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MI AFFIDO A FIDO? Uno studio sperimentale valuta l’efficacia della presenza dei cani negli interventi di emergenza dopo eventi traumatici

Cani negli interventi di emergenza

“E l’uomo incontrò il cane” (Konrad Lorenz)

La relazione dell’uomo con il cane è un’alleanza che ha origini molto antiche: il cane accompagnava l’Homo Sapiens nella caccia e lo aiutava nella difesa dell’accampamento.

Il ruolo del nostro fedele amico a quattro zampe ha attraversato nel corso della storia dell’uomo molteplici significati: compagno per la caccia, guardiano del gregge, protettore della casa, animale da lavoro, fino ad assumere in tempi moderni il ruolo di animale da compagnia.

Non è raro, per effetto dell’antropomorfizzazione, che il cane diventi un membro della famiglia a tutti gli effetti, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di negoziazione di ruoli, ricerca di equilibri e gestione della leadership del capobranco.

Chi decide di dividere la propria vita con un’allegra codina sa bene che se il cane non è addestrato adeguatamente tenderà ad assumere il ruolo di capobranco condizionando enormemente le abitudini della famiglia intera e recando non pochi problemi.

A testimonianza del fatto che il cane è considerato un membro della famiglia con il quale si struttura una relazione del tutto simile al legame di attaccamento tra esseri umani, sono stati prodotti recentemente programmi specifici per elaborare il lutto per la sua perdita.

Ma qual è il ruolo del cane negli interventi che riguardano il benessere mentale degli esseri umani? Gli interventi di terapia assistiti da animali meglio conosciuti come pet therapy sono stati utilizzati originariamente con bambini, anziani e persone disabili.

Fu Boris Levinson, neuropsichiatra statunitense, considerato il padre della pet therapy, che nel 1961 teorizzò, nel libro The dog as co-therapist, gli effetti benefici della presenza del cane nella terapia dei suoi piccoli pazienti. La presenza del cane, ad esempio, favoriva la capacità comunicativa dei bambini.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per l’uso della terapia assistita da cani come terapia aggiuntiva per individui che hanno subito un trauma e pazienti con PTSD. Avvalersi dell’ausilio di cani addestrati sembra ridurre lo stress e l’ansia soprattutto quando i pazienti si confrontano con i ricordi dell’evento traumatico.

Ad oggi, ci sono tre tipologie di interventi assistiti da animali impiegati con individui che hanno subito un trauma: cani che assistono pazienti con PTSD; terapia assistita da animali come parte di una psicoterapia; interventi di risposta alle crisi assistita da animali (Team AACR).

Quest’ultimo tipo di intervento è un campo relativamente nuovo negli interventi assistiti dagli animali, in cui team di cani/addestratori forniscono supporto alle persone colpite da traumi e crisi. I team di cani/addestratori vengono chiamati in luoghi di crisi e forniscono conforto, sollievo dallo stress e sostegno emotivo a chi è colpito da crisi e disastri.

Negli Stati Uniti i team AACR sono stati attivi in ​​una varietà di situazioni di crisi, tra cui l’attacco al World Trade Center (2001), l’uragano Katrina (2005), il massacro della Virginia Tech (2007), la sparatoria della Northern Illinois University (2008), e più recentemente, la strage nella scuola Sandy Hook Elementary (2012).

Sembrerebbe che in queste situazioni la presenza dei cani abbia avuto un effetto di riduzione dello stress e dell’ansia. Tuttavia, fino ad oggi non erano disponibili prove empiriche a dimostrazione della capacità dei cani di ridurre lo stress e l’ansia dopo situazioni di crisi.

Per colmare tali lacune, un gruppo di ricercatori tedeschi, dell’Università di Saarland della cittadina di Saarbrücken, ha voluto raccogliere delle prove sperimentali a sostegno dell’efficacia della terapia assistita da cani immediatamente dopo un evento traumatico.

Le 60 donne che hanno partecipato allo studio sono state sottoposte alla visione di un filmato di 11 minuti, tratto dal film Irreversible diretto da Gaspar Noe, che contiene scene di violenza fisica e sessuale, e che in precedenti studi è risultato affidabile nell’indurre una risposta allo stress.

Dopo la visione del filmato, un primo gruppo, ha interagito per 15 minuti con dei cani da terapia addestrati, di varie razze (Border Collie, Labrador Retriever, Rough Collie, Goldendoodle) e dall’aspetto amichevole. Le partecipanti avevano l’opportunità di dar da mangiare ai cani e di accarezzarli.

Un secondo gruppo ha guardato un filmato di 15 minuti di una persona che interagiva con uno dei cani. Ai partecipanti del terzo gruppo è stato chiesto di rilassarsi.

I risultati di questa ricerca sperimentale hanno confermato l’ipotesi che la presenza di un cane dopo un evento traumatico ha effetti positivi in termini di valutazione soggettiva dello stress e dell’ansia.

È emerso infatti che i partecipanti che hanno interagito con il cane dopo il film hanno riportato livelli più bassi di ansia, di emozioni negative ed un aumento delle emozioni positive rispetto agli altri due gruppi che non avevano interagito con i cani.

Le conclusioni a cui giunge questo primo studio sperimentale propendono dunque per l’uso degli interventi assistiti dai cani nelle situazioni di emergenza perché in grado di ridurre lo stress e l’ansia acuti.

La ricerca scientifica dunque conferma ciò che il costume popolare afferma. Queste meravigliose creature sono in grado di alleviare le nostre sofferenze, quindi senza ombra di dubbio possiamo dire a gran voce: “mi affido a fido” perché farlo è efficace!

 

RIFERIMENTI:

  • Lass-Hennemann J., Schäfer S.K., Römer S., Holz E., Streb M., Michael T., Therapy Dogs as a Crisis Intervention After Traumatic Events? – An Experimental Study. (2018, September 4). Frontiers in Psychology.
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