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Empatia e sistematizzazione nell’autismo: “il cervello maschile estremo”

Autismo

Photo by Michal Parzuchowski on Unsplash

Empatia versus sistematizzazione

L’empatia è quella particolare capacità che permette all’essere umano di sintonizzarsi in maniera del tutto naturale e spontanea con pensieri e emozioni altrui. Il costrutto comprende vari fenomeni: dal provare sentimenti di preoccupazione nei confronti degli altri, al sentire emozioni che corrispondono a quelle che prova l’altro, comprendere o prevedere ciò che l’altro sta pensando o sentendo, o ciò che ha intenzione di fare (Decety e Jackson, 2004). L’empatia può essere suddivisa nella sua componente affettiva: esperienza di partecipazione/condivisione delle emozioni vissute dall’altro e componente cognitiva: capacità di comprendere il punto di vista dell’altro.

La sistematizzazione è la tendenza ad analizzare o costruire sistemi. Ciò che definisce un sistema è dato dal fatto che segue delle regole, e la sistematizzazione è il tentativo di identificare le regole che governano il sistema, al fine di prevederne il comportamento (Baron- Cohen, 2006). Alcuni dei principali tipi di sistemi riguardano ad esempio sistemi collezionabili, meccanici, numerici, astratti, naturali, sociali e motori. In tutti questi casi, colui che sistematizza estrae regolarità e struttura.

Come l’empatia permette di cogliere centinaia di emozioni umane così la sistematizzazione può gestire un numero enorme di sistemi, ma risulta inadeguata al fine di comprendere il mutare dei sentimenti.

La teoria e-s

La teoria dell’empatia-sistematizzazione (Baron Cohen, 2009) suggerisce che gli individui possano essere classificati sulla base di queste due dimensioni: l’empatia, sia nella sua componente cognitiva che affettiva, e la sistematizzazione, cioè la spinta all’analisi di un sistema basato su regole. Entrambe queste dimensioni sono normalmente distribuite nella popolazione generale, in considerazione dei fattori biologici (testosterone, e varianti genetiche) che spiegano una porzione della varianza.

La teoria E-S delinea 5 tipi di cervello:

  • Tipo E (E>S): soggetti che hanno abilità di empatia maggiori di quelle di sistematizzazione;
  • Tipo S (S>E): soggetti che hanno abilità di sistematizzazione maggiori rispetto a quelle di empatia;
  • Tipo B (S=E): soggetti che hanno capacità empatiche pari a quelle di sistematizzazione;
  • Tipo estremo E (E>>S): soggetti che hanno abilità di empatia sopra la media ma difficoltà a sistematizzare;
  • Tipo estremo S (S>>E): soggetti che hanno capacità di sistematizzazione superiori alla media ma che hanno difficoltà nel provare empatia.

Secondo la teoria di Baron- Cohen le donne hanno prevalentemente un cervello di tipo E, si mostrano più empatiche, più abili nel cogliere e rispondere allo stato emotivo degli altri, mentre gli uomini hanno un cervello di tipo S, più meccanici, matematici e interessati ai modelli. Sicuramente non tutti gli uomini possiedono un cervello tipicamente maschile, così come non tutte le donne ne possiedono uno tipicamente femminile: esistono donne che hanno una migliore capacità di sistematizzazione e sono eccellenti scienziati, ingegneri, architetti, avvocati, e uomini più empatici che si dimostrano ottimi psicologi, insegnanti, terapeuti, esperti in risorse umane. Raggiungere un equilibrio tra le due componenti è cosa rara: più si tende alla sistematizzazione, meno si empatizza, e viceversa. Questo tipo di assetto è scaturito soprattutto da cause biologiche più che culturali, e dimostra come ogni tipo di cervello contribuisca in vari modi a formare ciò che si intendiamo per intelligenza.

Il cervello maschile estremo

La teoria E-S è stata ampliata in quella del “cervello maschile estremo” (Extreme Mail Brain; Baron-Cohen, 2002), secondo la quale l’autismo e la sindrome di asperger possono essere considerati come una forma estrema del profilo maschile tipico, un’ipotesi avanzata per la prima volta dal pediatra Hans Asperger (Asperger, 1944). Baron-Cohen ha proposto come gli uomini e le donne con autismo siano entrambi abili sistematizzatori con minori capacità empatiche, e abilità di sistematizzazione intatte o superiori alla media.

