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50 sfumature di BDSM: i fattori bio-psico-sociali che influenzano le nostre fantasie (e pratiche) sessuali

BDSM

Photo by Harshit Sharma on Unspalsh

Probabilmente tutti noi abbiamo letto o sentito almeno una volta questa strana sigla: BDSM. Magari abbiamo anche avuto modo di leggere o vedere “Cinquanta sfumature di grigio” e vari altri colori a seguire, ma la maggior parte di noi forse non sa di preciso di cosa si tratti, oppure per molti rappresenta una parola densa di mistero/paura/pregiudizio, anche perché storicamente indice di psicopatologia.

La sigla BDSM sta per Bondage and Discipline (schiavitù e disciplina); Dominance and Submission (dominanza e sottomissione); Sadism and Masochism (sadismo e masochismo). Consiste in un gioco di ruolo non solo sessuale, ma anche psicologico tra partecipanti consenzienti. I ruoli possono cambiare e possono essere coinvolte più parti, ma lo scambio di potere è la parte essenziale. Questo scambio si traduce in una vasta gamma di possibili giochi di ruolo, inclusi rituali specifici (far inginocchiare, usare un titolo per rivolgersi al partner), umiliazione, restrizione del movimento o deprivazione sensoriale. I ruoli adottati solo occasionalmente sono rigorosamente mantenuti, infatti nella maggior parte delle volte sono flessibili.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica in merito è abbastanza rifiorita sotto una nuova luce meno patologizzante e giudicante. A partire da ciò, un gruppo di ricerca belga ha messo a punto la prima revisione sistematica della letteratura su questo argomento con l’obiettivo di riunirla secondo una prospettiva biopsicosociale.

I ricercatori hanno applicato un approccio dimensionale all’interesse ed alle pratiche BDSM: ad una estremità gli interessi si traducono in fantasie inesplorate, all’altra in attuazioni intensive e continue di questi interessi in tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Alcuni dati emersi suggeriscono che la maggior parte della popolazione generale almeno una volta nella vita abbia avuto fantasie BDSM e che circa la metà le abbia messe in pratica (almeno una volta). Esiste poi un sottogruppo molto più piccolo che vive il BDSM nelle proprie vite h24. Infatti, il BDSM è visto da alcuni come una forma di svago, mentre altri lo definiscono come un stile di vita, un’identità o anche il proprio “orientamento”.

Sulla base della letteratura esistente, gli interessi sembrano derivare da una varietà di influenze biologiche, psicologiche e sociali nel corso della vita. Tutti i risultati sono ancora da considerarsi preliminari e saranno necessari numerosi ulteriori approfondimenti e ricerche più rigorose da un punto di vista metodologico.

Fattori biologici

Il sesso biologico sembra influenzare interessi e ruoli BDSM: gli uomini assumono più frequentemente ruoli dominanti e le donne mostrano un interesse significativamente maggiore verso fantasie sessuali di sottomissione e preferiscono uomini dominanti. Ad esempio, uomini sessualmente dominanti e donne sessualmente sottomesse si percepivano come più attraenti e avevano più figli biologici; ciò ha portato gli autori a concludere che il BDSM fosse una strategia di accoppiamento di successo.

Anche la costituzione dei circuiti cerebrali del dolore e della ricompensa potrebbe influenzare l’orientamento BDSM, sebbene si possa anche pensare che questi sistemi si modifichino nel tempo proprio come risultato delle attività BDSM stesse. Ad esempio, in uno studio è emerso che, rispetto ai soggetti di controllo, i partecipanti masochistici tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI) mostravano una riduzione della percezione del dolore durante la visualizzazione di immagini masochistiche.

Infine, anche l’età sembra avere un impatto sulla preferenza del ruolo: l’autoidentificazione dominante è associata all’età avanzata, mentre i praticanti più giovani mostrano maggior interesse per la sottomissione. Gli autori suggeriscono però che potrebbe non essere un fenomeno strettamente biologico e potrebbe potenzialmente essere spiegato, almeno in parte, da cambiamenti culturali nel corso degli anni.

