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Oltre l’autismo: il ruolo dell’alessitimia nella manifestazione delle difficolta’ socio-emotive

Autismo

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

Alessitimia: di cosa stiamo parlando

Il termine alessitimia si riferisce ad una varietà di difficoltà nell’autoregolazione emotiva, e include cinque caratteristiche fondamentali:

– una riduzione o assenza della capacità di esperire le emozioni;

– una riduzione o assenza della capacità di verbalizzare le emozioni;

– una riduzione o assenza della capacità di fantasticare;

– un’assenza della tendenza a pensare alle proprie emozioni;

– una difficoltà nell’identificazione delle emozioni (Larsen et al., 2003).

Anche se nella definizione non viene generalmente inclusa la difficoltà nel monitorare le emozioni e i sentimenti delle altre persone, numerosi studi hanno dimostrato che i soggetti con elevati punteggi di alessitimia mostrano importanti problematiche nell’identificazione delle emozioni a partire dall’espressione facciale degli altri. È stato inoltre osservato che individui alessitimici manifestano una limitata capacità di empatizzare con gli stati emotivi di altre persone (Parker et al., 2001).

Un ultimo elemento, infine, è costituito dalla difficoltà nel differenziare tra emozioni e sensazioni somatiche: il soggetto alessitimico, data l’incapacità di identificare e descrivere i propri stati emotivi, tenderebbe a concentrarsi esclusivamente sulle sensazioni fisiche che accompagnano le emozioni, e questo comporterebbe un’amplificazione di tali sensazioni e un’interpretazione errata dei segnali corporei come sintomi di malattie organiche (teoria della somatizzazione) (Lundh & Simonsson-Sarnecki, 2001).

Alessitimia e autismo, quale relazione?

La presenza concomitante di alessitimia è alla base di diversi aspetti delle difficoltà socio-emotive che si riscontrano comunemente negli individui con Disturbi dello Spettro Autistico. Per esempio, alcuni studi hanno dimostrato che l’alessitimia è all’origine della difficoltà a guardare negli occhi e riconoscere le espressioni facciali e vocali delle emozioni (Bird & Cook, 2013). Un altro aspetto direttamente influenzato dalla presenza di alessitimia sembra essere quello del decision-making (presa di decisioni): la ridotta capacità di riconoscere il proprio stato interno comporta che i segnali emotivi non vengano percepiti, e dunque integrati, durante il processo di decision-making, e questo può portare a processi di scelta non esaustivi (Shah et al., 2016).

Lo studio

Una ricerca molto recente di Gaigg e collaboratori (2018) ha valutato l’ipotesi che l’alessitimia comporti una riduzione della consapevolezza di altrimenti intatti aspetti fisiologici delle esperienze emotive nei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD).

Lo studio ha incluso 13 adulti con ASD (1 donna e 12 uomini) e 13 adulti neurotipici (tutti uomini), simili tra loro per età, funzionamento cognitivo e presenza di alessitimia. Ai partecipanti è stato chiesto di mettere in ordine 70 immagini a seconda che li facessero sentire bene o male, e in base a quanto intensa fosse l’esperienza emotiva.

I risultati emersi suggeriscono che la presenza di alessitimia comporti una disfunzione della misura in cui l’arousal fisiologico modula l’esperienza emotiva soggettiva in soggetti con o senza diagnosi di ASD. Ciò consente di fare alcune considerazioni su come essere di supporto alle persone con ASD che manifestano alessitimia in comorbilità: l’alessitimia, infatti, tende ad avere un impatto negativo sull’efficacia dei trattamenti psicoterapeutici, e le persone con ASD cercano frequentemente aiuto per problematiche come ansia e depressione. Poiché sembra che l’alessitimia includa una difficoltà ad avere consapevolezza dell’arousal fisiologico connesso all’attivazione emotiva, se ne deduce che le terapie basate sulla mindfulness, promuovendo una maggiore consapevolezza dell’esperienza momento per momento di pensieri, emozioni e sensazioni corporee, potrebbero essere utili per liberare l’effettivo potenziale degli interventi psicoterapeutici con persone con ASD e alessitimia (Gaigg et al., 2018).

 

RIFERIMENTI

  • Bird, G., Cook, R. (2013). Mixed emotions: the contribution of alexithymia to the emotional symptoms of autism. Translational Psychiatry 3: 285
  • Gaigg, S.B., Cornell, A.S.F., Bird, G. (2018). The psychophysiological mechanisms of Alexithymia in Autism Spectrum Disorder. Autism, 22: 2, 1-15
  • Larsen, J.K., Brand, N., Bermond, B., Hijman, R. (2003). Cognitive and emotional characteristics of alexithymia. A review of neurobiological studies. Journal of Psychosomatic Research, 54: 533–541
  • Lundh, L.-G., Simonsson-Sarnecki, M. (2001). Alexithymia, Emotion, and Somatic Complaints. Journal of Personality, 69:3, 483-510
  • Parker, J.D.A., Graeme, J.T., Bagby, R.M. (2001). The relationship between emotional intelligence and alexithymia. Personality and Individual Differences, 30: 107-115
  • Shah, P., Catmur, C., Bird, G. (2016). Emotional decision-making in autism spectrum disorder: the roles of interoception and alexithymia. Molecular Autism. Brain, Cognition and Behavior, 7:43
  • https://www.istitutobeck.com/psicoterapia-bambini
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