Tra le ipotesi esplicative avanzate, la più attendibile è quella che considera l’azione degli ormoni androgeni: l’autore sostiene che l’autismo possa essere legato ad una sovraesposizione al testosterone nel grembo materno: si potrebbe avere a che fare con una produzione troppo elevata nel feto o con anomalie genetiche dei recettori.
La teoria del “cervello estremamente maschile” (“EMB”) ipotizza che l’autismo sia parte di un continuum relativo alle differenze di genere e che la sua causa possa essere a livello biologico una iper-mascolinizzazione.

Uno studio recente

Uno studio molto recente (Greenberg, Baron-Cohen et al., 2018) è stato condotto al fine di validare le teorie di E-S e di EMB su un campione ampio di popolazione.

La ricerca online ha coinvolto 671.606 persone, di cui 36.648 con autismo, a cui è stato chiesto di compilare dei test per ottenere delle misure di empatia (Empathy Quotient), di sistematizzazione (Systemizing Quotient), di autismo (Autism Quotient) e di percezione sensoriale (Sensory Perception Quotient).

I risultati confermano le attese: i maschi ottengono infatti punteggi più elevati nelle misure di sistematizzazione, le donne ottengono punteggi più elevati nelle misure di empatia. I soggetti con autismo ottengono punteggi di sistematizzazione più alti della media maschile, indipendentemente dal genere di appartenenza. Lo studio ha inoltre messo in luce come partecipanti occupati nei settori dell’ingegneria, della matematica, nella tecnologia e nella scienza, presentino punteggi simili a quelli dei partecipanti con autismo, con prevalenza di capacità di sistematizzazione. Le differenze delle medie osservate tra i sessi riflettono un’interazione fra fattori biologici e culturali.

Confermando la validità scientifica delle due teorie, la ricerca ha rilevato come fattori legati all’essere maschio o femmina possano incidere sullo sviluppo del cervello.

Sia uomini che donne con autismo mostrano uno spostamento verso il cervello di tipo mascolino, con più probabilità di presentare un assetto di Tipo S o Tipo estremo S. La teoria EMB risulta inoltre in linea con studi di imaging celebrale che evidenziano una mascolinizzazione nella struttura e funzione del cervello delle persone con autismo (Lai et al., 2013).

I risultati ottenuti aprono la strada ad una migliore comprensione futura dell’eziologia dell’autismo.

Riferimenti 

  • Baron-Cohen S (2009) Autism: The empathizing-systemizing (E-S) theory. Ann N Y Acad Sci 1156:68–80. 2
  • Baron-Cohen, S. (2006). The hyper-systemizing, assortative mating theory of autism. Progress in Neuropsychopharm. Biol. Psychiatry, 30, 865–872
  • Baron-Cohen S, Knickmeyer RC, Belmonte MK (2005) Sex differences in the brain: Implications for explaining autism. Science 310:819–823
  • Baron-Cohen, S. (2002). The extreme male brain theory of autism. Trends Cog. Sci., 6, 248–254
  • Beacher FD, et al. (2012) Autism attenuates sex differences in brain structure: A combined voxel-based morphometry and diffusion tensor imaging study. AJNR Am J Neuroradiol 33:83–89
  • Decety J.,Jackson P.L. (2004). The functional architecture of human empathy. Behavioral and Cognitive Neuroscience Reviw, 3,71-100
  • Lai M-C, et al.; MRC AIMS Consortium (2013) Biological sex affects the neurobiology of autism. Brain 136:2799–2815. 30
  • Golan, O., Baron-Cohen, S., Wheelwright, S., et al. (2006). Systemising empathy : teaching adults with Asperger Syndrome to recognise complex emotions using interactive multi-media. Psychopathology, 18, 589–615
  • Greenberg D.M., Warrier V., Allison C., Baron Cohen S. (2018) Testing the Empathizing–Systemizing theory of sex differences and the Extreme Male Brain theory of autism in half a million people. Proceedings of the National Academy of Sciences
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