Come si modifica la nostra percezione della “bellezza ideale”

Come si modifica la nostra percezione della “bellezza ideale”

bellezza ideale

Photo by Ava Sol on Unsplash

In molti paesi, l’attuale “ideale di bellezza” è rappresentato da un corpo femminile sottile e tonico, con le “curve al posto giusto”; questi precisi canoni estetici li ritroviamo rappresentati ovunque: nei film, nei programmi televisivi, sulle riviste e soprattutto nei contenuti dei più diffusi social media.

Ad oggi, proprio perché la bellezza ideale sembra così lineare e comunemente condivisa, ci risulta difficile immaginare che possa essersi modificata nel corso delle epoche che si sono susseguite; basta però tornare di poco indietro nel tempo per ritrovare un emblema di bellezza e sensualità come Marilyn Monroe negli anni ’50 e ’60, o osservare le opere di molti pittori del XVII secolo per comprendere quanto e come l’estetica si sia modificata e continui a modificarsi nel corso del tempo.

La body positivity

La body positivity, che celebra i corpi al di là dell’ideale di magrezza e cerca di ridefinire il concetto di “normalità”, ha guadagnato forza attraverso i social media negli ultimi dieci anni.

In due recenti studi online su popolazione femminile nordamericana, i ricercatori della Monash University of Australia hanno cercato di evidenziare quanto flessibile possa essere in realtà la nostra idea di bellezza e come la percezione corporea vari in conseguenza all’esposizione a corpi molto diversi fra loro.

In entrambi gli studi, ogni partecipante ha esaminato 90 diverse serie di immagini, ognuna delle quali variava in base alla proporzione dei corpi presentati; per ogni serie, le partecipanti sono state invitate a scegliere il corpo “ideale” che si avvicinava maggiormente al loro immaginario.

Ogni serie consisteva in una line-up di nove corpi femminili generati a computer. Sulla base di una ricerca precedente, il team di ricercatori aveva selezionato quattro tipologie di fisico che sono più spesso definiti da altre donne come il loro “ideale.” Si trattava di due tipi di corpo “leggermente sottopeso” (corrispondenti all’indice di massa corporea [BMI] 16,64-18,26) e due tipi di corpo “di peso normale” (corrispondenti al BMI 19,79-23,35). Ogni serie di immagini consisteva in questi quattro corpi “ideali”, più cinque aggiuntivi che erano variabilmente più grandi o più piccoli.

I risultati

I risultati hanno mostrato che il campione selezionava corpi più grandi come ideale quando gli altri corpi erano principalmente più grandi o, al contrario, selezionava corpi più piccoli quando gli altri corpi erano principalmente più piccoli.


È interessante notare che i fisici scelti tendevano a corrispondere alle dimensioni del corpo “normale” (per i corpi più grandi) e “leggermente sottopeso” (per quelli più piccoli).

Sulla base di questi risultati, possiamo concludere che il nostro “corpo ideale” è sorprendentemente malleabile, e dipende da chi stiamo guardando.

Tuttavia, per quanto il nostro immaginario risulti flessibile, la forma corporea “perfetta” resta sempre collocata nella zona centrale dello spettro del peso .

I risultati confermano inoltre il valore di aumentare la diversità corporea nelle immagini trasmesse dai media. Fornire visibilità e promuovere l’accettazione e il rispetto per tutti i corpi – comprese le diverse forme e dimensioni fisiche, etnie, età – può aiutare le persone a sviluppare ideali di bellezza più flessibili. I dati predicono che l’esposizione ad una diversità di forme corporee porterebbe molte donne a considerare “ideale” un corpo di “peso normale” piuttosto che “sottopeso” (secondo le classificazioni OMS).

Considerando che la costante lotta per ottenere un corpo sottopeso porta molte donne a sperimentare insoddisfazione e condotte alimentari disordinate, promuovere ideali di bellezza più flessibili potrebbe aiutare a sviluppare un’immagine corporea più positiva e sana.

 

Riferimenti

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cappelluccio Rosetta
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .

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