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Autismo a colori: il fenomeno della sinestesia nel disturbo dello spettro autistico

Autismo a colori

Photo by Steve Johnson on Unsplash

“I mercoledì sono sempre blu, come il numero nove o il suono di voci rumorose che litigano … I martedì sono di un colore caldo mentre i giovedì sono sfocati” (trad. da “Born on a Blue Day”, di Daniel Tammet)

La sinestesia: vedere i suoni, assaporare le forme, annusare i colori

La sinestesia è un fenomeno percettivo che consiste nella sovrapposizione simultanea di più sensi. Accade cioè che la stimolazione di una modalità sensoriale (suoni, colori, odori) inneschi una percezione in uno o più sensi diversi (ad esempio la vista) in maniera automatica. Le persone con sinestesia hanno esperienze insolite del mondo: per esempio, le parole possono evocare gusti, sequenze come mesi e giorni possono essere visualizzate come paesaggi spaziali (sinestesia spazio-sequenza) e grafemi (cioè lettere e numeri) possono evocare colori (sinestesia grafema-colore). La forma più comune di sinestesia è quella grafema- colore, in cui avviene che a numeri e/o lettere venga associato un colore specifico, o che le parole assumano una tonalità peculiare, fenomeno che riguarda circa l’1 % della popolazione (Simner et al., 2006). Vi è ancora un dibattito aperto sui fattori implicati: alcuni sostengono la rilevanza della componente genetica, altri l’influenza di fattori ambientali (Baron-Cohen, 1996; Barnett et al., 2008). I meccanismi neurali alla base devono ancora essere chiariti, ma ad oggi ci sono prove del coinvolgimento delle aree della corteccia visiva, parietale e frontale (Rouw et al., 2011).

Autismo e Sinestesia: la relazione

Recenti ricerche hanno suggerito l’esistenza di una relazione significativa tra sinestesia e disturbi dello spettro autistico. Secondo i risultati dello studio di Baron-Cohen et al. (2013), infatti il fenomeno sinestetico si mostra più frequentemente in soggetti con autismo rispetto alla popolazione generale, con tassi di prevalenza pari al 18,9% nel gruppo sperimentale, a fronte di un 7,22% dei casi del gruppo di controllo. Sul piano comportamentale, sia i sinesteti che le persone con autismo si trovano a sperimentano esperienze sensoriali insolite, come un’aumentata percezione sensoriale di alcuni stimoli (Ward et al., 2017).

Ulteriore prova del legame tra le due, è data dagli studi di neuroimaging che mostrano come le persone con autismo presentino un’attività cerebrale simile a quella dei sinesteti, caratterizzata da un’alterazione della connettività neurale (McIntosh et al., 2008). Un’ipotesi che si sta facendo strada è quella della iper-connessione, secondo la quale il cervello dei soggetti appartenenti ai due gruppi di ricerca sarebbe anatomicamente e funzionalmente differente da quello tipico per la presenza di maggiori connessioni locali a corto raggio (Hubbard e Ramachandran, 2005). La presenza di intense connessioni neurali locali potrebbe dunque giocare un ruolo rilevante nella genesi dei sintomi dell’autismo e dei fenomeni sinestetici.

Quando la sinestesia si lega all’autismo: la sindrome di Savant

La particolarità della sindrome savant risiede nella coesistenza, nella stessa persona, di gravi deficit cognitivi legati alla presenza di talenti speciali, che superano il livello generale di funzionamento intellettuale o di sviluppo dell’individuo.  Alcune abilità savant possono essere connesse alla memoria, alla matematica, all’arte o alla musica. Queste abilità vengono chiamate “isole di genio” poiché coesistono nell’individuo, con deficit in altri settori. Ben il 37 % delle persone con autismo mostra di possedere abilità savant, mentre metà delle persone con abilità savant viene anche diagnosticata con disturbo dello spettro dell’autismo (Chia, 2012, Howlin et al., 2009).

Oltre ad essere legata alle condizioni dell’autismo, la sinrome del savant sembra anche essere collegata alla sinestesia (Baron-Cohen et al., 2007; Simner et al., 2009).

Recentemente, Hughes e coll. (2017) hanno indagato la connessione tra le tre condizioni: autismo, sinestesia e sindrome del Savant. I risultati dello studio mostrano come il fenomeno sinestetico si verifichi più frequentemente in soggetti con abilità savant, rispetto a soggetti con disturbo dello spettro dell’autismo che non possiedono abilità savant. Sembra dunque che la sindrome del savant possa essere considerata come condizione “ponte” per l’emergere del fenomeno sinestetico nell’autismo.

RIFERIMENTI:

  • Barnett, K. J. et al. Differences in early sensory-perceptual processing in synesthesia: A visual evoked potential study. NeuroImage 15, 605–613 (2008)
  • Baron-Cohen, S., Burt, L., Smith-Laittan, F., Harrison, J., and Bolton, P. (1996). Synaesthesia: prevalence and familiality. Perception 25, 1073–1079. doi: 10.1068/p251073
  • Baron-Cohen S., Bor D., Billington J., Asher J., Wheelwright S., Ashwin C. (2007). Savant memory in a man with colour form-number synaesthesia and asperger syndrome,  Consc. Stud. 14, 237–251
  • Baron-Cohen, S. et al. Is synaesthesia more common in autism? Molecular Autism 4, 40 (2013)
  • Chia, N. K. H. (2012). Autism enigma: the need to include savant and crypto-savant in the current definition, Acad. Res. 2, 234
  • Howlin, P., Goode, S., Hutton, J. and Rutter, M. (2009). Savant skills in autism: psychometric approaches and parental reports, Phil. R. Soc. Lond. B Biol. Sci. 364(1522), 1359– 1367
  • Hubbard, E. M. and Ramachandran, V. S. (2005). Neurocognitive mechanisms of synesthesia, Neuron 48, 509–520.
  • Huges, E. A.J.,Simner J., Baron Cohen, S.,Treffert, D.A., Ward, J. (2017). Is Synaesthesia More Prevalent in Autism Spectrum Conditions? Only Where There Is Prodigious Talent,  Multisensory Research,Volume 30, Issue 3-5, pages 391 – 408
  • McIntosh, A. M., Maniega, S. M., Lymer, G. K. S., McKirdy, J., Hall, J., Sussmann, J. E., Bastin, M. E., Clayden, J. D., Johnstone, E. C. and Lawrie, S. M. (2008). White matter tractography in bipolar disorder and schizophrenia, Biol. Psychiatry 64, 1088–1092
  • Rouw, R., Scholte, H. S. & Colizoli, O. Brain areas involved in synaesthesia: A review. Journal of Neuropsychology 5, 214–242 (2011)
  • Simner, J., Mayo, N. & Spiller, M.-J. A foundation for savantism? Visuo-spatial synaesthetes present with cognitive benefits. Cortex 45, 1246–1260, doi: 10.1016/j.cortex.2009.07.007 (2009)
  • Simner, J., Mulvenna, C., Sagiv, N., Tsakanikos, E., Witherby, S. A., Fraser, C. et al. (2006). Synaesthesia: the prevalence of atypical cross-modal experiences. Perception 35, 1024–1033. doi: 10.1068/p5469
  • Simner, J. et al. Synaesthesia: The prevalence of atypical cross-modal experiences. Perception 35, 1024–1033 (2006)
  • Ward, J. (2013), “Synesthesia”, in The Annual Review of Psychology, 64, pp. 49-75

 

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