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La Bisessualità: la “Cenerentola” degli orientamenti sessuali

Bisessualità:

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

La Giornata mondiale della visibilità e dell’orgoglio bisessuale si celebra ogni anno il 23 settembre dal 1999, e ha lo scopo di combattere l’invisibilità e la stigmatizzazione delle persone bisessuali, sia all’esterno che all’interno della comunità LGBTQIA+.

La bisessualità è definita come: “La capacità di provare attrazione emotiva, romantica e/o fisica per più di un sesso o genere”. La letteratura scientifica dimostra che le persone bisessuali corrono un rischio maggiore di esiti negativi sulla salute mentale (es: uso di sostanze e problemi di salute sessuale) rispetto agli individui monosessuali (eterosessuali e gay / lesbiche). Sebbene esistano varie ragioni alla base di queste disparità, un fattore che contribuisce in modo significativo è lo stress correlato allo stigma e alla discriminazione.

Il gruppo che si autoidentifica come bisessuale è il più esteso all’interno della comunità LGBTQ ma la percentuale di ricerca sulla salute mentale LGBTQ incentrata sulle persone bisessuali è minoritaria. Le ricerche stimano che il 3,9% della popolazione adulta statunitense si autoidentifica come bisessuale (5,5% di donne, 2,0% di maschi) mentre il 17,4% delle donne e il 6,2% degli uomini riferiscono di aver avuto partner dello stesso sesso e del sesso opposto (comportamento bisessuale) nel corso della vita.

Le persone che esprimono attrazione o manifestano comportamenti bisessuali possono autoidentificarsi come tali, ma possono anche utilizzare etichette alternative (ad esempio, queer, pansessuale) o identificarsi come lesbiche, gay o eterosessuali.

I bisessuali sono soggetti a sperimentare l’omofobia o la bifobia sociale– un’avversione o un pregiudizio nei confronti delle persone bisessuali – in modo simile alla discriminazione vissuta dai loro coetanei lesbiche e gay, e sono soggetti al monosessismo – la convinzione che le persone siano solo eterosessuali, lesbiche o gay. Quest’ultimo può tradurre lo stigma nella “doppia discriminazione” dei bisessuali, sia all’interno della comunità eterosessuale, sia in quella lesbica e gay, ed arrivare ad assumere la forma del fenomeno della bi-cancellazione, in altri termini il rifiuto dell’esistenza della bisessualità, orientamento che viene negato e/o trattato come illegittimo.

Il modello del minority stress di I.H.Meyer aiuta a capire come i fattori di stress legati al genere, all’orientamento sessuale, all’etnia e all’ambiente influenzano la salute mentale delle persone LGBTQ, le quali risentiranno meno dello stigma quanto più riescono a costruire una visione integrata di sé e trovano un gruppo di appartenenza. Le persone bisessuali a causa dell’ostilità sociale percepita/vissuta spesso hanno difficoltà a trovare una comunità sicura e solidale (Feinstein, 2017) e, rispetto ai gay e alle lesbiche, ci sono maggiori probabilità che nascondano il proprio orientamento sessuale, il che si traduce in un aumento dello stress e dell’ansia.

Riferimenti

  • Feinstein, B. A., & Dyar, C. (2017). Bisexuality, minority stress, and health. Current sexual health reports, 9(1), 42–49
  • Ilan H. Meyer. “Prejudice, Social Stress, and Mental Health in Lesbian, Gay, and Bisexual Populations: Conceptual Issues and Research Evidence.” Psychol Bull. 2003 Sep; 129(5): 674–697.
  • Mental Health Facts for Bisexual Populations: https://www.psychiatry.org/psychiatrists/cultural-competency/education/mental-health-facts

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta. Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello. Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata.  
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