Cambiamenti di stile di vita e abitudini alimentari durante il lockdown da covid-19

Cambiamenti di stile di vita e abitudini alimentari durante il lockdown da covid-19. Quest'importante tema è affrontato qua.

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Il 12 dicembre 2019 il SARS-Cov2, un nuovo coronavirus viene identificato in Cina, precisamente a Wuhan, e si diffonde scatenando quella che è tristemente nota come la pandemia da COVID-19. Malattia che colpisce l’uomo causando una sindrome respiratoria acuta.

La pandemia da COVID-19 ha cambiato radicalmente la nostra vita, in molteplici modi, e la complessità di questo inaspettato fenomeno, di cui è stata protagonista l’umanità intera, richiederà studi approfonditi e continuo monitoraggio necessari ad analizzarne effetti e conseguenze a lungo termine.

Ciò che è certo è che gli effetti a breve termine si sono potuti osservare già durante il lockdown. In questo frangente il nostro stile di vita ha subito numerosi cambiamenti per effetto del distanziamento sociale e della condizione di isolamento a casa.

Ma qual è stato l’impatto del lockdown sullo stile di vita e le abitudini alimentari degli italiani?

Ecco cosa dice in proposito un’indagine condotta in Italia, dal 5 al 24 aprile 2020, dopo 7 settimane di lockdown, che ha coinvolto 3533 persone di età compresa tra i 12 e gli 86 anni.

Indubbiamente il lockdown ha avuto l’effetto positivo di appiattire la curva epidemica. Tuttavia, la paura della malattia e della morte, così come le restrizioni della libertà individuale, hanno peggiorato il carico di stress e prodotto alterazioni nei comportamenti abituali. Di conseguenza, lo stile di vita e le abitudini alimentari durante il periodo pandemico sono cambiate nel 37,3% degli italiani intervistati, ma solo il 16,7% ha dichiarato di aver migliorato i propri comportamenti.

Per quel che riguarda le abitudini di fumo: il 3,3% dei fumatori ha deciso di smettere di fumare; il numero di coloro che fumavano più di 10 sigarette al giorno è diminuito dello 0,5 %. Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dalla paura indotta nei fumatori dall’aumento del rischio di difficoltà respiratorie e mortalità da COVID-19.

Si è registrato un leggero aumento dei livelli di attività fisica nel 38,3% di coloro che già la praticavano per mantenere stabile il proprio peso corporeo.

La percezione del senso di fame e sazietà è cambiata per più della metà dei soggetti intervistati. Il 17,8% ha dichiarato di avere meno appetito, mentre il 34,4% ha percepito un aumento dell’appetito.

L’indagine ha esplorato la percezione dei cambiamenti del peso corporeo: il 37,4% ha mantenuto un peso stabile, il 13,9% ha perso peso, il 40,3% ha registrato un leggero aumento di peso e l’8,3% ha guadagnato molto peso.

È stata registrata una maggiore aderenza alla dieta mediterranea nelle persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni, rispetto ai più giovani e agli anziani; inoltre il 15% degli intervistati si è rivolto ad agricoltori o a gruppi di acquisto di frutta e verdura biologiche, il cui consumo non è diminuito nonostante le enormi difficoltà della filiera agricola. Questo dato è molto interessante alla luce del fatto che l’aderenza alla dieta mediterranea potrebbe rappresentare uno dei migliori modelli alimentari di terapia coadiuvante del COVID-19.

Infine, popolo di santi, poeti e navigatori ma anche di “panificatori”, durante il lockdown infatti gli italiani hanno avuto più voglia di cucinare, e il consumo di dolci fatti in casa, pane e pizza è aumentato, e drasticamente diminuito il consumo di snack salati, carne lavorata, bevande gassate e zuccherate.

Riferimenti:

  • Di Renzo L., Gualtieri P., Pivari F., Soldati L., Attinà A., Cinelli G., Leggeri C., Caparello G., Barrea L., Scerbo F., Esposito E, and De Lorenzo A. (2020). Eating habits and lifestyle changes during COVID-19 lockdown: an Italian survey. J Transl Med.; 18: 229.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Daria D’Alia
Psicologa - Psicoterapeuta Docente Istituo A.T. Beck di Roma e Caserta. Ha lavorato per 15 anni nei Servizi Psichiatrici del Lazio. Specializzata nei Disturbi dell’Alimentazione e nelle terapie Mindfulness-Based. Conduce gruppi di Mindful Eating e DBT (Dialectical behavior therapy).  
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