Combattere l’ansia sociale con l’Acceptance Commitment Therapy

Combattere l’ansia sociale con l’Acceptance Commitment Therapy

Combattere l’ansia sociale con l’Acceptance Commitment Therapy

Photo by Emphyrio on Pixabay

L’Acceptance commitment therapy (ACT) è risultata essere un trattamento valido per il disturbo da ansia sociale, lo confermano alcuni studi che hanno enfatizzato l’utilità degli strumenti terapeutici utilizzati da questo modello di cura.

Caratteristiche del disturbo da ansia sociale

Il disturbo d’ansia sociale è molto comune tra i giovani, si stima ne soffra circa il 13% della popolazione. La principale caratteristica del disturbo è la presenza di una reazione di ansia eccessiva, nel caso in cui la persona sia esposta a situazioni sociali o debba affrontare una valutazione da parte di qualcuno. Chi è affetto da ansia sociale tende ad evitare i contesti che possano attivare la reazione ansiogena ed inevitabilmente tale condotta ostacolerebbe l’instaurarsi del naturale processo di abituazione all’ansia, aspetto fondamentale per imparare a tollerare questa emozione tanto temuta (ma innocua!). Alla base del disturbo vi è inoltre una difficoltà nella gestione della vergogna, vissuta in questo caso come intollerabile.

L’utilizzo dell’ACT per il trattamento del disturbo da ansia sociale

Secondo l’Acceptance commitment therapy (o terapia dell’accettazione e dell’impegno) tutti gli esseri umani  sperimentano emozioni e sentimenti spiacevoli, tuttavia alcune persone hanno una forte difficoltà ad accettare tali vissuti e ricorrono così a strategie inefficaci ed anzi, controproducenti, per gestirli.

L’ACT pone l’accento su 6 principi in particolare:

  • l’accettazione
  • la defusione
  • il sé come contesto
  • il contatto con il momento presente
  • i valori
  • l’azione impegnata

L’ACT fa ricorso a metafore ed esercizi pratici per evitare che le persone si focalizzino eccessivamente sui loro dialoghi interiori disfunzionali, fondendosi così con percezioni errate di sé. Lo scopo è quello di aumentare il contatto con il momento presente e la realtà.

Il concetto di “sé come contesto” stimola negli esseri umani la capacità di percepire sé stessi senza l’utilizzo di etichette rigide che inevitabilmente condizionano le azioni.

L’ACT scoraggia il ricorso all’evitamento esperienziale, in tal modo consente un maggior adattamento e la regolazione emotiva.

Uno studio di Azadeh et al. ha dimostrato come l’ACT sia risultata efficace nel trattamento delle difficoltà relazionali in ragazze liceali affette da disturbo d’ansia sociale.

I risultati di uno studio condotto nel 2007 da Dalrymple e Herbert hanno mostrato che dal pre-test al follow-up, ha avuto luogo un decremento importante dei sintomi sperimentati (misurati attraverso il Social Phobia Inventory) e un generale miglioramento della qualità della vita in soggetti affetti da ansia sociale sottoposti a sedute di ACT. Tale modello terapeutico, inoltre, è apparso efficace nel ridimensionare la vergogna, migliorare la flessibilità psicologica e la compassione verso sé stessi.

Conclusione

L’ACT è un approccio di derivazione cognitivo-comportamentale in grado di migliorare la capacità di fare spazio alle proprie reazioni emotive, sottraendosi ai comportamenti di evitamento. L’ACT è risultata essere un trattamento utile a ridurre i sintomi da ansia sociale: alcuni studi hanno evidenziato infatti come abbia promosso, nei soggetti trattati, un aumento della flessibilità psicologica e dell’autocompassione, armi efficaci nel ridurre anche il vissuto della vergogna.

 

Riferimenti bibliografici

  • https://formazionecontinuainpsicologia.it/act-per-il-disturbo-di-ansia-sociale/
  • Khoramnia S, Bavafa A, Jaberghaderi N, Parvizifard A, Foroughi A, Ahmadi M, Amiri S. The effectiveness of acceptance and commitment therapy for social anxiety disorder: a randomized clinical trial. Trends Psychiatry Psychother. 2020 Jan-Mar;42(1):30-38. doi: 10.1590/2237-6089-2019-0003. PMID: 32321083.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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