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La bellezza che cura: l’arte come strumento terapeutico

Art Therapy

Photo by Jessica Ruscello on Unspalsh

Art therapy: cos’è e come funziona

L’art therapy può assumere diverse forme, ma in generale prevede la creazione di materiale artistico da parte dei pazienti (attraverso pittura, scultura, ballo ecc.), allo scopo di utilizzare la forma del linguaggio non verbale per dare più libero sfogo a istinti e impulsi, non sempre facilmente verbalizzabili. Questo tipo di terapia, solitamente affiancata ad una psicoterapia, può essere applicata a bambini, adulti, anziani e famiglie, ed è stata utilizzata nel trattamento di svariate patologie (oncologiche, croniche, psichiatriche ecc.), anche attraverso la creazione di gruppi dedicati.

Uno studio recente ha verificato l’efficacia dell’art therapy nei pazienti ospedalizzati: i risultati hanno mostrato un miglioramento dell’umore e una riduzione dell’ansia e del dolore in seguito alla partecipazione a sessioni di art therapy erogate al letto del paziente. I dati emersi non sembrano essere influenzati da età, sesso o diagnosi (Shella, 2017). Si è visto inoltre, nei pazienti anziani con lieve disturbo neurocognitivo, un significativo miglioramento delle funzione cognitive, in particolare rispetto a memoria, attenzione, abilità visuo-spaziali e funzioni esecutive. In questo caso, la terapia consisteva sia nella valutazione di lavori artistici sia nella creazione in prima persona di oggetti d’arte, seguita da una discussione che coinvolgeva diversi processi cognitivi, e che è probabilmente la principale responsabile del miglioramento delle diverse funzioni (Mahendran et al., 2018). Infine, sono state effettuate alcune ricerche specifiche sui risultati ottenuti dall’art therapy all’interno di un trattamento multidisciplinare dei Disturbi di Personalità, in particolare quelli di cluster B (Borderline, Antisociale, Istrionico, Narcisistico) e C (Evitante, Dipendente, Ossessivo-Compulsivo): i miglioramenti più evidenti sono stati rilevati nell’ambito della regolazione emotiva e dell’auto-espressività (Haeyen et al., 2018).

Anche nei bambini, l’art therapy sembra dare risultati positivi in numerosi ambiti: ad esempio, se ne è valutata l’efficacia nelle scuole elementari, ottenendo benefici rispetto a comportamento problematico in classe, disturbo oppositivo provocatorio, disturbo d’ansia da separazione, e concetto di sé. Inoltre, non sono stati riscontrati effetti negativi di alcun tipo in seguito alla somministrazione della terapia (McDonald & Drey, 2017).

Il progetto canadese

A Montreal, in Canada, si sta sperimentando una nuova forma di art therapy, volta a verificarne gli effetti benefici: a partire dal 1 novembre 2018, alcuni medici selezionati, membri dell’associazione medica Médecins francophones du Canada (MdFC), possono rilasciare fino ad un massimo di 50 prescrizioni che permettono ai pazienti e ad un numero limitato di parenti, amici e caregiver di visitare il Montreal Museum of Fine Arts (MMFA) gratuitamente. La notizia è apparsa sulla Montreal Gazette, che ha anche riportato un’intervista alla vice-presidente di MdFC, Hélène Boyer , la quale afferma che le visite al museo hanno mostrato un aumento dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore comunemente noto come “elemento chimico felice”, grazie alle sua azione i miglioramento dell’umore. La dottoressa Boyer, inoltre, riporta anche che i miglioramenti non riguardano solo i disturbi mentali, ma si verificano anche nei pazienti sottoposti a cure palliative per gravi patologie o condizioni, come cancro, diabete o malattie croniche. Ciò sembra avvenire perché i cambiamenti ormonali conseguenti ad una visita al museo sono simili a quelli conseguenti all’esercizio fisico, rendendo questa particolare forma di terapia molto utile per anziani e persone affette da malattie croniche e debilitanti.

Un punto sottolineato molto chiaramente nell’esposizione del progetto è che questa forma di art therapy ha lo scopo di arricchire, e non sostituire, le cure tradizionali.

L’iniziativa canadese, prima nel suo genere, si concluderà dopo un anno, e sarà seguita da programmi di follow up per valutare i benefici ottenuti e la loro durata .

Conclusioni

L’utilizzo dell’art therapy in affiancamento ad altre forme di intervento e psicoterapia è diffuso, ma il progetto canadese offre nuove prospettive in merito: l’arte può assumere valore terapeutico non soltanto attraverso la creazione di lavori artistici, ma anche attraverso la contemplazione delle opere, e ciò può essere contemplato all’interno di un programma di intervento offerto dalla medicina di base. Attraverso questo primo studio pioneristico, dunque, sarà possibile valutare più nello specifico i vantaggi dell’utilizzo dell’arte nelle terapie di malattie organiche e mentali, e eventualmente replicare il progetto in altri Paesi, procurando così ulteriori benefici ai pazienti coinvolti.

 

Riferimenti

  • Haeyen, S., Van Hooren, S., Van Der Veld, W.M., Hutschemaekers, G. (2018). Measuring the contribution of art therapy in multidisciplinary treatment of personality disorders: The construction of the Selfexpression and Emotion Regulation in Art Therapy Scale (SERATS). Personality and Mental Health, 12: 3–14
  • Mahendran, R., Gandhi, M., Moorakonda, R.J., Wong, J., Kanchi, M.M., Fam, J., Rawtaer, I., Kumar, A.P., Feng, L., Kua, E.H. (2018). Art therapy is associated with sustained improvement in cognitive function in the elderly with mild neurocognitive disorder: findings from a pilot randomized controlled trial for art therapy and music reminiscence activity versus usual care. Genetics in Medicine, 19, 615
  • McDonald, A. & Drey, N. (2017). Primary-school-based art therapy: a review of controlled studies. International Journal of Art Therapy: Inscape, doi: 10.1080/17454832.2017.1338741
  • Shella, T.A. (2017). Art Therapy Improves Mood, and Reduces Pain and Anxiety when Offered at Bedside during Acute Hospital Treatment. The Arts in Psychotherapy, 57, 59–64
  • https://www.smithsonianmag.com/smart-news/canadian-doctors-will-soon-be-able-prescribe-museum-visits-180970599/
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