Nella vita quotidiana: avere a che fare con il paranoide

Nella vita quotidiana: avere a che fare con il paranoide

avere a che fare con il paranoide

Photo by Michal Matlon on Unsplash

Almeno una volta nella vita ti ci sei imbattuto. A lavoro, in palestra, al supermercato, tra gli amici o, addirittura, in famiglia. Come riconoscerlo?

Un indizio ti viene fornito da come ti senti quando lo incontri: sfiducia e sospettosità permeano l’aria. La sensazione è quella di camminare sulle uova, ti senti sotto esame, con il fiato sul collo. Ti senti oppresso dalla sua diffidenza, vorresti sgomitare, liberarti una volta per tutte da quel groviglio di domande tendenziose in cui sei finito. Inizi ad essere elusivo. Speri di venirne fuori con la vaghezza, di evadere da quella claustrofobia relazionale. E invece no. Le tue risposte divengono oggetto di analisi, minuziosa ovviamente. A questo punto, la tua mente inizia a desiderare spiagge deserte in cui trascorrere gli anni che ti restano. Non ne puoi veramente più. L’irritazione che monta e…tac…ecco il tuo passo falso: ora anche tu risulti ai suoi occhi l’ennesimo che voleva fregarlo. E allora quell’incalzare controllante in stile 41 bis lascia spazio all’aggressività. Ora non ti senti più imbrigliato, asfissiato, ma hai paura. Rappresenti il drappo rosso di fronte a un toro che inizia a caricare. Reagire in modo pacifico e comprensivo in una situazione simile ha lo stesso coefficiente di difficoltà di un quadruplo salto mortale e mezzo rovesciato. Come la maggior parte degli esseri viventi su questo pianeta, reagisci rispondendo alla provocazione oppure allontanandoti. Ed ecco fatto, di nuovo l’aspettativa negativa del paranoide confermata.

  • Dall’esterno

Osservandolo più da lontano? Come detto, noteresti la sospettosità, la diffidenza e l’ostilità impregnare le sue relazioni, lo vedresti riluttante a confidarsi o a entrare in intimità con gli altri, guardingo a tal punto da apparire “freddo”, razionale, privo di sentimenti affettuosi. Non lo vedresti con molti amici intorno, ciò perché dubita fortemente della loro lealtà così come sospetta esageratamente della fedeltà del partner che, di conseguenza, controlla fortemente. Spesso rigido, critico, polemico, rabbioso, rancoroso e vendicativo. E per finire una pennellata di suscettibilità e permalosità. Ecco, il quadro è fatto.

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Riferimenti

  • Agnello, T., Fante, C., Pruneti, C. (2013). Paranoid personality disorder: new areas of research in diagnosis and treatment. Journal of Psychopathology, 19, 310-319.
  • American Psychiatric Association (2014). DSM-5: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina, Milano.
  • Benjamin, L. (1996). Interpersonal diagnosis and treatment of personality disorders. Second Edition. New York: Guilford.
  • Dimaggio, G., Montano, A., Popolo, R., Salvatore, G. (2013). Terapia metacognitiva interpersonale dei disturbi di personalità. Raffaello Cortina, Milano.
  • Dimaggio, G., Ottavi, P., Popolo, R., Salvatore, G. (2019). Corpo, immaginazione e cambiamento. Terapia metacognitiva interpersonale. Raffaello Cortina, Milano.
  • Dimaggio, G., Semerari, A. (2003). I disturbi di personalità. Modelli e trattamento. Editori Laterza, Bari-Roma.
  • Lobbestael, J., Arntz, A., Bernstein, D.P. (2010). Disentalgling the relationship between different types of childhood maltreatment and personality disorders. J Pers Disord, 24, 285-295.
  • Tyrka, A.R., Wyche, M.C., Kelly, M.M., et al. (2009). Childhood maltreatment and adult personality disorder symptoms: Influence of maltreatment type. Psychiatry Res, 165, 281-287.
  • https://www.istitutobeck.com/opuscoli/opuscolo-disturbi-di-personalita-e-trauma
  • https://www.istitutobeck.com/opuscoli/opuscolo-il-disturbo-paranoide-di-personalita

 

Autore/i dell’articolo

Dott. Gabriele De Gabrielis
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, psicoterapeuta TMI (Terapia Metacognitiva Interpersonale). Ha conseguito il I livello della formazione in EMDR. Ha svolto la sua attività in diversi contesti: strutture semiresidenziali, centri clinici, U.O.C. Tutela Salute Donna ed Età Evolutiva – ASL Roma 2, U.O.C. Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Da anni si dedica allo studio dei sistemi motivazionali nell’ottica cognitivo-evoluzionista contribuendo, attraverso diverse ricerche, allo sviluppo della Teoria Evoluzionistica della Motivazione (TEM). Attualmente collabora in qualità di psicologo e psicoterapeuta presso l’Istituto A.T. Beck di Roma.

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