Come tutelare chi ci tutela

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Photo by Peter Magera on Unsplash

Il fenomeno della violenza ai danni degli operatori sanitari

Da alcuni anni a questa parte le cronache riportano ripetuti episodi di violenza in contesti ospedalieri ai danni del personale sanitario. Da un recente studio, si stima che l’81% dei professionisti della salute sia stata oggetto di aggressioni fisiche o verbali e circa il 69% non denuncerebbe il fatto.

Violenza contro i sanitari: quali i contesti più a rischio

I contesti che più frequentemente sono stati teatro di fenomeni di aggressione sono i Pronto Soccorso e i reparti di Psichiatria; gli autori di tali reati sarebbero pazienti o familiari degli stessi.

Nel mese di maggio 2024, l’Associazione Anaao Assomed (Sindacato Italiano Medicina Pubblica) ha proposto ai propri iscritti e ha diffuso sui canali social a tutti i dirigenti sanitari, un sondaggio mirato a studiare in modo dettagliato l’entità del fenomeno. Dalla ricerca è emerso come i responders siano prevalentemente di genere femminile (60%), il 13% operante nel settore psichiatrico, l’11% in Pronto Soccorso / Medicina d’emergenza-urgenza.

La frequenza con cui il personale sanitario è oggetto di violenza è anche legata alla carenza di personale nelle strutture di cura. Nei dipartimenti di emergenza sono tipicamente i parenti a mettere in atto condotte violente. I fattori scatenanti sono di solito legati alle lunghe attese, al sovraffollamento, alla carenza di posti letto; in tali casi il sanitario viene privato della sua immagine di “possibile figura salvifica” per divenire un vero e proprio capro espiatorio.

Nei reparti di psichiatria ad aggredire sarebbe solitamente il paziente in condizioni di scompenso psichico connesso alla propria psicopatologia o all’uso di sostanze stupefacenti.

I numeri allarmanti

Anaoo Assomed ha potuto evidenziare come dei responders il 23% riporti di essere stato vittima di aggressioni fisiche, il 77% verbali e ben il 75% avrebbe assistito a forme di violenza contro i colleghi. Nella metà dei casi l’aggressore è stato il paziente (51,3%) mentre i parenti sono risultati responsabili del 42,3% degli eventi.  Purtroppo più della metà dei soggetti offesi non ha denunciato l’aggressore.

Quasi la totalità delle aggressioni denunciate hanno richiesto l’intervento delle forze dell’Ordine, mentre il 73% dei sanitari ha dichiarato di aver fatto fronte alla violenza da solo o con l’ausilio dei colleghi.


Conclusioni

Il fenomeno della violenza ai danni degli operatori sanitari è una realtà preoccupante che ci induce a  riflettere in merito ai cambiamenti che la nostra società sta vivendo. Dinamiche analoghe da alcuni anni stanno interessando anche la realtà della scuola, in cui sempre più frequentemente minori e genitori agiscono in modo aggressivo e intollerabile verso il personale.

Da non escludere come la diffusa sfiducia verso le istituzioni possa indurre soggetti con difficoltà a regolare le emozioni in modo equilibrato, a porre in essere condotte impulsive, soprattutto in condizioni di stress.

L’entità del fenomeno delle aggressioni ai sanitari permette di evidenziare l’urgenza della promozione di politiche mirate all’ampliamento del personale nelle strutture pubbliche.

Riferimenti

  • https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=120787&fr=n

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.
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