Baby brain: quando memoria e concentrazione cambiano

Baby brain: quando memoria e concentrazione cambiano

Dimenticare un appuntamento, perdere il filo mentre si parla, fare più fatica a concentrarsi su un’attività abituale. Durante la gravidanza alcune donne avvertono cambiamenti nel proprio funzionamento cognitivo, spesso descritti con l’espressione baby brain. Per chi li sperimenta, questi episodi possono essere frustranti, soprattutto quando alimentano la sensazione di essere meno efficienti di prima.

Le difficoltà cognitive in gravidanza trovano riscontro anche nella ricerca

Una meta-analisi di 20 studi ha rilevato prestazioni mediamente inferiori nelle donne in gravidanza rispetto alle donne non incinte nella cognizione generale, nella memoria e nelle funzioni esecutive, cioè nelle capacità che permettono di organizzare e controllare il comportamento. Le differenze risultavano particolarmente evidenti nel terzo trimestre. Esiste dunque una base scientifica per prendere sul serio i cambiamenti riferiti dalle donne, pur considerando la variabilità individuale e l’incertezza sulle loro conseguenze nella vita quotidiana. Davies et al., 2018.

Questo dato va interpretato con precisione: una differenza media nei test non significa che ogni donna incontrerà le stesse difficoltà, né indica una perdita generale di intelligenza o competenza. Gravidanza e periodo successivo al parto, inoltre, sono fasi differenti, che non possono essere considerate automaticamente equivalenti.

Anche gli studi sul cervello documentano trasformazioni nella transizione alla maternità. Luders e colleghi hanno osservato, in un piccolo campione di 14 donne, aumenti della materia grigia tra i primi giorni dopo il parto e le successive quattro-sei settimane. Si tratta di un segnale di plasticità cerebrale, il cui significato per le capacità cognitive quotidiane richiede ulteriori approfondimenti. Le immagini del cervello, da sole, non misurano quanto una madre sia attenta, organizzata o capace. Luders et al., 2020

Il peso psicologico delle difficoltà merita altrettanta attenzione

Accorgersi di fare più fatica in attività prima semplici può mettere in discussione la fiducia nelle proprie risorse. Per una donna abituata a gestire scadenze e responsabilità, una dimenticanza può assumere un significato che va oltre l’episodio: “Posso ancora fidarmi di me?”, “Gli altri mi considereranno meno preparata?”, “Riuscirò a gestire tutto?”.

Questi esempi descrivono possibili vissuti, non conseguenze inevitabili del baby brain. Aiutano però a comprendere perché, sul piano psicologico, sia utile considerare sia la difficoltà sia l’interpretazione che la accompagna. “Oggi ho dimenticato una cosa” e “non sono più capace” sono pensieri molto diversi: il secondo trasforma un evento circoscritto in una valutazione globale di sé.

Il contesto quotidiano è parte di questa esperienza. Sonno disturbato, disagio fisico e ansia possono contribuire alle difficoltà cognitive durante la gravidanza e dopo il parto. Per comprenderle, occorre quindi considerare insieme i cambiamenti biologici, le condizioni di vita e le richieste che la donna sta affrontando. La revisione di Pownall e colleghi sottolinea proprio l’importanza di ampliare lo sguardo ai fattori psicologici e sociali. Pownall, Conner e Hutter, 2022.

In questo quadro trovano spazio anche gli stereotipi sulla maternità. Le battute sul “cervello da mamma” possono comunicare una rappresentazione svalutante della competenza femminile. Va tuttavia precisato che, nei due esperimenti di Pownall e colleghi, richiamare lo stereotipo del baby brain non ha peggiorato le prestazioni cognitive delle partecipanti. Questo risultato riguarda una specifica spiegazione del fenomeno: non smentisce le difficoltà cognitive rilevate da altre ricerche. Pownall, Conner e Hutter, 2021.

Sostenere una donna che riferisce queste difficoltà significa innanzitutto ascoltarne l’impatto concreto. Quanto la preoccupano? Interferiscono con il lavoro o con le attività quotidiane? Si accompagnano alla paura di essere giudicata? Una risposta utile può includere una maggiore condivisione delle responsabilità, occasioni di riposo e strumenti organizzativi semplici, senza pretendere che sia sempre lei a compensare ogni fatica.

Quando emerge un forte giudizio negativo su di sé, il sostegno psicologico può offrire uno spazio per esplorare le aspettative di efficienza e distinguere le difficoltà del momento dal proprio valore personale. Se i problemi di concentrazione si associano a tristezza persistente, ansia intensa, perdita di interesse o compromissione della quotidianità, è opportuno rivolgersi a un professionista: possono comparire anche nella depressione perinatale e meritano una valutazione, senza essere attribuiti automaticamente al baby brain. National Institute of Mental Health.

La ricerca offre quindi ragioni per riconoscere i cambiamenti cognitivi in gravidanza. Ascoltare come ciascuna donna li vive permette di comprenderne anche il peso emotivo e di offrire un sostegno adeguato, preservando la fiducia nelle sue capacità.

Riferimenti bibliografici

  • Davies, S. J., Lum, J. A. G., Skouteris, H., Byrne, L. K., & Hayden, M. J. (2018). Cognitive impairment during pregnancy: A meta-analysis. Medical Journal of Australia, 208(1), 35–40. https://doi.org/10.5694/mja17.00131
  • Luders, E., Kurth, F., Gingnell, M., Engman, J., Yong, E.-L., Poromaa, I. S., & Gaser, C. (2020). From baby brain to mommy brain: Widespread gray matter gain after giving birth. Cortex, 126, 334–342. https://doi.org/10.1016/j.cortex.2019.12.029
  • National Institute of Mental Health. (2023). Perinatal depression (NIH Publication No. 23-MH-8116). National Institutes of Health. https://www.nimh.nih.gov/health/publications/perinatal-depression
  • Pownall, M., Conner, M., & Hutter, R. R. C. (2021). The effects of activating a “baby brain” stereotype on pregnant women’s cognitive functioning. Journal of Applied Social Psychology, 51(8), 809–824. https://doi.org/10.1111/jasp.12802
  • Pownall, M., Conner, M., & Hutter, R. R. C. (2022). ‘Baby brain’ in pregnancy: A review of social psychological explanations and future research directions. Social and Personality Psychology Compass, 16(7), e12696. https://doi.org/10.1111/spc3.12696

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