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Il cervello maschile e quello femminile sono davvero così diversi?

cervello maschile e quello femminile

Photo By Vladimir Kudinov on Unspalsh

Differenze cerebrali tra i sessi

È credenza condivisa da molti il fatto che maschi e femmine si differenzino in funzione dei loro comportamenti. Gli stereotipi più comuni riguardano le abilità di multitasking, assegnate alla donna, il pessimo senso dell’orientamento (noto soprattutto alla guida), le capacità empatiche e di dialogo, mentre gli stereotipi che riguardano l’uomo concernono la capacità di coordinare e cooperare con più facilità, la difficoltà analitica e nell’esprimere emozioni. Si può presumere che le differenze di genere nel comportamento umano presentino una complementarietà di tipo adattativo, i maschi infatti mostrano maggiori abilità motorie e spaziali, mentre le femmine tendono a presentare competenze relazionali e sociali più affinate (Gur et al., 2012; Halpern et al., 2007). Per molti anni si è ritenuto che fosse l’ambiente e l’educazione ad assumere un peso determinante nella genesi queste differenze. Tuttavia, in considerazione del fatto che le differenze di genere sono già evidenti pochi mesi dopo la nascita, quando l’influenza sociale è ancora molto limitata, si è iniziato a volgere l’attenzione verso le differenze neurofisiologiche e anatomiche tra il cervello maschile e femminile.

L’utilizzo delle neuroimmagini ha messo in risalto diverse disuguaglianze in alcune aree del cervello: nei maschi è stata rilevata una percentuale maggiore di sostanza bianca (WM), che contiene fibre assonali mielinizzate e liquido cerebrospinale (Gur et al., 1999), mentre le donne mostrano una percentuale più elevata di materia grigia (Goldstein, 2001). Sono state anche individuate differenze relative alla forma di specifiche strutture cerebrali (Cosgrove et al., 2007), tra cui l’ippocampo, l’amigdala (Giedd et al., 1996; Rajapakse et al., 1997) e il corpo calloso (CC) (Allen et al., 1991). Inoltre, diversi studi suggeriscono la presenza di differenze di sviluppo nella crescita dei tessuti durante la maturazione cerebrale (Courchesne et al., 2000), sebbene non siano stati stabiliti collegamenti con le differenze comportamentali osservate.

Differenze di genere e ripercussioni sulla cognizione

Uno studio pubblicato nel 2014 (Ingalhalikae et al., 2014) e condotto da gruppi dell’Università della Pennsylvania e del Children’s Hospital di Philadelphia si è occupato di indagare i diversi tipi di connettività strutturale nel cervello maschile e femmine, alla base delle differenze presenti nella cognizione. I ricercatori hanno analizzato il cervello di 949 individui, 428 maschi e 521 femmine, tra gli 8 ed i 22 anni di età. Sono state studiate le interazioni complesse tra le regioni attraverso la tecnica del Diffusion Tensor Imaging (DTI).

Lo studio ha dimostrato che in media il cervello femminile mostra una maggiore connettività tra gli emisferi (inter-emisferica), mentre quello maschile presenta prevalenti connessioni all’interno di ciascun emisfero (intra-emisferica). Nel cervelletto invece le condizioni sono opposte: nelle donne si riscontra una maggiore connessione intra-emisferica contrariamente agli uomini dove sono più estese le comunicazioni inter-emisferiche. I diversi tipi di connettività cerebrale si traducono una varietà di differenze riguardanti la cognizione, suggerendo ad esempio che il cervello maschile possa essere strutturato in modo da favorire la connessione tra percezione e azione, mentre la maggior connettività tra i due emisferi nelle femmine tenderebbe a facilitare la relazione tra l’elaborazione delle informazioni a livello analitico, tipica dell’emisfero sinistro, con l’analisi intuitiva, tipica dell’emisfero destro.

