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Come sfruttare la pigrizia a nostro favore

Come sfruttare la pigrizia a nostro favore

Photo by Creative Workshop on Pexels

L’evidenza storica suggerisce che la pigrizia è una componente insita nella natura umana ma, nonostante sembri accompagnarci fin dai nostri antenati più antichi, questa non si limita agli esseri umani: ne troviamo infatti traccia nei grandi mammiferi fino ad arrivare ai piccoli insetti, dove alcuni organismi si comportano più pigramente dei loro coetanei.

Le neuroscienze lo confermano: riassunto nel libro magistrale del Dr. Daniel Kahneman, “Thinking, Fast and Slow”, la ricerca cognitiva indica che il comportamento pigro visibile all’esterno è rispecchiato dal pensiero pigro all’interno. Anche i nostri cervelli sono pigri e cercano di minimizzare lo sforzo cognitivo durante la giornata usando euristiche subconscie, pregiudizi e scorciatoie mentali nonostante i problemi, gli errori e i conflitti spesso causati da tale modalità di pensiero.

Da un lato, la pigrizia sembra essere propria della condizione umana, né le nostre menti né i nostri muscoli ne sono esenti e, peggio ancora, né la promessa di ricchezze o minacce di dannazione eterna si sono finora dimostrate capaci di togliere la pigrizia dalla nostra natura.

Molte aziende sono riuscite a collaborare con le nostre disposizioni pigre: invece di cercare di vincerle, molti dei più importanti innovatori mondiali hanno imparato a cooperarci.

Jeff Bezos sapeva che le persone potevano viaggiare nei centri commerciali e nelle librerie per fare acquisti, mentre prevedeva che molte persone avrebbero preferito fare acquisti più rapidamente e facilmente attraverso un sito web come Amazon; Mark Zuckerberg sapeva che le persone potevano camminare, guidare e volare per visitare amici e familiari, pur credendo che molte persone avrebbero preferito connettersi con gli altri utilizzando una piattaforma online che minimizzava il loro tempo e sforzo.

Netflix, siti di incontri online, Zoom, e molte, molte altre aziende hanno tutte riconosciuto che solo perché le persone potrebbero fare le cose nel modo più difficile non significa che non preferirebbero farle in modo più facile. Cooperare con la tendenza umana verso la pigrizia è probabilmente la strategia aziendale di maggior successo di tutti i tempi: sfruttano la nostra natura pigra per sedurci nel fast food, negli stili di vita sedentari, negli acquisti imprudenti e nelle discussioni sui social media.

La pigrizia si riferisce al desiderio fondamentale di soddisfare i nostri bisogni e ottenere i nostri desideri senza tempo o sforzo, perseguendo la gratificazione immediata. Anche se questo lato di noi stessi può essere facilmente sfruttato dagli altri, può anche essere indirizzato al nostro benessere personale.

Se l’unico cammino verso la salute e la felicità è attraverso il duro lavoro, la disciplina e il sacrificio, la maggior parte di noi non godrà mai a lungo di queste ricompense. Finché i nostri stili di vita sono impostati in modo tale che fare scelte malsane è più veloce e più facile che fare scelte sane, il primo prevarrà su quest’ultimo. Questo definisce uno dei nostri compiti più importanti nella vita: identificare strategie che soddisfino la natura umana pigra, rendendo più semplice possibile prendere le decisioni che promuovono il benessere fisico e mentale.

Alcuni suggerimenti possono includere il posizionare gli alimenti sani come frutta e verdura sui piani visibili della cucina, e spostare cibi più calorici e meno nutritivi in luoghi meno accessibili. Allo stesso modo possiamo adottare strategie pigre per migliorare la nostra forma fisica e incrementare i livelli di attività fisica: impostare standard di esercizio flessibili (ad esempio, camminare per 15 minuti come obiettivo minimo invece di 30-60 minuti, anche se si ha sempre la libertà di continuare più a lungo) invece di fissare standard rigidi; tenere gli attrezzi da ginnastica a portata di mano, infatti la nostra natura pigra è tale che spesso saltiamo un allenamento solo perché la breve passeggiata al garage necessaria per recuperare le nostre scarpe o attrezzature viene percepita come “troppo” in quel momento. I nostri cervelli pigri lavorano in modi sottili che possono minare i nostri obiettivi.

Criticare noi stessi per la pigrizia non funziona, un approccio più produttivo è quello di cambiare la nostra prospettiva e adottare strategie che riducono al minimo il tempo e lo sforzo per una vita sana.

 

Riferimenti

  • Carballo-Fazanes A, Rico-Díaz J, Barcala-Furelos R, Rey E, Rodríguez-Fernández JE, Varela-Casal C, Abelairas-Gómez C. Physical Activity Habits and Determinants, Sedentary Behaviour and Lifestyle in University Students. Int J Environ Res Public Health. 2020 May 8
  • Trost S.G., Blair S.N., Khan K.M. Physical inactivity remains the greatest public health problem of the 21st century: Evidence, improved methods and solutions using the ‘7 investments that work’ as a framework. Br. J. Sports Med. 2014

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cappelluccio Rosetta
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .
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