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Le bugie nel mondo dell’infanzia: tappa evolutiva indispensabile

Le bugie nel mondo dell’infanzia

Photo by Victoria_Borodinova/5399 on Pixabay

Nonostante da generazioni si tramanda l’antica storia de “Al lupo! Al lupo!” i bambini comunque continuano a dire le bugie. Ma perché? La risposta è semplice: perché fa parte del  loro bagaglio di crescita, ed è normale che le dicano, anche spesso. Mentire consente ai bambini di testare i confini tra fantasia e realtà, di proteggersi dalle conseguenze delle loro azioni e di capire meglio come pensano gli altri.

Molti genitori però hanno paura, se non addirittura il terrore, che i propri figli diventino dei bugiardi cronici. Al contrario, raramente per i bambini dire bugie è motivo di preoccupazione per i bambini.

Quindi, per prima cosa, è bene che i genitori sappiano che mentire è un comportamento assolutamente normale nei bambini e che, anzi, può essere considerato un fenomeno importante nell’avanzare del loro sviluppo sociale. I genitori inoltre devono imparare che i bambini mentono quasi sempre per un motivo. Identificare il motivo è più importante che stigmatizzare o punire la menzogna. Punire le bugie può persino incoraggiare i bambini a mentire di più, nella speranza che non vengano scoperti la prossima volta.

I bambini mentono per un’ampia varietà di ragioni, eccole brevemente in dettaglio:

  • Teoria della mente. La teoria della mente è la capacità di anticipare ciò che un’altra persona pensa o sente e permette di capire che le convinzioni e i sentimenti degli altri sono diversi dai propri. La teoria della mente di solito inizia a svilupparsi intorno ai 3 anni, un momento in cui anche le bugie dei bambini diventano più frequenti.
  • Morale. I bambini iniziano a mentire di più man mano che il loro senso di ciò che è giusto o sbagliato si sviluppa. Questo perché sono in grado di anticipare meglio quali comportamenti potrebbero metterli nei guai o dispiacere gli altri.
  • Sfuggire alla punizione. I bambini che temono la punizione possono mentire per evitarla.
  • Sperimentazione e creatività. Man mano che i bambini acquisiscono la capacità di mentire, possono mentire per mettere alla prova la loro nuova abilità.
  • Autostima. I bambini possono mentire ai coetanei per ottenere il loro rispetto e affetto; oppure possono mentire ai genitori come estrema richiesta di attenzione e amore.
  • Scherzi della memoria. A volte ciò che i genitori pensano sia una bugia è in realtà dovuto al fatto che il bambino ricorda qualcosa in modo errato.

Tuttavia è possibile che l’utilizzo delle bugie non sia un riflesso della tappa di sviluppo in corso ma la manifestazione di un problema psicologico in atto che merita tutta l’attenzione del caso. Per esempio:

  • Trauma e abuso. I bambini maltrattati o traumatizzati possono mentire per nascondere l’abuso, mentire sulle loro esperienze o temere di dire la verità
  • Disturbi dell’umore. I bambini con diagnosi legate all’ansia o alla depressione possono mentire perché sono preoccupati per le conseguenze del dire la verità
  • Bassa autostima. Alcuni bambini mentono perché si preoccupano del giudizio delle persone che li circondano
  • Disturbi del comportamento. Le bugie in assenza di secondario pentimento sono spesso presenti in questo tipo di categoria diagnostica

La bugia, che sia definita come patologica o come compulsiva, di per sé non costituisce una psicopatologia. La loro esistenza rimane oggetto di dibattito e di controversie tra gli specialisti in materia di infanzia: alcuni sostengono che non esistono categorie specifiche di bugie, altri affermano invece che questi comportamenti sorgono come uno dei possibili sintomi di una categoria diagnostica precisa o come conseguenza di specifiche situazioni come reiterate paure o contesti traumatici.

Gli specialisti che fanno una netta distinzione tra menzogna patologica e compulsiva ritengono che la differenza risieda negli intenti. I bugiardi patologici possono mentire senza una ragione chiara, apparentemente senza una pianificazione o motivo. Ad esempio, un bambino potrebbe affermare che qualcosa è accaduto quando chiaramente non è successo, anche quando non c’è motivo. I bugiardi compulsivi invece, hanno ben chiaro il progetto all’interno del quale la bugia è un mezzo per raggiungere il proprio fine. Possono quindi usare la menzogna per ottenere le cose che vogliono o di cui hanno bisogno o per sfuggire alla punizione. Questo tipo di menzogna è molto più comune tra i bambini ed è tipico dello sviluppo a molte età. Ad esempio, un bambino potrebbe dire di non aver mangiato una fetta di torta, anche se la sua bocca è ancora sporca di cioccolato! Oppure potrebbero raccontare una storia su un regalo che non hanno mai ricevuto perché vorrebbero che qualcuno glielo avesse fatto.

In conclusione, è importante che i genitori facciano spazio “sotto il tetto” alla bugia, cercando di comprendere quando e perché viene usata piuttosto che dichiarare  a priori una guerra che può rivelarsi inutile e dispendiosa.

 

 Riferimenti

(tratto e tradotto da: https://www.goodtherapy.org/blog/why-do-children-lie-normal-compulsive-pathological-lying-in-kids-0107197)

Autore/i dell’articolo

Roberta Rubbino
Psicologa-Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnostica, Responsabile Area Età Evolutiva "Beck for Kids" e docente dell'Istituto A.T.Beck .Si occupa prevalentemente di clinica relativa all’infanzia e all’ adolescenza. Per anni ha lavorato nell'ambito della neuropsicologia dell'età adulta e dell'età evolutiva in strutture ospedialiere in Italia e all'estero sia ai fini clinici che di ricerca. In Istituto si occupa anche della organizzazione e realizzazione dei gruppi di Mindfulness per pazienti oncologici (MBCT-CA). La dott.ssa Rubbino è full member della Società Internazionale di Schema Therapy (SIST) e membro fondatore della Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED). Di recente insieme alla dott.ssa Montano ha curato l'edizione italiana del protocollo di Mindfulness per bambini ansioni (MBCT-C).
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