Il cervello come “mosaico”

Quando si parla di differenze cerebrali tra cervello maschile e femminile, si assume che esista solo una piccola sovrapposizione tra le forme di queste caratteristiche nei maschi e nelle femmine (alto grado di dismorfismo) e si assume che esista un cervello totalmente maschile e uno totalmente femminile (elevata coerenza interna) (Joel, 2012). Uno studio condotto dall’ Università di Tel-Aviv, del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences a Lipsia e del Dipartimento di Psicologia a Zurigo (Joel et al., 2015), ha analizzato attraverso strumenti di risonanza magnetica circa 1400 cervelli umani, rivelando una vasta sovrapposizione tra le distribuzioni delle caratteristiche del cervello di femmine e maschi. In altre parole, lo studio mette in luce che cervelli con caratteristiche che si collocano coerentemente ad una estremità del continuum della “mascolinità-femminilità” sono rari. Piuttosto, la maggior parte dei cervelli è formata da un “mosaico” di caratteristiche uniche, alcune più comuni nelle femmine, altre più comuni nei maschi, e alcune condivise sia dalle femmine che dai maschi. Questa estesa sovrapposizione mina qualsiasi tentativo di distinguere tra una forma “maschile” e una “femminile” per caratteristiche cerebrali specifiche, mostrando invece un’alta eterogeneità e una enorme sovrapposizione di caratteristiche nella composizione specifica di tale mosaico. Risulta quindi più appropriato e informativo riferirsi alle misure del cervello in termini quantitativi piuttosto che in termini qualitativi (ad esempio, forma “maschile”, “femminile”).

Conclusioni

Sebbene uomini e donne siano diversi sotto molteplici aspetti, incluso quello cerebrale, i diversi studi condotti mostrano che in alcuni casi le somiglianze possono superare le differenze. I risultati di questi studi ci aiutano a valutare l’impatto dell’appartenenza al genere femminile o maschile come buon predittore di abilità maggiormente presenti nell’uno o nell’altro, ma ci aiutano anche a tenere a mente l’unicità di ciascun individuo e ciascun cervello, riassegnando un forte potere all’ambiente sociale e dell’educazione alla base delle nostre differenze.

 

Riferimenti

 

  • Allen LS, Richey MF, Chai YM, Gorski RA (1991) Sex differences in the corpus callosum of the living human being. J Neurosci 11(4):933–942.
  • Coffey CE, et al. (1998) Sex differences in brain aging: A quantitative magnetic resonance imaging study. Arch Neurol 55(2):169–179
  • Cosgrove KP, Mazure CM, Staley JK (2007) Evolving knowledge of sex differences in brain structure, function, and chemistry. Biol Psychiatry 62(8):847–855
  • Courchesne E, et al. (2000) Normal brain development and aging: Quantitative analysis at in vivo MR imaging in healthy volunteers. Radiology 216(3):672–682. 12.
  • Giedd JN, et al. (1996) Quantitative MRI of the temporal lobe, amygdala, and hippocampus in normal human development: Ages 4-18 years. J Comp Neurol 366(2):223–230. 9. Giedd JN, Castellanos FX,
  • Goldstein JM, et al. (2001) Normal sexual dimorphism of the adult human brain assessed by in vivo magnetic resonance imaging. Cereb Cortex 11(6):490–497
  • Gur RC, et al. (1999) Sex differences in brain gray and white matter in healthy young adults: Correlations with cognitive performance. J Neurosci 19(10):4065–4072
  • F. Halpern, C.P. Benbow, D.C. Geary, R.C. Gur, J.S. Hyde, M.A.Gernsbacher. The science of sex differences in science and mathematics. Psychol. Sci. Public Interest, 8 (2007), pp. 1-51
  • Ingalhalikar M, et al. (2014) Sex differences in the structural connectome of the human brain.Proc Natl Acad Sci USA 111(2):823–828
  • Joel D (2012) Genetic-gonadal-genitals sex (3G-sex) and the misconception of brain and gender, or, why 3G-males and 3G-females have intersex brain and intersex gender. Biol Sex Differ
  • Joel, D., Berman, Z., Tavor, I., Wexler, N., Gaber, O., Stein, Y.,Margulies, D. S. (2015). Sex beyond the genitalia: The human brain mosaic. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 112(50), 15468–15473. https://doi.org/10.1073/ pnas.1509654112
  • Rajapakse JC, Vaituzis AC, Rapoport JL (1997) Sexual dimorphism of the developing human brain. Prog Neuropsychopharmacol Biol Psychiatry 21(8):1185–1201

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Salvati Morena
Psicologa, psicoterapeuta in formazione. Si occupa da diversi anni di disturbi dell’età evolutiva, e possiede esperienza in particolare nella diagnosi e nel trattamento dei Disturbi dello Spettro autistico e dei disturbi del comportamento. Attualmente esercita la libera professione in collaborazione con l’Istituto Beck for Kids di Roma.
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