Fattori psicologici

I dati di uno studio analizzato nella revisione riportano che i professionisti BDSM mostravano minore instabilità emotiva, erano più estroversi, più aperti a nuove esperienze, più coscienziosi e meno compiacenti. Inoltre, gli stili di attaccamento dei praticanti del BDSM mostravano minore sensibilità al rifiuto, maggiore fiducia nelle loro relazioni e minor bisogno di approvazione.

Da un altro studio è emersa una maggiore prevalenza del masochismo sessuale in soggetti con disturbo borderline di personalità, ma a causa delle dimensioni del campione molto limitate questi risultati dovrebbero essere replicati. Su questa linea, un’altra ricerca ha riscontrato livelli più alti di narcisismo tra i professionisti BDSM rispetto ai soggetti di controllo. Questi risultati preliminari, quindi, potrebbero suggerire un’associazione tra i tratti di personalità del cluster B e gli interessi BDSM, ma tutto ciò dovrebbe sicuramente essere approfondito in studi futuri.

Anche elevati livelli di ricerca di sensazioni forti e di impulsività possono indirizzare la spinta ad esplorare nuovi o più intensi lidi.

Una ulteriore ipotesi è che lo stile genitoriale sperimentato durante l’infanzia, così come il modello di coppia ricevuto dai propri genitori, possa orientare la propria visione sulle dinamiche relazionali, ma questo deve ancora essere studiato. Se uno dei genitori è stato la figura autorevole all’interno della coppia, potrebbe essere più probabile che il bambino sviluppi anche una disparità gerarchica nelle sue future dinamiche di coppia e sessuali.

Infine, sebbene alcuni risultati preliminari suggeriscano un’associazione tra traumi sessuali e interessi BDSM, la letteratura attuale non ha dimostrato alcuna una relazione causale.

Fattori culturali

Un ambiente liberale (ad esempio vivere in un’area urbana) sembra contribuire a uno stile di vita maggiormente a favore del BDSM. Su questa linea, anche i livelli di istruzione potrebbero orientare l’interesse relazionale o sessuale (infatti una percentuale molto alta di praticanti BDSM ha almeno una laurea). Inoltre, la misura in cui gli interessi e le tendenze BDSM si sviluppano nel tempo sono moderati, tra l’altro, dalle scelte dei partner (sessuali) e dalla possibilità di entrare in contatto con la comunità BDSM (ad esempio online o grazie alla vicinanza di un club dedicato).

I limiti di questa revisione riflettono quelli dell’attuale stato della letteratura scientifica: sebbene il numero di studi focalizzati su tutti gli aspetti del BDSM sia in crescita esponenziale, la maggior parte di questi sono solo descrittivi e pochissimi si concentrano sui processi sottostanti.

Un punto di forza di questo lavoro, pionieristico in questo ambito, di integrazione delle conoscenze biologiche, psicologiche e sociali sul BDSM consiste nel contribuire alla comprensione e alla destigmatizzazione di questa forma di espressione sessuale, oltre che mettere in discussione il suo posto nelle classificazioni psicopatologiche.

 

Riferimenti:

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Mariangela Ferrone - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, Psicoterapeuta TMI (terapia metacognitiva interpersonale) livello EXPERT. Per molti anni è stata Coordinatrice del Centro di Psichiatria Perinatale e Riproduttiva, del Servizio di Psicoterapia e Counseling Universitario presso la UOC di Psichiatria – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Attualmente è docente per l’insegnamento di “Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione” nel corso di laurea in Scienze Infermieristiche, sede Sant’Andrea presso la Facoltà di Medicina e Psicologia – Sapienza Università di Roma, nonché docente interno e supervisore clinico dell’Istituto A.T. Beck per le sedi di Roma e Caserta.Socio Aderente della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva).
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