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La compassion focused therapy per genitori di adolescenti con disturbi psicologici

La compassion focused therapy per genitori di adolescenti con disturbi psicologici

Photo by Jude Beck on Unsplash

La “terapia basata sulla compassione” (Compassion Focused Therapy) è stata sviluppata per aiutare le persone che sperimentano alti livelli di vergogna e autocritica a coltivare un orientamento compassionevole verso se stessi e gli altri (Gilbert, 2017). Questa terapia fornisce una psicoeducazione sulla natura della mente umana e integra interventi che si concentrano sull’auto-compassione utilizzando una serie di tecniche di addestramento mentale specifiche, che includono esercizi di respirazione, visualizzazione e prove comportamentali.
Promuovendo la consapevolezza, l’individuo aumenta la sua capacità di tollerare, impegnarsi, regolare, convalidare e lenire emozioni difficili come ansia, rabbia e vergogna. Sviluppare una voce interiore e un tono compassionevoli per i propri pensieri e le proprie motivazioni può aiutare le persone a ridurre l’autocritica e concentrarsi sulla la crescita e il miglioramento compassionevoli.

Essere genitori di un bambino con problemi di salute mentale è una sfida. Si possono sperimentare ansie incentrate su se stessi e sul proprio figlio, come paura del futuro, rabbia, frustrazione, nonché un profondo senso di tristezza; inoltre, la vergogna e l’auto-stigmatizzazione possono ostacolare la capacità di cura.
Nonostante queste indicazioni generali, gli studi che hanno indagato la genitorialità di bambini ed adolescenti con psicopatologie sono scarsi, soprattutto se messi a confronto con gli studi che hanno preso in esame il processo di cura di bambini con malattie croniche, adulti con disturbi mentali e anziani.
La gravità dei disturbi psicopatologici è il fattore che influenza maggiormente la tensione genitoriale, inoltre, capita spesso che i genitori restino esclusi dal processo di pianificazione del trattamento e questo può ostacolare il sostegno dei figli.

Secondo Brown (2018), i trattamenti che aiutano i genitori a scoprire il proprio senso di agency consentono loro di fidarsi della propria saggezza piuttosto che di quella degli esperti. Pertanto, gli interventi che aiutano a gestire la tensione e a trovare il proprio senso di efficacia avvantaggiano non solo i caregiver ma anche i loro figli.

A tal proposito, la Compassion Focused Therapy, cerca di aiutare le persone ad affrontare le proprie emozioni dolorose con coraggio, saggezza, calore e cura. Questi aspetti potrebbero aiutare i genitori a essere presenti e ad essere in sintonia con i bisogni dei loro figli.

Nello specifico, uno studio di Bratt et al (2019) ha esaminato gli effetti di un protocollo di CFT su un gruppo di genitori i quali figli erano in trattamento in una clinica psichiatrica specializzara.

L’intervento era strutturato in otto sessioni di gruppo di 2 ore, secondo i principi della CFT e le esigenze dei partecipanti: la prima fase è stata di psicoeducazione e di comprensione delle emozioni negative in chiave evolutiva, dove i membri del gruppo sono stati incoraggiati a riflettere sull’equilibrio tra i loro tre tipi di regolazione : minaccia, spinta e sicurezza. La fase successiva si è concentrata sulla necessità di comprendere le basi motivazionali delle emozioni e come queste influenzano pensieri e comportamenti. I partecipanti si sono impegnati in esercizi basati sulla mindfulness e sulla compassione (ad es. respirazione, rilassamento, creazione di un luogo sicuro). Inoltre, sono state introdotte strategie per sviluppare un’immagine di sé compassionevole e comprendere il ruolo dell’autocritica.

Il protocollo di CFT così strutturato, ha permesso al gruppo di scoprire il proprio senso di agency (cioè la convinzione di poter aiutare se stessi ei loro figli).
Una parte essenziale della CFT , comporta il riconoscimento che il paziente è il massimo esperto delle questioni che riguardano la sua vita; poiché i genitori possiedono una grande conoscenza dei loro figli, sono incoraggiati a fidarsi della loro capacità di prendersene cura.

L’intervento di CFT ha migliorato la capacità di condividere i propri sentimenti con i figli aiutandoli a comunicare meglio e ad essere più espressivi riguardo alle proprie emozioni. Quando i genitori sono in grado di comunicare in modo efficace ed essere presenti nel momento, possono rappresentare una base sicura, anche in situazioni difficili.

La dimensione gruppale ha consentito ai partecipanti di ricambiare la compassione degli altri membri: Gilbert (2017) ha affermato che esistono tre tipi di compassione: la compassione che proviamo verso gli altri, la compassione che riceviamo dagli altri e la compassione che dimostriamo verso noi stessi (auto-compassione).
Essere aperti alla compassione degli altri ci aiuta a sentirci al sicuro e a percepire gli altri come una risorsa piuttosto che come una minaccia; quindi, coltivare la compassione può contrastare gli effetti negativi dell’auto-stigmatizzazione. La sensazione di essere apprezzati e compresi dagli altri membri del gruppo e la sensazione di non essere soli nelle proprie lotte è stato un ulteriore risultatio positivo dell’intervento.

 

Riferimenti

  • Bratt, A., Svensson, I., Rusner, M. (2019). Finding confidence and inner trust as a parent: experiences of group-based compassion-focused therapy for the parents of adolescents with mental health problems. International Journal of Qualitative Studies on Health and Well-being
  • Brown, J. (2018). Parents’ experiences of their adolescent’s mental health treatment: Helplessness or agency-based hope. Clinical Child Psychology and Psychiatry
  • Carona, C., Rijo, D., Salvador, C., Castilho, P., & Gilbert, P. (2017). Compassion-focused therapy with children and adolescents. BJPsych Advances
  • Gilbert, P. (2017). Compassion: Concepts, research and applications. New York, NY: Routledge.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Cappelluccio Rosetta
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Docente e supervisore Istituto A.T Beck Roma e Caserta Conduttrice gruppi DBT adulti e adolescenti Consulente tecnico d’ufficio per trauma neglect e abuso Ha prestato la sua propria opera professionale come responsabile ambulatorio psicopatologia ospedale Buonconsiglio Fatebenefratelli Napoli, attualmente èConsulente esperto   presso l'Ufficio Garante per l'Infanzia ed Adolescenza Regione Campania. Titolare di incarichi consulenza specialistica DBT nelle scuole per trattamento dei ragazzi con comportamenti disregolati  presso varie sezione scolastiche della  Regione Campania .
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