziale verso l’erogazione di interventi sempre più precoci e tempestivi.

 

Riferimenti

  • Chang Z, Di Martino JM, Aiello R, Baker J, Carpenter K, Compton S, Davis N, Eichner B, Espinosa S, Flowers J, Franz L, Harris A, Howard J, Perochon S, Perrin EM, Krishnappa Babu PR, Spanos M, Sullivan C, Walter BK, Kollins SH, Dawson G, Sapiro G. Computational Methods to Measure Patterns of Gaze in Toddlers With Autism Spectrum Disorder. JAMA Pediatr. 2021 Apr 26:e210530. doi: 10.1001/jamapediatrics.2021.0530.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Salvati Morena
Psicologa, psicoterapeuta in formazione. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico e dei disturbi del comportamento. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.

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